Nel libro Gli anni dolci è rappresentata la storia d'amore tra una giovane trentaseienne, che non vuole diventare adulta, e un uomo anziano, ex professore di Letteratura della donna. E' una storia d'amore? Sì, ma vissuta senza la passione della carne, attraverso quella corrispondenza d'amorosi sensi che talvolta lega le anime tra loro. I protagonisti della vicenda, infatti, si sentono attratti e legati da un affetto che va al di là dell'età e delle differenze culturali: hanno bisogno di stare insieme perché tutto ciò che vivono nelle loro giornate ha valore solo se condiviso con chi li comprende.
La bellezza è intorno a noi, ma è la condivisione che la vivifica, perché ne attesta l'autenticità, rende reale il nostro stupore in quanto lo rende concreto.
Ai due amanti basta questo, passare del tempo insieme: hanno entrambi paura di una relazione, che sarebbe ostacolata dalla società per la differenza di età e, dunque, foriera di dolore.
Così attraverso haiku e petali di ciliegi in fiore, tra paesini di pescatori e specchi salati che riverberano al sole, tra sake e tatami, si intesse una storia che è fatta di ore, di parole e di silenzi.
Non c'è progettualità, non ci sono sogni da giovane coppia di amanti, non c'è la fatidica frase "un domani", essi vivono in uno iato extratemporale, tutto quel che possono per il puro piacere di viverlo.
E' una storia toccante, commovente, ma anche profondamente triste.
I disegni di Taniguchi, hanno spesso un punto di fuga lontano e fanno da compendio ai silenzi dei due protagonisti: ora qua, ora là compaiono tavole di cieli senza parole, solo per rappresentare uno stato emotivo, uno sguardo verso l'alto, un pensiero fugace, un raggio di sole da sentire sulla pelle, un altro passo da fare per tornare a guardare la propria strada.