Karkadan, rapper tunisino. Kamal, giocatore di cricket dello Sri Lanka, portinaio per campare. José e Milca, editori peruviani a piazzale Loreto... Un viaggio in otto fermate affidato alla penna di un giovane scrittore di grande talento: i capitoli del libro sono intervallati da un racconto ambientato sull’autobus numero 56, che percorre avanti e indietro via Padova, una della vie più multietniche di Milano. Come scrive Giorgio Fontana:“Questa è una via che racconta una storia a ogni passo, e ogni storia è fatta di un colore diverso".
Giorgio Fontana è uno scrittore italiano. Cresce a Caronno Pertusella, paese industriale in provincia di Varese, e studia Filosofia all'Università Statale di Milano, laureandosi con una tesi sul realismo interno di Hilary Putnam. Nel 2007 pubblica il romanzo d'esordio Buoni propositi per l'anno nuovo (Mondadori), cui segue Novalis (Marsilio 2008). Con il reportage narrativo sugli immigrati a Milano Babele 56. Otto fermate nella città che cambia (Terre di Mezzo 2008), è finalista al Premio Tondelli 2009. Nel 2011 pubblica per Zona il saggio La velocità del buio. Per legge superiore, uscito a fine ottobre 2011 per Sellerio, ha vinto il Premio Racalmare - Leonardo Sciascia 2012, il Premio lo Straniero 2012 e la XXVI edizione del Premio Chianti. Il libro ha avuto sei ristampe ed è stato tradotto in Francia (Seuil), Germania (Nagel&Kimche) e Olanda (Wereldbibliotheek). Il suo ultimo romanzo, che chiude il dittico su magistratura e giustizia iniziato con Per legge superiore, è Morte di un uomo felice (Sellerio 2014[2]). Il libro è vincitore del Premio Campiello 2014 e del Premio Loria 2014 ed è in corso di traduzione in Francia, Germania e Olanda. Fontana ha pubblicato articoli e saggi su diverse testate, fra cui "il manifesto", "Lo Straniero", Opendemocracy.net, "Il primo amore", Berfrois, "Wired" ecc. Dal 2005 al 2010 è stato condirettore del pamphlet letterario "Eleanore Rigby". Attualmente vive e lavora come content manager a Milano. Collabora con "IL", "TuttoLibri", l'inserto "La Lettura" del Corriere della Sera e altre riviste.
Un viaggio in otto fermate col bus 56, quello che percorre la strada dell'immigrazione, Via Padova. Otto storie di stranieri a Milano, una scrittura ancora acerba e un libro inchiesta interessante nella città che cambia. (Quella del 2008. Più o meno quando l'ho lasciata io).
"E così, di mano in mano si lascia un segno: un alone, un odore, una traccia più o meno labile. Ad un tratto è un popolo fatto di mani quello che ti orbita attorno. Mani che stringono borse, fanno da base per menti, cercano altre mani. Limpide, segnate, morbide o percorse da rughe: nere, bianche, rosse o brune. Mani su una nave piccola che solca l'asfalto, e ad ogni fermata cambia pelle."
Giovane autore di grande talento.Romanzo cronachistico su storie di giovani immigrati a Milano.Ben fatto. Come vecchio milanese dico: anch'io vorrei tornare al mio paese, alla mia città,di cui sento grande nostalgia.