libro veramente interessante che fa riflettere, oltre sull’evento, anche cosa sarebbe successo se non ci fosse stata la pubblicazione della fotografia sui giornali e se non ci fosse stato tutto questo interesse da parte dei lettori.
Ho letto questo libro per un esame universitario. La storia di per sé è davvero molto interessante, non avevo mai sentito parlare di questa vicenda per quanto, non troppi anni fa, abbia scosso l’Italia intera. L’unica pecca è che l’ho trovato molto ripetitivo, quasi come se l’autore intendesse allungare un po’ il brodo. Per il resto, le ricerche accurate l’hanno reso un documento davvero interessante.
“Il mistero di Collegno ovvero colui che smarri’ se stesso”
Il primo caso di giustizia–spettacolo, sullo sfondo di un regime, quello fascista, in costruzione e di una nazione alle prese con i nuovi riti della societa’ di massa… Il caso, da vicenda di carattere privato si trasformo’ subito in un fenomeno collettivo che vide progressivamente coinvolte sfere sempre piu’ ampie della societa’, delle istituzioni religiose e politiche…una vasta pubblicistica fu dedicata al caso che divenne ben presto un vero e proprio fenomeno di costume… Testo interessante e ben documentato, scritto con uno stile chiaro e scorrevole!
“La letteratura dei processi – prima,durante e dopo il dibattimento – e’ diventata un fiume di cui nessun argine arresta la piena: I piu’ inutili particolari assurgono all’onore di notizie interessanti, e le fantasie piu’ sbrigliate si compiacciono ad esagerarli e ad acuirne il gia’ forte sapore con abili allusioni e con piu’ abili reticenze: cosi’ che di ogni processo celebre non solo si sa tutto – il che potrebbe essere anche un bene – ma si sa e si presta fede – e questo e’ il male – anche a quell cumolo di inesattezze che pullulano intorno alla pianta del delitto come i funghi all’ombra umida delle querce.” “La stampa che divulga questa letteratura, il pubblico che la divora non ne hanno che una responsabilita’ relativa: la responsabilita’ vera e’ dell’ingranaggio della nostra macchina giudiziaria, che sembra fatto apposta per attirare in se’ tutte le malsane curiosita’, per provocare tutti i commenti piu’ cervellotici, per suscitare – talvolta – l’onda del sospetto, l’ira dei partiti, la nausea degli imparziali.” (Scipio Sighele, 1906)