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Chi ha paura muore ogni giorno: i miei anni con Falcone e Borsellino
Nell'estate del 1992 due esplosioni di enorme potenza annientarono la vita di tre magistrati - Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, Paolo Borsellino - e di otto giovani che li scortavano. Fu un colpo terribile per l'Italia e per chi considerava i giudici del pool antimafia gli eroi di una stagione di straordinario successo nella lotta a Cosa nostra. A Giuseppe Ayala quelle esplosioni strapparono tre amici carissimi, lasciando lo struggente ricordo di dieci anni di vita insieme e un rabbioso, mai sopito rimpianto. Ora, a distanza da quei tragici eventi, Ayala ha deciso di raccontare la sua verità su Falcone e Borsellino, ricordandone il fondamentale contributo alla lotta alla mafia e le attualissime riflessioni sulla Sicilia, Cosa nostra, la giustizia e la politica, ma anche la loro travolgente ironia, la gioia di vivere, le passioni civili e private. La storia di quegli anni, delle vittorie e dei fallimenti, dell'impegno di pochi e delle speranze deluse di molti, riporta al centro dell'attenzione la tremenda capacità di sopravvivenza della Piovra, che si nutre dei silenzi, delle complicità, delle disattenzioni e delle colpe di una Sicilia e di un'Italia che non sono, forse, abbastanza cambiate da allora.
210 pages, Paperback
First published January 1, 2008
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 37 reviews
June 21, 2025
"Manipúlese con cuidado"
Un testimonio muy íntegro que ayuda a entender un pedazo de historia muy interesante y duro.
Un testimonio muy íntegro que ayuda a entender un pedazo de historia muy interesante y duro.
July 6, 2025
Es un libro extraordinario, el autor conoce hechos y tiene una visión de conjunto tanto sobre la mafia como sobre el aparato del Estado encargado de reprimirla que tienen muy pocas personas vivas. Como testimonio es uno de los libros más interesantes que haya leído.
No le cae la quinta estrella porque le falta literatura. ¿Quizá sea una ventaja?
No le cae la quinta estrella porque le falta literatura. ¿Quizá sea una ventaja?
February 21, 2025
Interesante el trabajo incansable de los magistrados para intentar terminar con la mafia.
Las tres estrellas son por las alabanzas del autor sobre sí mismo.
Las tres estrellas son por las alabanzas del autor sobre sí mismo.
January 31, 2024
Indubbiamente una lettura molto interessante su quella che é stata la storia di Giovanni, Paolo e Giuseppe; mi ha commosso, ma soprattutto, mi ha fatto provare rabbia per il marcio che si trovava all'interno del governo italiano stesso in quegli anni, e per le ingiustizie che questi uomini hanno dovuto subire durante la loro lotta contro la mafia.
Il motivo per cui do 3 stelle, é che non l'ho trovata una scrittura molto scorrevole, e ho a tratti trovato irritante la costante autocelebrazione dell'autore.
Il motivo per cui do 3 stelle, é che non l'ho trovata una scrittura molto scorrevole, e ho a tratti trovato irritante la costante autocelebrazione dell'autore.
July 12, 2017
"Paolo cominciò a morire quando morì Giovanni, come due canarini che difficilmente sopravvivono a lungo l'uno alla morte dell'altro."
Una testimonianza importante, da leggere, soprattutto quest'anno, soprattutto per chi come me è nato in quel 1992.
Una testimonianza importante, da leggere, soprattutto quest'anno, soprattutto per chi come me è nato in quel 1992.
May 8, 2022
Difficile da leggere in alcuni punti perché la commozione prende il sopravvento. Questi uomini, Falcone e Borsellino in particolare, hanno combattuto la Mafia pagando con la propria vita, anche da vivi.
Ayala rende tutto così vicino e tangibile anche al lettore.
Ayala rende tutto così vicino e tangibile anche al lettore.
