Altrove è una delle opere più felici di tutto questo secolo. Pubblicato nel 1948, in quasi sessant’anni ha preso sempre più sapore ed è diventato un libro senza tempo, come a pochi succede. Descrive paesi immaginari, come quelli evocati da antichi cronisti, da antichi viaggiatori fantastici. Molti di questi paesi però sono quelli delle nostre fissazioni, dei nostri vaneggiamenti morali. Ogni paese serve a descrivere un temperamento. Si sente l’eco d’una vocazione etnografica, che l’autore ha seguito in gioventù. Ma anche quando parla di paesi che ha visitato davvero, in altri libri molto insoliti, Michaux lascia andare le frasi dove vogliono loro: non le frena con l’avarizia dell’intellettuale che vuol sempre confermare le sue idee. Allora ogni frase diventa una acrobazia immaginativa, una specie di volteggio sul trapezio delle virgole. E tutte queste acrobazie sono comiche, naturali – “naturali come le piante, gli insetti, naturali come la fame, le abitudini, l’età, gli usi, le consuetudini...” In tutti i libri di Michaux la scrittura sembra qualcosa che viene fuori come una secrezione naturale, come la bava delle lumache, come la tela del ragno, come un porro sulla pelle, o come gli escrementi che ogni giorno evacuiamo. Si sente che non c’è mai il problema di dimostrare qualcosa, ma solo di lasciar fluire una secrezione che lascia tracce sulla pagina. Perciò a momenti è così rasserenante. Perché in lui non c’è niente dell’“artista creatore”, niente di queste pretese di serietà artificiale. Lui lascia andare avanti le frasi per vedere cosa si inventano. Ma mentre un mercato di professionisti ci scaraventa addosso mattoni con centinaia di pagine da leggere in fretta per arrivare alla fine inebetiti, Michaux spesso ci lascia lieti e sazi con poche righe. (Gianni Celati) Indice: Prefazione - Viaggio in Gran Garabagna - Nel paese della Magia - Qui Poddema - Presentazione di Henri Michaux di Gianni Celati e Jean Talon
Henri Michaux was a highly idiosyncratic Belgian poet, writer and painter who wrote in the French language. Michaux is best known for his esoteric books written in a highly accessible style, and his body of work includes poetry, travelogues, and art criticism. Michaux travelled widely, tried his hand at several careers, and experimented with drugs, the latter resulting in two of his most intriguing works, Miserable Miracle and The Major Ordeals of the Mind and the Countless Minor Ones.
L'un des recueil de poèmes les plus inspirant que j'ai jamais lu. Un plaisir pour les yeux et les oreilles aux images vibrantes. Un plaisir pour l'imagination.
Briljant. De enige reden om geen vijf sterren te geven is dat ik het eerste deel nogal taai en repetitief vond omdat het zo'n ongebruikelijke manier is om een reisverhaal te schrijven. Pas in deel twee en drie kreeg ik door hoe enorm fantasierijk Michaux hier is (omdat hij gewone reisverhalen niet interessant vond ging hij volledig denkbeeldige reizen beschrijven). Een zin als "Men nam zelfs tekenen van krankzinnigheid waar bij vliegen.", dat is toch niet te overtreffen?
Un recueil de poèmes remarquable qui pousse jusqu'au paroxysme une démarche poétique singulière, puisant son inspiration entre trivialité et sublime.
"Hommes et femmes au bord de l'abîme de l'amour, ne se rencontrant jamais.
Les chants d'amour en Cordobie, beaux d'élan, arrachés, partis du fond, allant loin, mais un peu en épingle de cravate" (Les Cordobes, Voyage en grande Garabagne, p. 97).
I love this prose poetry. A lot of his works are translated into English for those of you interested in reading him. This book features poems about fanatasy lands visited and the strange beings and cultures encountered.