Monica Dickens, pronipote del caro vecchio Charles, racconta in questo volume le sue avventure come cuoca tuttofare alle dipendenze di varie famiglie nell'Inghilterra del primo novecento.
Questo volume è il primo di una trilogia in cui l'autrice ci narra le sue avventure lavorative, in effetti siamo davanti ad un vero e proprio memoir: ci racconta di essere nata in una famiglia benestante in cui lavorare non era per lei né un obbligo né una necessità ma racconta anche che, ribelle sin dall'infanzia, ad un certo punto della sua vita sentì il bisogno di fare qualcosa, di rendersi produttiva e di abbandonare una vita che le stava stretta, piena di convenzioni ed estremamente noiosa. E' così che un giorno lascia la vita oziosa che conduce e si cerca un lavoro, non avendo nessuna esperienza e avendo seguito qualche corso di cucina decide di presentarsi come una cuoca tuttofare (ovvero all'occorrenza anche cameriera e donna delle pulizie).
Le avventure, o più spesso le disavventure, della Dickens rendono questo volume davvero divertente, l'autrice in effetti racconta le sue giornate con una ricca dose di ironia, non risparmiando nemmeno se stessa ma soprattutto i suoi datori di lavoro, con l'ovvio risultato di far sorridere il lettore.
Il quadro che dipinge l'autrice non è certamente positivo nei riguardi dei suoi titolari anzi spesso è spietata nel descrivere le strane manie o gli atteggiamenti di superiorità che inevitabilmente assumono certi personaggi e al contrario è come se cercasse di assecondare in ogni occasione gli appartenenti ad una classe inferiore; ad alcuni questo aspetto potrebbe far storcere il naso ma credo anche che sia del tutto naturale, una volta immersi nella vita downstairs, non riuscire completamente a prendere le parti o giustificare la vita upstairs.
Nonostante questo aspetto, che può piacere o meno, la cosa importante è che Monica Dickens sia stata capace di ricreare perfettamente, con un intento simpatico, un mondo, quello della vita a servizio, ormai dimenticato e molto lontano dai giorni nostri. Le avventure sono tantissime e i guai che combina anche, potrebbe a lungo andare risultare leggermente ripetitivo per chi non ama questo genere di lettura, ovviamente si tratta sempre di siparietti al servizio dell'alta borghesia ma ogni padrone di casa avrà qualcosa di nuovo da mostrare, una nuova personalità, delle nuove fisse e modi diversi di rivolgersi alla servitù.
L'intento della Dickens è in primis quello di divertire il lettore dedicando qualche ora spensierata al volume, non si tratta infatti di un accurato quadro sociale dell'Inghilterra dell'epoca, e per quello che mi riguarda fa benissimo il proprio dovere: ci si diverte e si sorride spesso. Certamente non mancano i temi tipici come le differenze di classe sociale, gli abusi o le lotte personali ma tutto è impregnato da un senso dell'umorismo davvero forte che non può che far da padrone.