"Criterio ispiratore è quello di coniugare le vicende salienti del giornalismo con gli eventi politici, sociali ed economici più rilevanti della storia italiana nell'arco degli ultimi quattro secoli" si legge sulla quarta di copertina. Una sintesi perfetta dei contenuti del volume. In questo libro, infatti, Murialdi ripercorre la storia del giornalismo italiano a partire dal XVII secolo e si rivela molto abile nel descrivere i cambiamenti politici che accompagnano le vicende e ciò che essi comportano per la stampa. In questo modo si comprende quanto e in che modo la grande maggioranza delle testate sia stata vincolata da rapporti con fazioni politiche. Il saggio, talvolta, diventa tanto coinvolgente che il lettore si immerge nelle cause dei giornalisti più intraprendenti.
Ma non solo: diverse parti del volume aiutano (soprattutto i più giovani) a comprendere meglio dinamiche, opere e figure giornalistiche di cui poco o niente si sa o ricorda. Il testo fornisce, per esempio, un contesto storico chiarissimo, determinare per comprendere al meglio perché Pasolini mosse una critica così spietata verso la DC in diversi dei suoi articoli, o ancora si riscoprono giornalisti di spicco come Piero Ottone. È poi possibile ripercorrere la storia professionale di Indro Montanelli, salito alla ribalta della cronaca qualche anno fa per motivi che esulano dal mondo del giornalismo. Una manna dal cielo per tutte quelle generazioni che non hanno vissuto la seconda metà degli anni '50 e che sui banchi di scuola si sono fermati, se va bene, alle porte degli anni '70.
I primi due capitoli (e in parte anche il terzo) rappresentano il punto debole dell'opera. Murialdi insiste, forse troppo, nel riportare il rapido avvicendamento delle gazzette seicentesche, che avevano sempre vita breve. Il libro presenta dunque un inizio pesante e tutt'altro che scorrevole, con i primi capitoli che rischiano di assumere le sembianze di meri elenchi. I capitoli 1-2, poiché troppo prolissi, avrebbero potuto presentare soltanto una descrizione delle dinamiche cui andavano incontro i primi, non necessarie invece le copiose descrizioni della breve vita di tutti i fogli costretti a chiudere i battenti nel giro di pochissimo tempo.
Infine, si può affermare che il testo fornisca degli spunti interessanti anche per il giornalismo odierno. Dalle rotanti a Internet, Murialdi spiega come i giornali abbiano tratto vantaggio dall'avanzare tecnologico. Infatti, nel corso della storia i giornali si sono sempre ritrovati a fare i conti con innovazioni rivoluzionarie e ogni volta è sopravvissuto solamente chi ha saputo adattarsi nel modo migliore, scovando i vantaggi e aggirando i pericoli delle novità. Una lezione da appuntare per il giornalismo contemporaneo, alle prese, tra le altre cose, con l'avanzare impetuoso dell'intelligenza artificiale.
Murialdi, é stato direttore della federazione della stampa, la sua trattazione dei temi politici è straordinariamente chiara e lineare, alle volte forse eccede nel riassuntismo, ma, nonostante dia molte informazioni per scontate, è un manuale estremamente utile alla conoscenza della materia.
Una storia del Giornalismo accurata... Ma ne esistono mille altre simili. Tuttavia le precisazioni sullo scandalo della P2 e sugli anni 2000 sono degne di merito. Un buon manuale di storia del giornalismo italiano
Ottimo testo per cominciare a capire un settore, quello del giornalismo, dove tutti si sentono in diritto di esprimere un parere senza averlo mai esercitato.