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La battuta perfetta

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Le rivoluzioni, di solito, si fanno nelle strade e sono intrise di sangue. Quella che ha trasformato l’Italia negli ultimi cinquant’anni è stato possibile seguirla dal salotto di casa, e si è svolta in un clima di festa. A provocarla, e nello stesso tempo a raccontarla, è stata la televisione.
Alla televisione appartengono i sogni dei protagonisti di questo romanzo: Filippo Spinato e suo figlio Canio. Ma mentre il primo parte dal profondo Sud per diventare, oltre che un solerte funzionario della Rai, l’apostolo della missione educativa intrapresa (e fallita) dalla tv pubblica tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il secondo si ribella al suo modello pedagogico per aderire anima e corpo alla televisione commerciale dei decenni successivi, diventando dapprima venditore di «consigli per gli acquisti», e poi addirittura consigliere dello stesso Berlusconi.
Attraverso il conflitto generazionale tra il qualunquismo euforico di Canio e l’ideologia ipocrita di suo padre, si rivela la ridicola tragedia di un paese che, dopo essersi nascosto per anni sotto la maschera grigia di un perbenismo borghese, cerca ora rifugio dietro il cerone di un capo di stato che «vuole solo piacere». Ognuno, in questo apocalittico ed esilarante romanzo, vuole solo piacere. Ma che si insegua il consenso attraverso una dignitosa serietà, o attraverso il riso dionisiaco, folle e disperata sarà la missione, e destinata a rivelare l’irredimibile solitudine dell’essere uomo.

363 pages, Paperback

First published January 1, 2010

15 people want to read

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Carlo D'Amicis

13 books2 followers

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Alessandro Pontorno.
124 reviews17 followers
September 29, 2017
Frequento poco la letteratura italiana contemporanea e, dopo aver letto questo romanzo, direi a torto.
La mia opinione è che, come accade pure per il cinema, alla narrazione italica manchi completamente l'epicità, la capacità di mescolare sapientemente protagonisti indimenticabili con un contesto storico e sociale potente. Dove invece ci esaltiamo è nell'intimità del contesto familiare, nelle piccole storie, nella farsa e nel grottesco.
La battuta perfetta sarebbe un libro veramente divertente se non fosse tremendamente reale nel suo tratteggiare il confronto generazionale tra un padre anaffettivo arroccato nella sua idea di cultura ad ogni costo -baluardo dell'idea secondo cui la televisione debba essere uno strumento educativo- e il figlio che incarna lo spirito superficiale, goliardico e anestetizzante della tv commerciale.
La grandezza di D'Amicis sta nel non salvare nessuno in quello che sembrerebbe un facile gioco delle parti: non si salva l'anziano padre, impiegato Rai, che diventa simbolo della pachidermica incapacità di cambiamento del nostro Paese, né tantomeno si salva il figlio la cui ascesa sociale da impiegato a consigliere personale del notissimo Cavaliere è costellata di umiliazioni, cadute e puerili tentativi di redenzione.
L'autore fornisce una carrellata drammaticamente verosimile del degrado cui si è sottoposto il Belpaese negli ultimi 50 anni e regala un ritratto del Silvio nazionale che, non fosse stato a lungo il capo del nostro governo, susciterebbe un misto di tenerezza e compatimento (nemmeno fosse un Bouvard o un Pécuchet di flaubertiana memoria).
Una menzione finale va alla lingua usata da D'Amicis: ricca, vibrante, sfaccettata.

In conclusione: un libro da leggere e regalare, un libro che fa riflettere, che diverte e fa arrabbiare. Ed è molto più di quanto si possa dire di tanta letteratura attualmente in commercio.
Profile Image for Michel Franzoso.
Author 16 books12 followers
March 19, 2013
Il libro di D'Amicis sembra una biografia, anche se (ufficialmente) non lo è.

Sicuramente è un realistico viaggio nella vita di un'Italia cresciuta davanti e dentro la TV, nelle speranze di cambiamento e nella tonnellata di spazzatura che ne è conseguita.

A volte i personaggi sono così marcati (e marchiati) da sembrare goffe macchiette. Ma, a ben pensarci, forse perché sono così gli italiani che la TV ha creato...
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