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Racconti di vento e di mare

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Affrontare il mare aperto è da sempre l'avventura delle avventure, la sfida da cui originano le più incredibili scoperte, la metafora stessa della vita. Per questo i più grandi scrittori si sono cosi spesso misurati con gli abissi. Di questa sterminata letteratura si raccoglie qui un "gruzzolo" di racconti che cresce via via per accavallamenti, incroci, contrapposizioni, accordi e somiglianze lontane. Si disegna cosi una rotta precisa e appassionante, che salpa da un punto sicuro della mappa per giungere, in quattordici tappe, all'approdo finale. Un lungo viaggio, sospinti dall'inesorabile capriccio del vento. Dal dolore struggente della "vedova ciola" narrato da Melville alle sorprendenti "istruzioni per l'uso del surf" impartite da London; dal racconto-cortometraggio di Roald Dahl su un assurdo tuffo in mare - da cui Hitchcock trasse un episodio televisivo - alla cruda storia dei fratelli Javel e dei loro averi, magistralmente riportata da Maupassant. Fino al resoconto di Moitessier, il più visionario navigatore a vela del dopoguerra, vero cavaliere errante moderno. Ma il mare è anche una categoria del "vedere", dell'immaginare, come nei racconti di Pavese e Montale, in cui si narra l'esclusione o l'inettitudine alla pratica marinara. E cosi il mare di Pessoa, visto da un lido di vacanza, porgerà la promessa di una dolce regressione ai primordi degli elementi, alla libertà originaria, alla calma nostalgia della contemplazione.

574 pages, Hardcover

First published June 1, 2010

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Gauss74.
468 reviews95 followers
August 20, 2013
E' una di quelle raccolte che sin dal titolo esercita un fascino irresistibile sui lettori forti. Chi infatti, da piccolo, con in mano un libro di Melville, o di Stevenson o di altri non ha mai sognato di passeggiare sulla tolda di un veliero pirata, magari allo stridulo suono del pappagallesco "pezzi da otto"? Chi non si è mai fermato sul bagnasciuga ad ascoltare la risacca, contento di aver raggiunta una zona di pace dove il nostro immenso, fresco ed irascibile amico ci protegge dalla foga e dal rumore della vita di tutti i giorni?

Immensa è la letteratura prodotta sul mare e sui terribili venti che gli danno vita, e non potrebbe essere altrimenti visto il ruolo decisivo che esso ha nella vita degli uomini sin dall'antichità: dal nutrimento al commercio, dallo spirito di avevntura degli esploratori allo sport dei moderni navigatori solitari...è dunque ancor più da apprezzare il titanico sforzo di
riunire in un' unica raccolta di racconti tutto l'immaginario collettivo dell'umanità sul mare dall'antichità ad oggi.

Si va dalle presenze praticamente obbligate dei grandi menestrellli dell'avventura che hanno riwempito i nostri sogni (Melville, Conrad, London, Stevenson) alle narrazioni visionarie che ci mostrano il volto da incubo del mare (Poe ma anche l'impressionante affresco della zattera della medusa); dalle favole che nei secoli del medioevo hanno riempito l'oceano di creature fantastiche ai diari che i grandi esploratori hanno tenuto, mentre sfidavano per sete di avventura e conoscenza i ghiacci artici e le sconosciute spiagge del pacifico ( su tutti Colombo, e James Cook); dai grandi sportivi delle traversate oceaniche in solitaria ai corsari dei mari del sud fino all'immaginazione di coloro che il mare non lo hanno visto mai...

L'elenco delle varie sfaccettature con cui si può pensare al mare rischia di avere tante voci quanti sono gli uomini che lo hanno visto! Per questo il più grande pregio di questa imperdibile opera è davvero il tentativo quasi riuscito di arrivare alla completezza, con storie che (come è inevitabile) variano molto nella qualità della scrittura e nelll'interesse che suscitano, ma che sempre hanno qualcosa di non banale da raccontare.

Una prima impressione che mi ha lasciato questo libro è come sia cambiato il rapporto tra uomo e mare passando dai secoli delle grandi esplorazioni all'epoca attuale. Nel pensiero degli uomini del settecento e dell'ottocento, il mare è prima ancora che una foonte di indicibili ricchezze e di sempre nuove possibilità per chi nella vita si è arenato, un gigantesco leviatano che non cessa mai di chiedere un immenso tributo di sangue, terrore, fame e solitudine. Un mostro da affrontare e da sconfigggere in ogni modo, che si interpone tra l'umanità ed il progresso, una miniera inesauribile di scenari sublimi ma mortali.
Il novecento vede l'uomo vincere definitivamente questa battaglia: anche se non cessa il fascino che il nostro immenso compagno ha sul nostro spirito, esso si trasla dal piano della lotta per la vita alla sfida sportiva. Dalle traversate oceaniche di Moitessier all' esaltante domare e cavalcare le onde ooceaniche su di un surf sulle spiagge di waikiki, che si popolano di sconfitti che si ritirano trafelati e tremanti in spiaggia, ma non più di cadaveri gonfi.