February 23, 2024
Molto interessante la ricostruzione degli anni in cui con Falcone e Borsellino viene reimpostata la lotta alla mafia, viene compresa l'importanza di indagini collegate gestite e dirette da un pool di magistrati e viene realizzato il maxi processo. Questa prima parte mi è parsa però molto fredda e distaccata, un resoconto approfondito dei fatti con poca attenzione all'aspetto umano, al coinvolgimento personale, ai sentimenti, alle incertezze, ai timori, alle preoccupazioni vissute sia per il buon esito del lavoro sia per le inevitabili ripercussioni sugli affetti familiari. Molto più coinvolgente è invece la seconda parte relativa agli anni che seguirono la sentenza dove a fianco al racconto delle amare ed ingiuste vicende professionali sue e dei colleghi emergono con nitidezza la delusione, lo sconforto, il disinganno e la rabbia nel vedere abbandonato un percorso che avrebbe potuto migliorare le sorti della Sicilia e del paese intero.
Consigliato soprattutto per i giovani che non vissero quegli anni.
Consigliato soprattutto per i giovani che non vissero quegli anni.
October 26, 2017
Con loro due, ancora.
Libro meraviglioso. Mi ci sono voluti alcuni giorni per scrivere un commento, giorni in cui ho lasciato sedimentare quel che avevo letto integrandolo con uno spettacolare evento con Pietro Grasso al Festivaletteratura 2017.
In questo romanzo, Giuseppa Ayala, pubblico ministero al Maxiprocesso a Cosa Nostra del 1986, ripercorre gli anni di lavoro accanto a Falcone e Borsellino. Racconta del lavoro immane fatto per istruire il più grande processo della storia, senza sosta, mentre Cosa Nostra aveva già iniziato la sua mattanza. Racconta degli amici e colleghi persi per strada. Racconta dei continui tentativi di delegittimazione, delle calunnie e delle accuse, piovute addosso a due sevitori che questo Stato forse non si è mai nemmeno meritato. Ma racconta anche gli amici, semplicemente Giovanni e Paolo, le vacanze, le battute, gli scherzi, il loro essere prima di tutto uomini.
Libro meraviglioso. Mi ci sono voluti alcuni giorni per scrivere un commento, giorni in cui ho lasciato sedimentare quel che avevo letto integrandolo con uno spettacolare evento con Pietro Grasso al Festivaletteratura 2017.
In questo romanzo, Giuseppa Ayala, pubblico ministero al Maxiprocesso a Cosa Nostra del 1986, ripercorre gli anni di lavoro accanto a Falcone e Borsellino. Racconta del lavoro immane fatto per istruire il più grande processo della storia, senza sosta, mentre Cosa Nostra aveva già iniziato la sua mattanza. Racconta degli amici e colleghi persi per strada. Racconta dei continui tentativi di delegittimazione, delle calunnie e delle accuse, piovute addosso a due sevitori che questo Stato forse non si è mai nemmeno meritato. Ma racconta anche gli amici, semplicemente Giovanni e Paolo, le vacanze, le battute, gli scherzi, il loro essere prima di tutto uomini.
September 15, 2017
Una lettura che andrebbe inserita tra i libri scolastici, uno scorcio della nostra storia. Non esclusivamente un libro da adulti, super consigliato!
February 1, 2022
Bel libro, Ayala una grande persona, esempio di rettitudine, chiaramente anche a Falcone e Borsellino
May 22, 2022
È stato un percorso completo che descrive le figure di Giovanni e Paolo dal punto di vista professionale e umano facendo sentire sempre più il grande vuoto lasciato dalla loro scomparsa.
August 19, 2025
Es una brutalidad de libro sobre el Maxiproceso contra la mafia
January 31, 2026
Una historia de amistad y civismo, me ha gustado mucho. Regalo de mi hermano. Muy recomendable para gente que haya hecho derecho.
April 9, 2026
Paolo cominciò a morire quando morì Giovanni, come due canarini che difficiente sopravvivono a lungo l’uno alla morte dell’altro… uau el component humà del llibre es 10/10.
La part més negativa li donaria a la repetició d’algunes parts on es fa una mica tediós a la lectura.
La part més negativa li donaria a la repetició d’algunes parts on es fa una mica tediós a la lectura.
