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A.L.F.: La storia di Donovan Bradley

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L'ingenuo quanto divertente protagonista Stuart Curtiss, ci racconta della sua amicizia con Donovan Bradley, nella Londra di fine anni ’80.

Entrambi si trovano loro malgrado coinvolti nell’attività di un fantomatico gruppo di animalisti d’assalto, il cui scopo primario è liberare gli animali dalle mani di chi li imprigiona e li maltratta. Il loro obiettivo è creare danno alle grandi multinazionali e alle case farmaceutiche, che dallo sfruttamento animale traggono profitto.

Il romanzo si inoltra in chiave ironica nelle ipocrisie e nei paradossi dell’attivismo animalista, dove i due ragazzi finiscono invischiati, tra situazioni divertenti ma anche drammatiche.

Il prezzo da pagare sarà la solidità della loro amicizia, attraverso un viaggio che li strapperà alla gioventù, per consegnarli all’imprevedibilità del destino e alla vita adulta.

368 pages, Kindle Edition

Published October 31, 2019

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Profile Image for Veronica.
527 reviews
May 13, 2026
Finalmente sono riuscita a finire questo libro. Sono sincera è stata dura, molto dura tanto che ci ho messo mesi a finirlo. La storia parla di due ragazzi che si uniscono alle forze dell'ALF (Fronte per la Liberazione Animale) e si fanno trascinare in una serie di effrazioni immolandosi per la causa. Più Donovan che non Stuart che lo segue con la scusa di "proteggere l'amico". Questa descrizione è riduttiva e non da neanche tanta giustizia al libro ma prendiamola così. Il libro parla dell'ambiente attivista e ne da uno spaccato romanzato, di sicuro scuote un po' chi legge su ciò che gli animali subiscono.
Vorrei poter dire che mi è piaciuto ma non è così: è riuscito a prendermi per le prime 50 pagine in effetti e ammetto che l'avventura iniziale in cui tentano di liberare delle galline è stata comica ma finisce qui. Il resto del libro per me è stato prolisso, privo di ironia e anche di interesse. Il personaggio di Stuart l'ho detestato in ogni singola fase e frase, e le vicende che lo coinvolgevano hanno smesso di interessarmi in un nulla. Arrivata ad un certo punto controllavo quante pagine mi mancavano per finire il capitolo (spoiler: sempre troppe, i capitoli benché solo dieci erano lunghissimi, e sia chiaro mi vanno bene i capitoli lunghi solo che in questa storia non riuscivo a reggerli). Trovo che la causa animalista sia stata solo esasperata a mostrare il peggio (mettiamola così) perché solo in questo modo avrebbe attirato l'attenzione del lettore. Adesso non dico che molto di ciò che viene descritto di quell'ambiente non sia reale, so bene che lo è, però il messaggio che mi ha passato il libro non è stato positivo e forse è proprio per questo che arrivata ad un terzo del libro avrei voluto mollarlo. Decisamente non lo rileggerei e non so nemmeno se leggerei altro dell'autore. Tra l'altro l'avevo comprato proprio perché l'autore era sardo e parlava di animalismo.
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