"«Sono arretrati davanti all'orrore». Nulla di più vero. E hanno così meritato il disprezzo di anime talmente forti e superiori da accomodarsi senza fare una piega in mezzo all'orrore. Nello stesso tempo, però, essi hanno dato voce all'appello angosciato che proviene dai mediocri come noi, che si contano a milioni, che sono la materia costitutiva della storia e dei quali bisognerà tenere conto prima o poi, nonostante tutto il disprezzo di cui sono oggetto."
"Perché non supereremo niente, in noi e nella nostra epoca, se accettiamo, anche per poco, di dimenticare le nostre contraddizioni, di utilizzare nelle battaglie dell'intelligenza, gli argomenti e un metodo del quale poi respingiamo le giustificazioni filosofiche, se accettiamo di liberare l'individuo in teoria e poi in pratica ammettiamo che a certe condizioni l'uomo possa essere asservito, se accettiamo che ci si faccia beffe di tutto quello che rappresenta la fecondità e l'avvenire della rivolta in nome di quanto, al suo interno, aspira alla sottomissione, se infine crediamo di poter rifiutare qualunque scelta politica senza smettere di giustificare che tra le vittime alcune siano citate all'ordine della storia e altre siano esiliate in un oblio senza età. Questi accorti distinguo, per concludere, schiacciano quella miseria che si proclama con gran fracasso di voler servire. Non combatteremo, ve l'assicuro, gli insolenti padroni di oggi facendo distinzioni tra schiavi e schiavi. Non sarebbe come distinguere tra padrone e padrone e rassegnarsi a una preferenza che dovrebbe essere ammessa apertamente?"
"Ho incontrato nella storia, da quando sono nell'età adulta, molti vincitori il cui volto mi appariva ripugnante. Perché vi leggevo l'odio e la solitudine. Perché non erano niente se non erano vincitori e per diventarlo dovevano ammazzare e sottomettere. Ma esiste un'altra razza di uomini che ci aiuta a respirare, che ha sempre posto la propria esistenza e libertà solo nella libertà e nella felicità di tutti, che trova quindi fin nelle sconfitte le ragioni per vivere e per amare. Questi, anche se vinti, non saranno mai soli."
“[…] se l’uomo che spera nella condizione umana è un pazzo, quello che dispera degli eventi è un vile. Ormai, l’unico onore consiste nel mantenere ostinatamente viva la formidabile scommessa che alla fine deciderà se le parole sono più forti dei proiettili.”