Il termometro segna 16 gradi sotto lo zero, e il sole non sorge mai quando Nicola Lecca scrive a Laura Pariani un’email da Reykjavík. Lei la riceve in una Buenos Aires luminosissima, ma affaticata dal caldo e dall’umidità. È estate in Argentina, mentre in Islanda è ancora inverno pieno. Nicola Lecca ha scelto di vivere in Scandinavia: ama il silenzio asettico di quei paesaggi, la calma polare del buio perenne, la timidezza infinita delle persone. Laura, invece - che abita in Argentina - preferisce i colori accesi dei mercati sudamericani, il caos felice delle capitali andine, la passionalità del tango e quella delle menti. Nello stesso momento, seduti al tavolo di due internet caffè molto lontani fra loro, i due scrittori si accorgono di vivere esperienze opposte e di giorno in giorno continuano a raccontarsele. Nasce così Ghiacciofuoco e il desiderio di ritrarre la figura della donna in contesti geografici fra loro opposti. Nicola Lecca e Laura Pariani - due scrittori diversissimi per generazione, stile di scrittura, idee, esperienze - decidono di confrontarsi e di raccontare i mondi lontani che hanno potuto conoscere. Nascono sette figure di donna (la moglie, la vecchia, la prostituta...), sette storie che saranno raccontate due volte. Laura Pariani, infatti, ambienterà ognuno dei suoi racconti in Sud America e Nicola Lecca, invece, nel Nord del mondo. Ghiacciofuoco inaugura un genere di scrittura nuovo, parallelo, che vuole proporre al lettore un’esperienza ancora inedita e stimolante. Un progetto assolutamente originale nel nostro panorama letterario, che vede uniti due tra i migliori scrittori italiani della nuova generazione.
Laura Pariani è nata a Busto Arsizio nel 1951. Ha esordito nel 1993 con la raccolta di racconti Di corno o d'oro (Sellerio, Premio Grinzane Cavour). Ha poi pubblicato, per Sellerio, Il pettine (1995) e La spada e la luna (1996). Presso Rizzoli sono usciti La perfezione degli elastici (e del cinema) (1997, Premio Selezione Campiello), La signora dei porci (1999, Premio Grinzane Cavour), La foto di Orta (2001, Premio Vittorini), Quando Dio ballava il tango (2002), L'uovo di Gertrudina (2003, Premio Selezione Campiello), La straduzione (2004). Ha inoltre pubblicato per Effigie Il paese dei sogni perduti. Anni e storie argentine (2004) e Patagonia blues (2006), per Casagrande Il paese delle vocali (2000) e Tango per una rosa (2005), per Alet I pesci nel letto (2006). Per Einaudi ha pubblicato Dio non ama i bambini (2007), Milano è una selva oscura (2010), La valle delle donne lupo (2011), Questo viaggio chiamavamo amore (2015) e «Domani è un altro giorno» disse Rossella O'Hara (2017).
Un romanzo polifonico intenso, a tratti struggente, uno sguardo melanconico ma attento alle dinamiche di vite umane accomunate da una crepuscolare consapevolezza d'esistere. Il susseguirsi di contrasti sud/nord, caldo/freddo, povero/ricco si trasforma in riflessioni tra il geopolitico e l'esistenziale. Ho leggermente storto il naso in alcuni passaggi al "nord", forse lievemente disturbato dalla costruzione di personaggi e intimità stereotipate. Ma la lettura riprende per cavalcare il filo invisibile che lega umanità diverse nella loro affascinante, terribile somiglianza.