In un mondo moderno così povero di sensazioni, capace unicamente di offrire attimi che si rincorrono privi di qualsiasi armonia, solo l’artista che sa bastare a se stesso, e non ricerca il plauso del pubblico, può salvarsi dalla mediocrità. Sono questi sentimenti - originali e peculiari del vissuto di ciascuno - che, raccontati sapientemente attraverso l’utilizzo di delicate tonalità romantiche, danno vita ai Concerti senza orchestra di questo libro.
Scritto anche bene ma dubito di aver capito il plot generale. Potrei paragonarlo, forse , al primo lavoro proustiano de À la Recherche, autore preferito per altro da uno dei protagonisti della vicenda... Stilisticamente convince, ma anche come una lettera d'amore alla musica classica e al suonare uno strumento, non convince nella mancata organicità apparendo più come una raccolta di racconti , autoconclusivi , seppur incentrati nello stesso universo narrativo.