¿Qué pretenden los autores del presente libro? Ayudar a conocer mejor el rico alfabeto sensible de los signos y símbolos que se dan cita en la celebración de la Misa. Desean traslucir aquello que transmiten los variados códigos de comunicación que interactúan en el rito eucarístico. Se trata de un lenguaje que activa los sentidos espirituales de los fieles, y los sitúa en la via pulchritudinis, al servicio de una profunda vivencia del sacrum de la Eucaristí un regalo divino demasiado grande para tolerar devaluaciones.
Il libro segue l'ordine della celebrazione eucaristica, offrendo al lettore spunti sull'origine e sul significato di gesti e dettagli liturgici. Gli autori dichiarano l’intento di arricchire la comprensione del lettore riguardo la bellezza e la simbologia della liturgia, un obiettivo sicuramente stimolante. Tuttavia, mi è sembrato che questo intento non venga pienamente realizzato, almeno per me non sembra aver funzionato. Due aspetti, in particolare, affaticano il coinvolgimento nella lettura.
Il primo riguarda la struttura del testo: in alcuni momenti, si ha la sensazione di leggere una serie di schede informative ordinate per argomento, senza un forte legame che le connetta, se non il riferimento allo stesso momento della liturgia. Sebbene le informazioni siano abbondanti, a tratti risultano ridondanti o accostano dettagli di grande rilevanza a opinioni del tutto marginali.
Il secondo aspetto riguarda alcune affermazioni che mi sono sembrate discutibili. Ad esempio, l'idea che l'organo sia lo strumento superiore a tutti, e pertanto ideale per la liturgia (il corno di montone è prescritto da Dio nell'Antico Testamento, insieme ad altri strumenti che farebbero storcere il naso a molti liturgisti - dell'organo non si fa menzione), o che la melodia gregoriana costituisca una singolare esegesi della Parola di Dio (mi permetto di dire che tutta la musica sacra è esegesi), sono affermazioni che maltrattano il lettore. Avrei preferito una pacata presentazione di come e quando si è affermato l'uso dell'organo o del canto gregoriano, piuttosto che apodittiche dichiarazioni circa la loro "superiorità".
Un'altra forzatura è l'idea che la liturgia coinvolga tutti e cinque i sensi. È un concetto che "suona bene", ma poi, a parte vista e udito, gli autori faticano a dire qualcosa sugli altri tre sensi. Di solito tocchiamo e gustiamo solo l'Eucaristia, e l'olfatto è implicato solo per l'eventuale uso dell'incenso.
Infine, alcuni capitoli si aprono con riflessioni di fondo sul tema del capitolo stesso: spazio, tempo, colori, mani... Queste introduzioni disturbano per ovvietà. Sfiorano temi ricchissimi, che potrebbero offrire magnifici spunti rispetto alla liturgia, ma poi non entrano, come se non avessero nulla di personale da dire.
In generale, il libro offre un'ampia panoramica sulla celebrazione liturgica, con molti spunti utili, ma appare poco il succo di una riflessione personale che dia senso profondo alle tante informazioni.