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Spaccanapoli

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Quando nel 1947 scrisse "Spaccanapoli", suo libro d'esordio, Domenico Rea avvertì l'esigenza di cambiare il linguaggio tradizionale perché in quegli anni "avvenne una cosa: la guerra". Ed è in quella particolare atmosfera creatasi a Napoli durante l'occupazione militare alleata che scrisse questo libro dirompente, uno schiaffo alla cultura letteraria del tempo e ai luoghi comuni associati non solo alla città, ma all'intero meridione. Accolto con favore dalla critica ma confuso da alcuni con le varie operazioni neorealistiche di quegli anni, Spaccanapoli rivela già per intero le doti di uno scrittore non catalogabile, che descrive un mondo - quello della plebe - in una lingua sonante, ellittica, nervosa. La novità di questi racconti risiedeva nella compresenza e alternanza di alto e basso, di vernacolare e letterario, di un dialetto "avviluppato e attaccato alle cose". Il titolo Spaccanapoli fece la fortuna storica del libro, anche se la città non vi compare mai fisicamente: è piuttosto uno spazio simbolico, lo specchio della mentalità dei suoi abitanti "attenta a rubare ogni attimo di godimento, con qualunque mezzo, per la fondamentale ragione che la vita è un mare, ora buono ora cattivo, e l'uomo, ora naufrago, ora superstite".

224 pages, Paperback

First published January 1, 1947

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Domenico Rea

38 books5 followers

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1 star
3 (6%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Danilo Scardamaglio.
127 reviews11 followers
February 6, 2025
2.5. Spaccanapoli è una raccolta di racconti, 8 per la precisione, alcuni brevissimi (giusto qualche paginetta), altri abbastanza corposi.
Il titolo non fa riferimento alla strada-arteria di Napoli, città per altro presente concretamente soltanto in un raccontino, quanto più ad una dimensione simbolica nella quale l'umanità si aggroviglia (come i vicoli di Napoli), si smarrisce (come nei vicoli di Napoli) e si trasfigura nella più assoluta ferinità: fondamentale è l'esperienza bellica, con i bombardamenti, le devastazioni e i cadaveri alla mercé di ogni uomo, anche del più semplice ed umile (esemplare è il racconto Interregno, uno dei meglio riusciti se non il migliore della raccolta, nella quale si narra come la guerra si avventi improvvisa nella vita di una placida città di provincia) che segna un pre e un post nelle vicende esistenziali di tutti i personaggi presenti. In particolare, i racconti pre bellici vivono in una sorta di dimensione fiabesca, idealizzata, profondamente boccacciana, ricchi di arguzia e umorismo: i racconti bellici sono invece cruenti, spietati, seppure sia sempre presente una certa vena ironica.
Ciò che tuttavia mi è rimasto indigesto della raccolta è la sconclusionatezza di gran parte dei racconti (eccetto, ancora una volta, Interregno e Mazze e panelle): ho fatto una fatica enorme a tentare di comprendere quale fosse l'intento di Rea nella stesura dei singoli racconti, cosa volesse intendere, cosa volesse rappresentare. Il mistero resta per me insvelato: anche nelle componenti umoristiche dei racconti, non sono riuscito ad entrare quasi mai in sintonia con lo scrittore (a parte una straordinaria descrizione del "pesce" che mi ha fatto crepare dalle risate, oltre che farmi interrogare sulla maturità effettiva del mio senso dell'umorismo).
Profile Image for nina♡.
192 reviews3 followers
April 20, 2023
Ho iniziato questo libro ieri sera dopo aver fissato la libreria in camera mia per circa 20 minuti, in cerca di qualcosa che avessi veramente voglia di leggere, non trovando niente scelsi lui perchè era uno dei libri che avevo in libreria da più tempo, quindi decisi che era finalmente arrivato il nostro momento... Bèh, no. In realtà non credo di aver scelto il momento sbagliato per leggerlo, è che proprio noi due siamo sbagliati insieme.
Cosa non mi è piaciuto? Semplicemente la scrittura, sembra che lo scrittore andasse di fretta, su ogni evento si sofferma veramente poco e soprattutto il protagonista non mi è sembrato che posseddesse un'identità vera e propria, non so direi "senza anima" ma forse è troppo pesante come definizione, tipo quelle persone che conosci d'estate in vacanza con cui ci parli un po' e poi non ti ricordi nemmeno come si chiamano, questa è stata la sensazione più o meno. Comunque è stato il primo libro dell'autore quindi magari gli altri sono meglio, non taglio completamente i ponti. Certo che in periodo un po' di blocco non ci voleva proprio ://
Non voglio dare meno di due stelline perchè ricordiamoci che io ho letto "Al nuovo gusto di ciliegia" e le prime 75 pagine di "Naila di Mondo9" che sono decisamente peggio.
A me in realtà dispisce molto dare una stellina soltanto a questo libro perchè l'ho proprio chiesto insieme ad altri due libri come regalo di compleanno😭
Profile Image for Massimo Ungaro.
26 reviews
June 13, 2025
Qualche giorno fa ho letto un articolo secondo il quale l’evoluzione della lingua è divenuta talmente rapida che basta un secolo a far sì che essa muti al punto che uno scritto di appena cento anni prima non sia più comprensibile per un contemporaneo. Direi che “Spaccanapoli” di Domenico Rea è un libro emblematico in tal senso: dato alle stampe nel secondo dopoguerra, fu celebrato dalla critica come dirompente dal punto di vista dell’innovazione linguistica, ma letto oggi appare paradossalmente arcaico, ai limiti del manierismo. I racconti in verità sono estremamente originali e nonostante la brevità della narrazione i personaggi emergono con una caratterizzazione estremamente rotonda, ma a rendere pesante la lettura è tutto ciò che esula dai dialoghi, che risulta estremamente convoluto. Che fatica finirlo! Decisamente non una lettura da spiaggia.

Disclaimer: sono consapevole che certamente c’è una dimensione più complessa che non mi è pervenuta, ma essendo questi puramente miei appunti di lettura, posso limitarmi a dire che non mi è piaciuto? 😃
Profile Image for Paolo Ventura.
387 reviews2 followers
March 8, 2022
...affascinato dal titolo, deluso da tutto il resto


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…finché non si giunse – fatto inaudito – a pesare la verdura.
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C’era Nunziata, la bidella, una bizoca, che aveva un volto di ferro, ma gli occhi traditori; nel senso che rivelavano a un esperto la vera direzione della sua combattuta verginità. Bastava una parola, quegli occhi movevano un mare nero. Le mani, che tentavano scacciarti, non sapevi mai fino a che punto, e a sua insaputa, t’invitassero all’indugio d’una lunga carezza, breve nel tempo, ma in cui dovevano aprirsi, come di pesci avidi d’aria, tutti i suoi pori.
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Profile Image for Gianni Ascione.
204 reviews2 followers
September 3, 2020
Quando uno se ne muore vede sempre di meno e ode sempre di più. E la musica è bella.
Profile Image for Stefania Spanò.
Author 1 book3 followers
March 25, 2023
Da quando l'ho scoperto, ogni anno in primavera io leggo Spaccanapoli e sono felice.
Lo leggo e benedico ogni parola.
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