April 10, 2025
Las dos estrellas en mi caso es un cinco. No he llegado a conectar con el libro pese a mis expectativas (es la segunda vez que me pasa con Gatopardo). Libro en ocasiones denso, confuso. Te "suelta" en medio de una situación (años ochenta, Italia vs Cosa Nostra) que si uno no está curtido en materia, se pierde. Da por hecho que el lector conoce detalles que no es el caso. En ocasiones, la escritura de Ayala no ayuda. Cuando hay pasajes que coge carrerilla, es un libro disfrutable pero rara vez pasa. Aprobado y a otra cosa
February 27, 2018
Ayala Giuseppe - Chi ha Paura muore ogni giorno
per chi non lo conoscesse, Ayala fu il pubblico ministero al primo maxiprocesso, amico di Falcone e Borsellino, magistrato e politico.
Il libro è per certi aspetti agghiacciante, oggi nulla sembra cambiato da allora, corruzione e intrallazzi del potere politico sono attualità.Sforzi enormi sono stati fatti dalle persone che hanno perso la vita per la causa e per offrire all'Italia una speranza, un barlume di pulizia, poi l'isolamento delle istituzioni verso Falcone e Borsellino cancellò tutti i risultati ottenuti.
Ayala parla degi avvenimenti mafiosi, ma soprattutto descrive come si viveva in quegli anni, dei suoi rapporti con uomini eccezionali e della sua "colpa" per il fatto di essere rimasto vivo nella strage del 1992. Storico il passaggio processuale dove Ayala descrive l'organizzazione mafia e la denuncia di Borsellino del 1988 alla "Repubblica".
In questo racconto, si nota che l'attività di Falcone, è stata più apprezzata all'estero che in Italia, il suo rapporto con gli USA per esempio era eccezionale, grazie a Rudolph Giuliani, gli è stata dedicata una statua nella scuola dell' FBI a Quantico e il Congresso americano votò all'unanimità una risoluzione che rivendicava l'uccisione di Falcone come un delitto commesso anche in danno degli Stati Uniti d'America.
per chi non lo conoscesse, Ayala fu il pubblico ministero al primo maxiprocesso, amico di Falcone e Borsellino, magistrato e politico.
Il libro è per certi aspetti agghiacciante, oggi nulla sembra cambiato da allora, corruzione e intrallazzi del potere politico sono attualità.Sforzi enormi sono stati fatti dalle persone che hanno perso la vita per la causa e per offrire all'Italia una speranza, un barlume di pulizia, poi l'isolamento delle istituzioni verso Falcone e Borsellino cancellò tutti i risultati ottenuti.
Ayala parla degi avvenimenti mafiosi, ma soprattutto descrive come si viveva in quegli anni, dei suoi rapporti con uomini eccezionali e della sua "colpa" per il fatto di essere rimasto vivo nella strage del 1992. Storico il passaggio processuale dove Ayala descrive l'organizzazione mafia e la denuncia di Borsellino del 1988 alla "Repubblica".
In questo racconto, si nota che l'attività di Falcone, è stata più apprezzata all'estero che in Italia, il suo rapporto con gli USA per esempio era eccezionale, grazie a Rudolph Giuliani, gli è stata dedicata una statua nella scuola dell' FBI a Quantico e il Congresso americano votò all'unanimità una risoluzione che rivendicava l'uccisione di Falcone come un delitto commesso anche in danno degli Stati Uniti d'America.
July 23, 2015
Se esisteva la possibilità di mettere la virgola avrei dato 3,5. Un libro che ha il pregio di raccontare un pezzo di storia da non dimenticare, ma che ha anche il limite che quel pezzo di storia purtroppo siamo costretti a prenderlo per buono come ricostruito, Falcone e Borsellino non ci sono più a dire la loro e Ayala sicuramente ha dato la Sua lettura, anche per ricostruire elementi su cui proprio molta limpidezza non c'è. Va letto non pensando a cosa Ayala non ci racconta, ma a cosa ci ricorda perché non dimentichiamo: quel numero eccessivo di servitori dello stato morti per mano della mafia....e in parte di uno stato nella migliore delle ipotesi omertoso, nella peggiore connivente, ma sicuramente non estraneo. Un libro da accompagnare da altri punti di vista per aggiungere una tessera di un puzzle che nessuno ha il dovere di dimenticare e tutti abbiamo il diritto di conoscere
January 23, 2016
Non ho parole per descrivere questo libro, perchè ogni cosa che potrei dire mi sembra inadeguata.
