Recensione per il blog "A libro aperto".
La Scrittrice è il settimo capitolo della saga familiare di Emerson Pass, a mio avviso uno dei migliori. Finalmente, le piccole Barnes, figlie di Quinn e Alexander, protagonisti del primo libro, stanno crescendo. In particolare, Adelaide è ormai adulta, una giovane donna matura, sensibile e con il talento della scrittura. Sta lavorando a un manoscritto riguardante la sua famiglia e si fa aiutare nell’opera di revisione da un caro amico di sua sorella Fiona, James West. Abbiamo conosciuto James nel volume precedente, La musicista; è un giovane inglese che Fiona incontra a Parigi e che diviene il suo più caro amico. Da quel momento James si è sempre recato a Emerson Pass, almeno una volta all’anno; in quel luogo ameno e pacifico ha trovato la sua pace, la sua serenità e la famiglia che non ha mai avuto. Figlio di aristocratici, è stato sempre umiliato e deriso dal padre. Per tutta la vita ha rincorso l’apprezzamento paterno, senza mai riuscirci. Ora ha finalmente la possibilità di conquistarlo, se acconsentirà a sposare una donna scelta dal genitore, figlia di un uomo ricchissimo che può ripagare i debiti familiari. Addie invece, conoscendo nel corso del tempo James, non ha potuto fare a meno di innamorarsi di lui.
Ma proprio quando pensa di essere cresciuta abbastanza da essere notata e non considerata più solo la sorellina della migliore amica, ecco che l’uomo irrompe a Emerson Pass con la notizia del suo imminente matrimonio. È la fine di tutti i sogni per la piccola Barnes, consapevole che non potrà mai competere con il senso di colpa e il desiderio dell’amore paterno da parte di West. Eppure, quell’ultima estate insieme fa aprire gli occhi a James che si rende conto dapprima di essere attratto e poi innamorato di Addie. Ma cosa fare? Chi scegliere, amore o famiglia? West è dilaniato da questo dilemma. In ogni caso porterà dolore e condannerà delle persone amate a essere infelici.
Non vi svelo altro. Il libro è bellissimo e tutto da scoprire. Mi è piaciuto moltissimo l’intreccio ordito dall’autrice che si conferma una maestra del genere. Molto interessanti i protagonisti, una coppia che funziona, ben amalgamata; Addie è una giovane adorabile, sensibile e gentile, la mia figlia preferita tra tutti. James all’inizio sembra un uomo indeciso e troppo morbido con la famiglia di origine ma nel corso del romanzo si riscatterà e dimostrerà di compiere un grande percorso di crescita personale. Alcune scene tra loro sono molto commoventi e tenere, romantiche. La passione è appena accennata ma il romanzo risulta comunque coinvolgente e molto scorrevole. Ci sono diversi colpi di scena, un’ottima introspezione psicologica e una superba descrizione dei personaggi, soprattutto i secondari. Notevole il cattivo della storia, senza redenzione. Tra i Barnes, che tornano quasi tutti per la nostra gioia, emerge prepotente la figura di Delphia, una Cym al quadrato praticamente, ribelle, sfrontata ma generosa e molto affezionata ad Addie. Il rapporto tra le sorelle è una delle cose più belle del romanzo. Non vedo l’ora di vedere l’ultimogenita della famiglia alle prese con l’amore nell’ultimo capitolo a lei dedicato.
Non posso non consigliare questo libro a tutti gli amanti delle saghe familiari, a chi ha adorato le storie precedenti, a chi ama le storie ambientate nell’America del Novecento, dolci, romantiche e con diversi colpi di scena. Un romanzo che entra di diritto nel mio podio personale e che conferma il grandissimo talento della Thompson nell’emozionare e far sognare. Una menzione per la traduzione della Nanni, che ha reso al meglio ogni sfumatura, dalle più drammatiche a quelle più delicate. Aspetto ansiosamente il gran finale con la consapevolezza che questo mondo particolare e bellissimo mi mancherà terribilmente una volta letta la parola fine.