Questo libro mi è sicuramente piaciuto, ma non posso dire di aver avuto lo stesso trasporto che mi ha preso con altri autori coevi come Gemmell.
Molto interessante lo spunto di base, che mescola il fantasy alla storia romana. Se da un lato il genere Alternate Time Space Continuum è ben noto in fantasy e fantascienza, il collegamento storico lo rende piuttosto originale. E sicuramente si percepisce che l'autore è un fine conoscitore di storia romana.
Il modo in cui è congegnato l'impero di Videssos, poi, pone un'originale contraddizione: il romano repubblicano, quindi nell'età dell'oro della storia romana, che si trova catapultato in un mondo che è modellato il tardo impero romano, quindi nel pieno della sua decadenza, con le sue lotte politiche, il peso dei barbari, e gli intrighi tra fazioni.
Il punto un po' debole è la storia, non perché non sia interessante, ma perché è lenta a partire. D'altronde questo è chiaramente voluto: da come si conclude il libro, è palese che questo è progettato per essere l'inizio di un'opera più estesa. Tuttavia, pur lungi dall'essere noioso, a tratti viene voglia di capire quand'è che la storia entra nel vivo (cosa che fa solo sul finale).
Di nuovo, è innegabile che sia voluto, e che l'autore faccia iniziare la campagna militare solo molto avanti nel libro, in quanto vuole mostrare le difficoltà di Scaurus nell'ambientarsi in un mondo per certi versi simile al suo ma dove non riesce a riconoscersi.
Il libro è altresì un po' confusionario. Vengono menzionati dei personaggi che riappaiono magari duecento pagine più avanti, senza un minimo di contestualizzazione, e questo costringe il lettore ad andare indietro a cercare di chi si trattasse.
Ci sono anche problemi di traduzione, in particolare la traduzione letterale di alcuni idiomi in inglese il cui equivalente italiano non si ottiene affatto con una traduzione letterale, ma credo che questo si possa imputare ad un'epoca un cui il livello di inglese, anche dei traduttori, era diverso da quello odierno.
In ogni caso mi riservo la lettura dei seguiti per esprimere un giudizio più compito.