Le tante personalità raccontate dovrebbero essere prese come esempio da tutti i politici e i magistrati di oggi, che sembrano essersene dimenticati.
Falcone, Borsellino e Ayala hanno fatto moltissimo per il nostro paese senza essere stati ricompensati adeguatamente.
Ayala è sopravvissuto, ma altri non hanno avuto la stessa fortuna e sono stati attribuiti loro gli onori dovuti solo dopo la loro morte.
Sapevo già che l'Italia era un paese schifoso, ma questo libro mi ha aiutato a capire che è ancora più corrotto di quello che pensassi.
Dovremmo ricordarci spesso delle persone che hanno contribuito a migliorare il nostro paese; non solo agli anniversari delle loro morti...
Le tante personalità raccontate dovrebbero essere prese come esempio da tutti i politici e i magistrati di oggi, che sembrano essersene dimenticati.
Falcone, Borsellino e Ayala hanno fatto moltissimo per il nostro paese senza essere stati ricompensati adeguatamente.
Ayala è sopravvissuto, ma altri non hanno avuto la stessa fortuna e sono stati attribuiti loro gli onori dovuti solo dopo la loro morte.
Sapevo già che l'Italia era un paese schifoso, ma questo libro mi ha aiutato a capire che è ancora più corrotto di quello che pensassi.
Dovremmo ricordarci spesso delle persone che hanno contribuito a migliorare il nostro paese; non solo agli anniversari delle loro morti...
February 9, 2011
Frammenti di storia contemporanea
Il libro è il racconto autobiografico che va dal 1972 al 1992 di un reduce di quegli anni: il giudice Giuseppe Ayala.
Ayala cerca di raccontarci, le vicende giudiziarie, le amicizie e i retroscena sui fatti, sulle vittorie e sui fallimenti della lotta alla mafia connesse in particolar modo al maxiprocesso del 1986/87.
E' impressionante rileggersi oggi l'elenco dei servitori dello Stato caduti nella guerra di mafia, è un lunghissimo elenco, un tributo di sangue che nessun altro paese moderno si è trovato a dover dare.
Un libro da leggersi da chi, troppo giovane non ha vissuto quegli anni, e da chi li ha vissuti per non dimenticarli.
Il libro è il racconto autobiografico che va dal 1972 al 1992 di un reduce di quegli anni: il giudice Giuseppe Ayala.
Ayala cerca di raccontarci, le vicende giudiziarie, le amicizie e i retroscena sui fatti, sulle vittorie e sui fallimenti della lotta alla mafia connesse in particolar modo al maxiprocesso del 1986/87.
E' impressionante rileggersi oggi l'elenco dei servitori dello Stato caduti nella guerra di mafia, è un lunghissimo elenco, un tributo di sangue che nessun altro paese moderno si è trovato a dover dare.
Un libro da leggersi da chi, troppo giovane non ha vissuto quegli anni, e da chi li ha vissuti per non dimenticarli.
August 3, 2017
La lotta alla mafia negli anni "caldi", quelli delle stragi, raccontata da dentro e senza fronzoli, descrivendo non solo indagini e processi, ma anche sentimenti, amicizie, aneddoti. In quel periodo la vita privata di un pugno di magistrati (oltre ad Ayala, anche Falcone, Borsellino ed altri del "pool") venne annullata ed indirizzata solo a servire la Giustizia e lo Stato. Purtroppo, dopo l'entusiasmo ed i successi dei primi anni, le cose non andarono nel senso giusto. Parecchi di questi magistrati vennero uccisi, altri lasciati a loro stessi dalla politica e dai colleghi.
Ho vissuto quegli anni, e già lo sapevo che le cose sarebbero finite così. Ma l'amaro in bocca mi è tornato.
Ho vissuto quegli anni, e già lo sapevo che le cose sarebbero finite così. Ma l'amaro in bocca mi è tornato.
December 7, 2013
Avevo dato molte stelle a questo libro, ma dopo aver saputo che l'autore in questione non era così amico di questi due giudici come dichiara (dato che ne parla pure una sentenza), la delusione mi ha assalita...... e ho diminuito drasticamente le stelle.... non si può lucrare su una faccenda del genere...
May 23, 2012
Veramente un bello spaccato di vita del povero Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino.
Scorre velocemente ed è scritto molto bene.
