Yuichiro, ventitreenne studente di filosofia, è ossessionato dalla misteriosa scomparsa della sorella minore, avvenuta una notte di quindici anni prima. Lui, la madre e il fratello Yuya vivono estraniati dalla realtà, sull'orlo della follia, alla disperata ricerca di palliativi che aiutino a dimenticare la tragedia che li ha colpiti: la madre aderisce a una setta religiosa di fanatici, Yuya soffre di gravi turbe psichiche e Yuichiro piomba in un perverso autolesionismo. Ma quando una collega mette in contatto Yuichiro con Naomi, regina sadomaso dotata di sorprendenti poteri sciamanici, riesce a risvegliarne l'energia vitale attraverso una cura a base di morbose pratiche sessuali. Al potere taumaturgico di Naomi si unisce l'aiuto di un regista televisivo specializzato in programmi dell'occulto, che spinge Yuichiro a intraprendere sedute di ipnosi regressiva per recuperare dal fondo della memoria i ricordi relativi alla scomparsa della sorella. Il protagonista riesce così a penetrare nei meandri del suo subconscio, riscoprendo il sesso e soprattutto esorcizzando il fantasma della sorella e permettendo alla sua anima di riposare in pace, nonché a se stesso e ai suoi familiari di riemergere dal vortice della follia.
Randy Taguchi è una scrittrice che ha avuto molto successo nei primi anni 2000 sia in Giappone che fuori dal paese. In particolar modo in Italia sono stati tradotti tre dei suoi romanzi a partire dal 2006-2007 -di cui appunto uno è Antenna.
Tre romanzi che costituiscono una sorta di ideale trilogia: Presa elettrica, che è il primo, del 2000, Antenna, dello stesso anno, e poi Mosaico, del 2003; proposti in Italia da Fazi Editore nella traduzione di Gianluca Coci.
Sono dei romanzi particolarmente significativi, che non costituiscono una trilogia nel senso che ripropongono gli stessi personaggi o che sono l'uno il sequel dell'altro, ma costituiscono una trilogia perché in qualche modo sono legati da un filo conduttore, anche molto forte, che consiste nelle tematiche che questi tre romanzi affrontano.
Taguchi Randy è una scrittrice che merita di essere riscoperta perché narra alla perfezione la contemporaneità, e in particolar modo quel momento proprio all’inizio degli anni 2000 in cui la società giapponese - e non solo - si trova di fronte a delle trasformazioni profonde, che sono legate soprattutto all’avvento di internet, al dilagare del digitale e della comunicazione digitale, che cambia le modalità non solo di rapportarsi con l'informazione, ma anche le modalità di relazione fra le persone per le giovani generazioni, ma non solo. Un momento in cui la società giapponese si confronta con quella che è l'esplosione della metropoli e la spersonalizzazione della metropoli.
Discorsi che in questo momento per tanti versi sono superati: sono successe molte altre cose poi negli ultimi 15 anni che hanno cambiato da un lato il nostro rapporto col digitale e dall'altro anche il nostro rapporto con lo spazio e la concezione dello spazio. Ma i romanzi di Taguchi Randy sono oggi estremamente interessanti perché fotografano un momento preciso e delle paure e delle ansie specifiche, che sono legate alle profonde trasformazioni da un lato dello spazio e del rapporto con lo spazio, e dall'altro con il dilagare come dicevo del digitale.
Antenna nello specifico si sofferma sul tema della perdita e sul rapporto con la perdita e con il lutto in un mondo che tende sempre più alla spersonalizzazione, e in qualche modo a svuotare di significato quelli che sono i rapporti fra le persone.
Protagonista di Antenna è una famiglia. In particolar modo il giovane Yuichiro, un giovane 23enne studente di filosofia che è cresciuto in una famiglia che si è dovuta confrontare molti anni prima con la scomparsa della sorellina di Yuichiro, Marie.
Una perdita, una lacerazione, che ha in qualche modo travolto l'esistenza di tutti i membri della famiglia. Da Yuichiro che in realtà ostenta una normalità che è ben lungi dal vivere, al fratello minore Yuya che ha un rapporto estremamente complesso con la scomparsa della sorellina e con la quale si identifica in taluni momenti, fino ad avere delle crisi che lo portano poi ad essere ricoverato in un ospedale psichiatrico.
Incredibly mixed feelings about this. Second time I read it. First time I was 16, and I remember being very enthusiastic. Now, it often felt like it was a stretch - too much, without much purpose. I was also disturbed by some sexual interactions where consent was very blurred. It is, still, beautifully written and the representation of Japanese society is very captivating.
Che c'è da dire. Eh. Bo. Tanto sessualizzato. Mi è piaciuto più presa elettrica lei che va sul matto è stato bello. Ma qui boh. Tutto gira intorno a questa sorella e pur di dare pace a sé stessi tutto gira intorno a questo mondo che realmente diventa pazzia. Un po' troppo sul metafisico forse. Il fatto che faccia un po' schifo è lui che ha questo rapporto continuo con il sesso, il sesso lo porta a trovare la sorella, lo porta ad avere una pace, venire continuamente. Non so ho un po' storto il naso. Però devo dire che nonostante tutto l'ho letto con molto piacere che per quanto poi gli argomenti vanno su quelli sembra che Taguchi riesca ad esprimerli in modo tutto fatato, ogni parola e una conseguenza di un altra. Ti ritrovi un tema davanti che però viene intrapreso in modo molto coinvolgente come se dovesse nascondere in sé per sé il tema reale no? Come se dovesse sfiorarlo da dietro le tende. Non so. Comunque carino. Lo rileggerei, sì. Ne leggerei di altre migliaia di storie così, perché ti sorprendono volta per volta
This entire review has been hidden because of spoilers.