Una Sarajevo livida, in attesa di una primavera che tarda a rivelarsi, assiste al rapimento di Sanja e Nadira Karahasan, rispettivamente figlia e nipote di un ministro bosniaco. Contemporaneamente, viene trafugato il tesoro più prezioso della Bosnia-Erzegovina, l’Haggadah di Sarajevo, un antico manoscritto sefardita custodito al Museo Nazionale e considerato il simbolo di una multiculturalità che stenta ad affermarsi in una terra ancora ferita dalla guerra civile. Con queste azioni clamorose, che spingono la popolazione a scendere in piazza, la rediviva Mano nera tenta di ridare fuoco alle polveri balcaniche. Sarà Ljudmila Horvat, killer croata e cattolica integralista a cercare di evitare il peggio in una lotta contro il tempo che vede coinvolte organizzazioni criminali, Paesi stranieri e avventurieri senza scrupoli. Al suo fianco, due ambigui personaggi, Kostas il greco e Darko Kavajan, tramano nell’ombra per assicurare alla giustizia un criminale di guerra e portare nelle proprie tasche una ricca ricompensa. Ma non tutto è come sembra. Oscuri ricordi riemergono dal passato e un enigmatico scacchista russo di madre serba, Kirill Todorovski, muove pedine su una scacchiera dove non tutti i pezzi sono visibili.
Alberto Custerlina vive in provincia di Trieste, lavora come consulente informatico e, naturalmente, impegna quasi tutto il suo tempo libero a scrivere. Ciò che resta lo usa per qualche uscita in mountain bike o con lo snowboard, a seconda delle stagioni.
Il suo romanzo d’esordio, Balkan bang, è uscito in libreria alla fine del 2008 per PerdisaPop, nella collana WalkieTalkie curata da Luigi Bernardi. Con tale romanzo Alberto Custerlina è stato indicato come miglior esordiente dalla giuria del Premio Camaiore di Letteratura Gialla 2009, di cui è stato finalista. Sempre nel 2009 è stato nominato giurato per la sezione Racconti della settima edizione del premio Lama e Trama. A Gennaio 2010, il suo romanzo d’esordio è stato ripubblicato da Mondadori nella collana Segretissimo. Un suo racconto compare nell’antologia Lama e Trama 2010 (PerdisaPop).
Il 6 luglio del 2010 ha pubblicato Mano nera, il suo secondo romanzo, per Baldini Castoldi Dalai editore nella neonata collana Vidocq. Il 20 settembre 2011 è uscito Cul-de-sac, il suo terzo romanzo, sempre per i tipi di Dalai editore.
Alberto Custerlina ha in preparazione una nuova trilogia storica -All'ombra dell'Impero - il cui primo episodio uscirà nel mese di settembre del 2013.
Tanti fotogrammi che compongono una storia. Questa è l'impressione che ho avuto leggendo Mano Nera di Alberto Custerlina. Una storia breve, azioni veloci che si susseguono. C'è un rapimento, anzi due, una fuga, un inseguimento, sparatorie, tanto sangue e una guerra a fare da sfondo. L'eterno conflitto tra croati e bosniaci ha lasciato ferite profonde e ricordi atroci nella mente di chi quel conflitto lo ha vissuto e subito. I protagonisti di questa storia sono sicari, appartengono ad organizzazioni criminali, non hanno scrupoli ne coscienza, l'unico obiettivo è il denaro. Leggendo mi sono resa conto che questo genere di storie non mi attira più molto rispetto a qualche anno fa, pur apprezzando lo stile e il ritmo della narrazione non riesco ad appassionarmi alla trama. Per fortuna il romanzo è breve e si legge velocemente, questo è sicuramente un altro merito!
Uova alla coque e perizomi rosa tempestati di brillanti
Terminata l'ultima pagina mi sono cucinata un uovo alla coque con l'intenzione di mangiarmene solo il tuorlo. Poi avrei desiderato tanto uscire e acquistarmi un perizoma rosa tempestato di brillanti. Sono i curiosi effetti del sangue bosgnacco, serbo e croato che Custerlina ci mette nel piatto avvantaggiandosi di ingredienti del tutto nuovi. E dunque, occorrerà vedere nelle prossime opere in quale misura la piacevolezza dell'opera di Custerlina sia debitrice dell'ambientazione innovativa. In attesa di rivedere il giudizio non si può che plaudire al rigore strutturale di una sinfonia pulp che ti ingoia dalla prima all'ultima riga. I personaggi sono definiti in modo nitidissimo e con una economia descrittiva che fa meraviglia. Non una sbavatura o un barocchismo, lo stile è lapidario, il personaggio è azione, e due cose Custerlina tiene a dircele: 1) non bisogna avere pietà 2) le tette sono una bella cosa
Questo nuovo romanzo di Custerlina è a mio parere migliore del precedente Balkan Bang. E’ più misurato nelle situazioni, mi sembra migliorato anche nella descrizione dei personaggi e nel dipanarsi della trama, decisamente un passo avanti. Anche stavolta la storia è ambientata nei Balcani con la città di Sarajevo a fare da sfondo e la sua varia umanità fatta di etnie e religioni differenti sempre in conflitto tra loro, anche a distanza di anni da un conflitto che probabilmente non ha portato la ragione ma ha accresciuto l’odio. Ed è su queste basi che con maestria Custerlina ci tiene incollati alle pagine.
A pagina due ho perso il conto delle armi e dei morti, e poi mi sono persa definitivamente in questa storia nerissima che pure, a causa dei suoi incredibili colpi di scena, finisce per avere risvolti umoristici. I personaggi sono un po' troppo sopra le righe, anche se non è detto che non siano più reali così.