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Breve storia del verbo essere. Viaggio al centro della frase

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L'interpretazione del verbo essere è come una costante che attraversa tutto il pensiero linguistico dell’Occidente sin dalle prime opere di Aristotele. E nel suo dipanarsi si intreccia con la filosofia, la metafisica, la logica e perfino con la matematica, tanto che Bertrand Russell considerava il verbo essere una disgrazia per l’umanità. Andrea Moro ricostruisce questa storia: dalla Grecia classica, attraverso i duelli tra maestri della logica nel Medioevo e le rivoluzioni seicentesche, fino al Novecento, quando la linguistica diventa un modello propulsivo per le neuroscienze. Il verbo essere penetra nel pensiero linguistico moderno portando scandalo e, come un cavallo di Troia, insinua elementi di disturbo tali da indurci a ripensare dalla radice la più fondamentale delle strutture del linguaggio umano: la frase. È una ricerca appassionante, quella di Moro, che giunge a scoprire una formula tale da risolvere l’anomalia delle frasi copulari – suscitando così nuove domande, sul linguaggio come sulla struttura della mente.

329 pages, Paperback

First published May 1, 2010

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Andrea Moro

26 books30 followers

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Marco.
87 reviews19 followers
October 8, 2012
Il primo capitolo �� folgorante: un excursus bimillenario nelle diverse sfaccettature interpretative del verbo "essere" e nel dibattito da queste alimentato. Una ricostruzione puntuale e illuminante; uno sguardo in prospettiva, lucido e ricco di riferimenti quantomai pertinenti alle piu' svariate discipline. Soprattutto, pero', un'esposizione leggera nei toni e limpida nei concetti, fatto piu' unico che raro nel campo.
Dal secondo capitolo, la trattazione si perde negli abissi delle grammatiche generativo-trasformazionali e cala decisamente di fascino: si fa meno di ampio respiro, meno "olistico" per cosi' dire, e diventa man mano sempre piu' specifico e settoriale. Nonostante i buoni propositi divulgativi, non credo risulti comprensibile (anche ammesso un discreto impegno) a chi non abbia dimestichezza col settore.
Nonostante tutto, pero', la tesi cruciale esposta dall'autore riguardo all'analisi delle struttute copulative col verbo essere e' estremamente interessante e acuta - azzarderei un "rivoluzionaria" ma non ho titoli per sbilanciarmi cosi' tanto. Le argomentazioni potevano essere piu' esaurienti e piu' lineari, ma credo molta della sensazione di approssimazione sia dovuta al desiderio di sintesi e al tentativo di non risultare troppo pedantemente tecnici (peccato: l'effetto e' il contrario).
Complessivamente, un lavoro poco equilibrato a livello di target ma comunque importante. Particolarmente consigliato a chi un po' si intenda delle teorie Chomskiane; gli altri non troveranno granche' da carpire terminato il brillantissimo primo capitolo.
Profile Image for J.D. Steens.
Author 3 books50 followers
April 14, 2019
This book is for linguists. It’s harder to understand than a book on cosmology or even quantum physics. The book’s cover figure might portray its content the best. It’s something quite complex, void of any explanation that I could find as to what it is and why it should grace the cover.

For years, I’ve been interested in the ever-present “to be” verb. For one thing, we are told that verbs convey action, but “to be” doesn’t do that. It’s a state of being verb, and a state of being is not an action. We know of course that we act in and react to the world; we are moving beings. But in what sense are we in a "state of being" and how might that relate to action and reaction? Then there the question of what it means “to be,” and how this necessarily entails attributes. Now we’re bumping into Hegel. I suppose “to be,” per se, means that one is alive and that’s it, but no one is just alive. Rather, to be alive is to be someone or something with attributes. These sorts of questions I thought were interesting, along with its auxiliary-linking “copula” function. There’s a richness to this verb and I’ve been frustrated with the various books on English that they breeze over it, as if it’s just another verb. I thought that there needed to be a book about this verb, but it is not this one.
Profile Image for Stefan Ghita.
142 reviews1 follower
August 2, 2026
4.5 ⭐.
Libro infame perché potrebbe fare pensare a una storia della varie funzioni del verbo essere nel tempo (cosa vera solo per un terzo del libro) e poi Moro per il resto del libro ti mette dentro le sue ricerche, linguistico generativiste, sull'utilità sintattica più che semantica del verbo.
Non è un saggio divulgativo per qualcuno che vuole curiosare. Per me va benissimo, il problema è il titolo fuorviante (conosco lo stile Adelphico e non credo sia colpa di Moro).
Profile Image for Antonino.
71 reviews8 followers
December 8, 2024
A un certo punto mi sono perso. Sono andato poi velocemente fino alla fine. E' molto interessante, ma qualcosa non funziona nello sviluppo complessivo. Mi è piaciuta l'idea di partire dalla storia filosofica del concetto di essere fino ad arrivare ai risvolti neurolinguistici contemporanei, però c'è una torsione tecnicista a un certo punto in cui chi non è un linguista, ha qualche difficoltà e ammetto di essere tra questi. Forse occorre rileggerlo. Però, mia opinione, i saggi scritti veramente bene non richiedono di essere riletti per essere apprezzati.
Profile Image for Cinzia.
61 reviews9 followers
March 30, 2020
Brillante. Certo la parte centrale può risultare ostica – quella in cui si abbandona il sentiero dorato della ricostruzione storica e ci si addentra nel bosco della teoria –, ma Moro conduce bene il suo gioco e non c'è nulla che non possa essere affrontato senza un po' di impegno e di passione. O forse di follia, visto che ho trovato perfino avvicenti lo svolgimento e le aperture sulle altre discipline (in primis biologia e neurobiologia).
Profile Image for Bonnie Mcclellan-Broussard.
45 reviews2 followers
October 5, 2016
Per i non-linguisti (cioè persone ‘laiche’ come me) questo libro è interessante e scritto in modo molto chiaro. Se il lettore non ha un po' di conoscenza linguistica di base, o almeno una solida conoscenza della grammatica, si potrebbe scoprire che per comprendere pienamente capitoli 2 e 3 si dovrà ricorrere a Wikipedia più di una volta. Ma, la persistenza paga, le idee e gli argomenti introdotti nel libro sono spunti di riflessione ricca di dettagli. Anche per i lettori non madrelingua italiana (ancora come me) i concetti sono raggiungibili e l’autore fornisce esempi di alcuni concetti chiave anche in inglese. Intanto, sto ancora godendo riflettere sulle idee offerti negli epiloghi e 'giocando' con gli strumenti di rappresentazione e di 'movimento' che sono stati illustrati nelle sezioni più impegnative. Se ami la lingua e desidera una comprensione più completa della sua struttura e, soprattutto, della storia e il ruolo del verbo essere, questo libro vale bene la lettura.
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