Scorre velocemente ed è scritto molto bene.
June 7, 2020
Ci sono dei libri semplicemente necessari, che non hanno bisogno di particolare commento.
October 13, 2023
Interessante per alcune dinamiche ma forse troppo camuffatamente autocelebrativo
August 4, 2026
Durante finales de los ochenta y principios de los noventa, el nombre de Giovanni Falcone me llegaba una y otra vez desde los telediarios. El juez siciliano que plantó cara a la mafia, y que acabó asesinado en un atentado en 1992, se había convertido en un símbolo antes incluso de que yo entendiera del todo contra qué luchaba. Por eso me acerqué a este libro de Giuseppe Ayala, el fiscal que trabajó codo con codo con él, sobre todo en el macroproceso de Palermo de finales de los ochenta, aquel juicio monumental que se prolongó cerca de dos años.
Ayala no escribe como un cronista externo, sino como alguien que estuvo dentro: representó la acusación pública frente a los capos y sus abogados, e interrogó a los primeros arrepentidos, entre ellos Tommaso Buscetta. Esa cercanía es la mayor virtud del libro y también, para mí, su principal dificultad. Confieso que mi desconocimiento del sistema judicial italiano me hizo perderme en algunos pasajes: hay procedimientos, instancias y matices procesales que el autor da por sabidos. Lo mismo me ocurrió con la política italiana de aquellos años, ese contexto que me habría ayudado a captar del todo lo que Ayala insinúa entre líneas.
Y sin embargo, lo que más me sorprendió no fue la mafia en sí, sino lo que la rodeaba. Esperaba un relato de valentía frente al crimen organizado (y lo hay), pero el corazón del libro es otro: la corrupción, las envidias y las resistencias que venían de dentro, de las propias instancias judiciales y del Estado. Ayala describe cómo a quienes de verdad combatían a Cosa Nostra se les dejaba solos, cuando no se les ponían obstáculos. Esa parte resulta incómoda y reveladora a partes iguales. Ayuda a entender algo que desde fuera cuesta comprender: por qué la mafia tenía tanto poder. No era un cuerpo extraño adherido a la sociedad italiana, sino algo enraizado en ella, tolerado y a veces protegido desde arriba.
El propio título recoge una idea que sobrevuela todo el libro: quien tiene miedo muere cada día, quien no lo tiene muere una sola vez. Leerlo hoy, sabiendo cómo terminó la historia de Falcone y también la de Borsellino, le da a esas palabras un peso difícil de sacudirse.
No es una lectura fácil ni redonda, y quien busque una crónica ordenada del macroproceso quizá se quede con ganas. Pero como testimonio de primera mano sobre el coste personal de hacer lo correcto, y sobre un Estado que no siempre estuvo a la altura, me ha parecido un libro que merece la pena.
Ayala no escribe como un cronista externo, sino como alguien que estuvo dentro: representó la acusación pública frente a los capos y sus abogados, e interrogó a los primeros arrepentidos, entre ellos Tommaso Buscetta. Esa cercanía es la mayor virtud del libro y también, para mí, su principal dificultad. Confieso que mi desconocimiento del sistema judicial italiano me hizo perderme en algunos pasajes: hay procedimientos, instancias y matices procesales que el autor da por sabidos. Lo mismo me ocurrió con la política italiana de aquellos años, ese contexto que me habría ayudado a captar del todo lo que Ayala insinúa entre líneas.
Y sin embargo, lo que más me sorprendió no fue la mafia en sí, sino lo que la rodeaba. Esperaba un relato de valentía frente al crimen organizado (y lo hay), pero el corazón del libro es otro: la corrupción, las envidias y las resistencias que venían de dentro, de las propias instancias judiciales y del Estado. Ayala describe cómo a quienes de verdad combatían a Cosa Nostra se les dejaba solos, cuando no se les ponían obstáculos. Esa parte resulta incómoda y reveladora a partes iguales. Ayuda a entender algo que desde fuera cuesta comprender: por qué la mafia tenía tanto poder. No era un cuerpo extraño adherido a la sociedad italiana, sino algo enraizado en ella, tolerado y a veces protegido desde arriba.
