Tre amici milanesi, Scheggia, Accio e Ragno, si ritrovano al funerale di un loro caro amico, Fedro, morto in uno strano incidente mentre si trovava in Africa, da solo, in moto. Già, la moto, e nello specifico la Harley Davidson, era ciò che aveva cementato l'amicizia del quartetto, in tanti anni di viaggi, prima che ognuno prendesse strade diverse - e meno spensierate. E lì, davanti a quella bara, scatta un'idea partire di nuovo, insieme e senza esitazioni, lasciandosi tutto per un po' alle spalle, per portare le ceneri dell'amico nel luogo che amava di più, "in fondo" al Sahara algerino. Ne nasce un viaggio eccezionale, fitto di ricordi, di storie, di incontri e scontri, di amori, di avventure e disavventure. Un viaggio che cambierà i tre amici e alla fine del quale la moto, l'Harley, così inadatta ad attraversare il deserto, diventa simbolo di una libertà riconquistata e del desiderio di sognare ancora, anche quando sembra irragionevole.
Un viaggio in moto per staccare dalla propria esistenza occidentale e ritrovare sè stessi tra i tanti deserti sahariani. Ho avuto l'impressione che l'autore si senta un cabarettista mancato per via di certe battute o scenette incastrate un po' a forza. I protagonisti ridicolizzano certi personaggi della Milano bene perchè si credono migliori degli altri, ma si dilungano troppo e finiscono loro stessi per sembrare quelli che si ritengono superiori. Mi sembra che questo romanzo finisca per essere solo un regalo ai fratelli biker dell'autore. In quest'ottica però riconosco il coraggio di mettersi a nudo e mostrare il proprio mondo interiore.
La storia non è male, anche se in alcuni tratti ricorda un po' troppo " Marrakech Express", le moto ci sono, l'amicizia anche per cui il sottotitolo è soddisfatto. Quello che secondo me deve migliorare è lo stile della scrittura, un po' grezzo e a volte compiaciuto. Probabilmente sarebbe meglio come film...
Questo libro mi è piaciuto molto. Ho trovato la storia molto interessante, senza mai annoiare. Il libro offre molti spunti di riflessione su molte tematiche che molte persone affrontano ogni giorno, senza offrire una soluzione ma dei pensieri sulla quale riflettere. Lo stile di scrittura mi è piaciuto molto, sembra quasi di essere seduti con un amico che ti racconta la sua storia. Consiglio la lettura del libro a tutti.
Un lungo viaggio in Africa, per un obiettivo in comune con gli amici di Scheggia, un viaggio pieno di sfide e di incontri. Forse in alcuni passaggi potrebbe dilungarsi di meno, i dialoghi non sempre combaciano in discorsi comprensibili. Bello per gli ideali e per le bellissime descrizioni dei luoghi, se si legge con attenzione sembra di sentire il caldo del Sahara ed il rombo delle marmitte. Una scrittura grezza e a tratti filosofeggiante sull'amicizia. Da leggere per sentirsi parte di un gruppo...per sentirsi in viaggio con loro. Alla fine un colpo di scena insperato....ecco perché bisogna finirlo. Dedicato agli uomini capaci di mostrare i propri sentimenti.