Con un'antologia di scritti futuristi sull'arte meccanica e d'avanguardia.
Come definire "Gli indomabili"? Romanzo d'avventura? poema simbolico? romanzo fantastico? fiaba? visione filosofico-sociale? ... È un libro parolibero. Nudo, crudo, sintetico. In questa edizione, il testo è accompagnato da un'ampia antologia di scritti a opera di artisti e scrittori futuristi tra cui Severini, Filia e Bontempelli.
Dopo Mafarka il Futurista, scritto poco più di dieci anni prima, il romanzo più rappresentativo e celebre nonché forse l'ultima grande opera di Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo. Qui si continua la distruzione del linguaggio e della struttura narrativa tradizionale del romanzo già iniziata dal suo predecessore, il ritmo è ancora più frenetico: l'intero romanzo lo si può definire come un'unica grande battaglia in un'Africa coloniale dai contorni indefiniti, quasi fuori dal mondo; le sue tematiche ancora più astratte e le allegorie ancora più dense che raggiungono l'apice in una conclusione quasi metaletteraria con l'esaltazione del Futurismo e di Marinetti stesso come ideatore del movimento. Non sembra difficile riscontrare negli Indomabili del titolo, liberatesi dalle catene, le classi più abiette e gli ultimi della Terra, pronti a ribellarvisi per una rivoluzione totale, una critica al Fascismo cui nel 1919 Marinetti stesso aveva aderito per allontanarsene appena Mussolini e il suo partito iniziarono ad arrivare a compromessi con la tanto odiata borghesia, il capitalismo e il conservatorismo. Lo stesso Marinetti anni dopo si riavvicinerà al fascismo, seppur principalmente per motivi anticlericali e antimonarchici forse persino con la vana speranza che si potessero ravvivare quelle istanze rivoluzionarie originarie risalenti a prima che il fascismo mettesse in crisi e neutralizzasse la carica vitale del futurismo.
Some of what Marinetti says in this book is incredibly offensive, but the way he writes and combining words in futurist freeword analogies makes really wonderful poetic reading. The imagery in the book is wonderfully articulated in his prose, even at it's most violent the way he describes it makes it beautiful. The opening of the book is very engrossing and the beginning of the adventure it describes is compelling until the end where it transforms into a heavy handed self-aggrandizing praise of his futurist ideas.