El propio título recoge una idea que sobrevuela todo el libro: quien tiene miedo muere cada día, quien no lo tiene muere una sola vez. Leerlo hoy, sabiendo cómo terminó la historia de Falcone y también la de Borsellino, le da a esas palabras un peso difícil de sacudirse.
No es una lectura fácil ni redonda, y quien busque una crónica ordenada del macroproceso quizá se quede con ganas. Pero como testimonio de primera mano sobre el coste personal de hacer lo correcto, y sobre un Estado que no siempre estuvo a la altura, me ha parecido un libro que merece la pena.
August 28, 2025
Scrivo questa recensione con rispetto, perché credo che ciò che queste persone hanno vissuto sia stato terrificante e traumatico. Forse ho frainteso lo scopo del libro. Tuttavia, ho avuto l'impressione che l’ex magistrato Ayala volesse parlare soltanto di sé, non come in un diario o in un’analisi di quegli anni terribili, ma piuttosto come un modo per vantarsi delle sue idee brillanti, delle sue eccellenti arringhe durante il maxiprocesso e di quanto tutti lo ammirassero. Non so se abbia bisogno di vendicarsi per ciò che ha subito, se si senta in colpa perché non è morto, o se sia semplicemente un egocentrico.
Falcone, Borsellino, Ninni Cassarà, il generale Dalla Chiesa… sembrano tutti personaggi secondari nella grande epopea di Ayala. Non approfondisce nulla.
Nonostante la mancanza di concretezza e profondità, il libro è molto triste. Era già chiaro, ma se questo libro contribuisce a qualcosa, è proprio a confermare che lo Stato non ha fatto nulla per proteggerli; anzi, li ha abbandonati e isolati, rendendoli un bersaglio ancora più facile e vulnerabile.
Come società, non saremo mai in grado di ripagarli per il loro sacrificio.
Falcone, Borsellino, Ninni Cassarà, il generale Dalla Chiesa… sembrano tutti personaggi secondari nella grande epopea di Ayala. Non approfondisce nulla.
Nonostante la mancanza di concretezza e profondità, il libro è molto triste. Era già chiaro, ma se questo libro contribuisce a qualcosa, è proprio a confermare che lo Stato non ha fatto nulla per proteggerli; anzi, li ha abbandonati e isolati, rendendoli un bersaglio ancora più facile e vulnerabile.
Come società, non saremo mai in grado di ripagarli per il loro sacrificio.
April 18, 2025
Una memoria político-judicial que persigue cantar las loas de Falcone y Borsellino explicando su trabajo y cómo les pusieron palos en las ruedas para que no pudiesen seguir en el pool antimafia, los aislaron y poco menos que se los sirvieron a la Cosa Nostra en bandeja de plata para que se los cargaran. A ellos, a Francesca Morvillo y a los escoltas que iban con ellos. Y cómo el que esto escribe se libró de ese destino luctuoso.
Dice muy poco -o muy feo- de la magistratura italiana que se quitaran de en medio -por medios legales- a tamaños magistrados. La historia de la lucha antimafia me parece fascinante y tengo claro quiénes eran los buenos.
Dice muy poco -o muy feo- de la magistratura italiana que se quitaran de en medio -por medios legales- a tamaños magistrados. La historia de la lucha antimafia me parece fascinante y tengo claro quiénes eran los buenos.
March 30, 2026
Me encontré con este libro de casualidad y la verdad que me ha fascinado conocer el mundo de la judicatura italiana y su lucha contra una organización tan antigua y establecida en su sociedad. Se me ha hecho difícil de entender algunos conceptos pero también he encontrado reflexiones muy interesantes.
“La mafia mata cuando se produce una especie de combinación fatal: te has vuelto peligroso, pero estás aislado.”
“La mafia mata cuando se produce una especie de combinación fatal: te has vuelto peligroso, pero estás aislado.”
March 17, 2026
Todo lo que engloba y cita aquellos duros tiempos de lucha contra la mafia en Italia a nivel internacional y de la mano de Falcone y Borsellino, y en este caso, y en primera persona explicando cuan inestimable ayuda fue la del fiscal Giuseppe Ayala, merece un relectura constante y un agradecimiento de por vida.
February 13, 2025
L'esperienza di Ayala al fianco di Falcone e Borsellino... Una pagina di storia della lotta contro la mafia
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