Parallelamente, anche la scrittura sul mare cambia molto tra ottocento e novecento. Non ero più abituato alla narrativa ottocentesca, e lo ho sofferto. Periodare lungo e pesante, infarcito di avverbi e come spinto dalla necessità di raccontare tutto piuttosto che di essere chiaro e leggibile. Quanto sono diversi il lirismo di Montale e di Cesare Pavese piuttosto che la snella e precisa diaristica di Moitessier e di Hemingway dalla pesante retorica di un Garibaldi ancora giovane e corsaro.

Rimane il fascino immenso di un mito che ci aspetta a poche decine di chilometri per rinnovare le sue sfide, ma anche il sapore di una epopea che invecchia. Nel pensiero dei nostri giovani c'è ancora la mappa di un tesoro nelle mani del Jim Hawkins di turno? Pensando alle cosolle, a PES su un divano dopo una sigaretta, faccio fatica a crederci: è triste e malinconica l'immagine del leviatano che nell'epoca dei satelliti ma anche dell'inquinamento e della carenza di risorse piega la testa triste e sconfitto con le fauci piene di alghe sporche di petrolio; capace ancora di invocare morte e distruzione con i suoi uragani, ma evocati dalla rabbia del clima cambiato dall'uomo, rabbia che non ha più nessun sapore di avventura.

Perchè solo tre stelle e mezzo? Perchè la titanicità di una sfida ad un avversario cosi grande ed epico non può giustificare comunque un numero di episodi davevro troppo alto, e che nonostante tutto manca di alcuni ospiti obbligati almeno in sede di citazione da parte del curatore (da Emilio Salgari a Jules Verne, da Roald Amundsen al generale Nobile). Inoltre sono davvero involute, pesanti ed in ultima analisi vuote da ogni contenuto che no sia un fiorito esercizio retorico le pagine di bertone che inframmezzano i capitoli in cui è diivisa la raccolta.

Potete saltarle, mentre voltando le pagine vi avvventurate tra i ruggenti flutti dell'oceano, mentre gli allisei urlano il loro odio e la loro rabbia tra le vostre vele...

Profile Image for Svalbard.
1,149 reviews68 followers
November 18, 2020
Qualche giorno fa riflettevo sul fatto che ad oggi, dall’inizio dell’anno, non ho ancora avuto modo di leggere un libro che potesse essere considerato come un “top” dell’anno in corso; lo scorso anno, di questi tempi avevo già letto lo splendido “Eva dorme” della Melandri. Non so se questo diventerà il migliore del 2012, ma devo dire che è stata una bellissima sorpresa, che sembra rinnovare i fasti di quella che una volta era l’Einaudi, prima di diventare il “marchio di qualità” della Mondadori. Una serie di racconti di argomento marino inteso anche in senso lato – racconti ad esempio in cui si parla del mare, pur senza averlo mai visto, come in uno di Pavese – o memorie, narrazioni delle più svariate, comprese alcune reminiscenze bibliche, classiche o mitologiche, nella maggior parte dei casi che vanno oltre ai pur eccellenti racconti di Melville e di Conrad per fornire momenti e pensieri del tutto “altri” relativamente a quello che significa vivere e sapere il mare, sotto nomi peraltro del tutto inaspettati: il favolista inglese Roald Dahl, il condottiero (qui corsaro) Giuseppe Garibaldi, Conan Doyle, il “padre” del più famoso investigatore, per dirne solo qualcuno. Il tutto inserito nell’eccellente cornice della curatela di Giorgio Bertone, uno che è qualcosa più di un esperto di letteratura, ovvero uno che ha un’evidente conoscenza e comprensione di quello di cui parla, di ciò che significa il mare e che interviene in uno scelto “teaser” di pensieri letterari sul mare che riecheggia l’inizio di Moby Dick, in un’ampia prefazione, in brevi ma ben scritte premesse alle aree tematiche in cui è suddiviso il libro – alcune del tutto non scontate, come, ad esempio, “Il vento” o “Racconti di chi non ha mai visto il mare” o “La manovra della vita”, e infine in una bibliografia ragionata dal titolo “Ultimi avvisi” (ai naviganti, s’intende). Se il mare vi dice qualcosa – il mare vissuto e sentito, non la spiaggia vacanziera né lo sfondo poetico o malinconico delle vostre storie personali – questo libro lo dovete assolutamente leggere, e non temete di trovarvi cose già lette o scontate. Una mancanza mi viene in mente: qualche pagina della bellissima scrittura di Biamonti, in cui il mare spesso c’è ma non si vede (a volte si) ci sarebbe stata bene, ma probabilmente chiunque potrebbe trovare i suoi (perdonabili) buchi, a cercarli. Opinione personale finale: possibile che nel folle tentativo di conquistare l’Antartico con una nave non specificamente progettata per la lotta coi ghiacci, la soppressione di Mrs. Chippy, la gatta del cuoco, fosse condizione necessaria per la salvezza della spedizione di Ernst Shackleton, imbevuto di quell’odioso anelito alla conquista dell’impossibile tipico degli esploratori o degli alpinisti inglesi di fine Ottocento? Meritavano di crepare tutti, ecco.
Profile Image for Marcopesta.
168 reviews4 followers
April 17, 2019
Bellissima selezione di storie di mare...... leggete leggete
Profile Image for Alisea.
499 reviews13 followers
November 7, 2016
Una bella antologia dedicata al mare e ai venti. Racconti suggestivi, divertenti e affascinanti firmati da grandi autori. Bella davvero.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

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