Non credo si possa dare un voto ad un libro come questo. Come non credo si possa dare un giudizio ad ogni libro che riporti, nero su bianco, testimonianze dirette della pagina più buia della nostra storia. Eppure, posso dirvi, che Titti Marrone riesce a farlo in modo diretto, senza troppe costruzioni che risulterebbe fuori luogo e dando voce a chi quella voce è stato tolta per sempre. In questo libro, in particolare, oltre a ripercorrere la storia precedente e successiva alla prigionia di Auschwitz delle sorelle Bucci (vi consiglio di cercare online le loro interviste), la Marrone punta i riflettore su una vicenda atroce che aveva rischiato di rimanere sconosciuta, coperta da omertà, ignoranza e assoluta indifferenza. L'uccisione di venti bambini nella cantina di una vecchia scuola poco distante da Amburgo. E tra quei piccolo c'era anche Sergio De Simone, cuginetto di Andra e Tatiana Bucci. In questi capitoli si ripercorrono quei momenti atroci, grazie a testimonianze indirette e alle parole di un giornalista a cui va il merito più grande dell'avere dato giustizia a venti piccoli innocenti che saranno bambini per sempre. E' una lettura che ti spezza il fiato. Ti sembra quasi di percepire battiti venire meno, senti chiaramente un dolore al centro del cuore che non lascia spazio a molte altre parole. Un libro - questo e come per fortuna ce ne sono anche altri - che merita di essere letto, anzi no, che deve essere letto. Perchè - anche se l'attualità sembra dimostrarci il contrario - è davvero possibile imparare dalla storia e da orrori che non potevano, non possono e mai potranno essere tollerati.