Sullo sfondo di una sperduta isola del Mediterraneo, lontano da un'Italia che sprofonda nella guerra civile, un manipolo di militari si ritrova improvvisamente tagliato fuori dai campi di battaglia e dalla storia. In balia di un cielo privo di nubi, di un caldo che abbatte il corpo ma esalta la mente, militari italiani, partiti per "rompere le reni" del popolo greco, impareranno presto che S'agapo (o, come pronunciavano, Sagapò) in greco vuol dire ti amo e che solo grazie al calore di una donna potranno vincere le loro paure. E continuare a essere uomini. "Sagapò" ha ispirato la sceneggiatura del film Mediterraneo di Gabriele Salvatores (Premio Oscar 1992). Con il saggio introduttivo La risposta alla luce di Oreste del Buono.
No es mal libro… es mal contenido. Duele leer algunas cosas, y no precisamente los escarceos militares, sino cómo camuflan de amor (autor, críticos y editores) una terrible violencia sexual contra las mujeres griegas.
È un diario. Un diario fatto di racconti, di frammenti di vita, di schegge di crudeltà, di gocce di disperazione nella suggestiva cornice della Grecia insulare. Normalmente si approda a questo libro perché da qui è stata tratta la celebre pellicola "Mediterraneo", di Gabriele Salvatores. Ma chi cercherà le gesta dei vari Lo Russo, Colasanti, Montini e Farina rimarrà deluso: c'è uno scarto molto ampio tra l'opera letteraria e la pellicola, tanto che molte vicende e molti personaggi non collimano per niente. Lontano dal sarcasmo di Salvatores, "Sagapò" racconta un'esperienza cruda, primordiale, spietata, animata da una poesia ancestrale e da un presagio immanente di morte. Con una prosa accattivante e attenta al dettaglio, Biasion racconta a modo suo le cronache della guerra di Grecia, pagine di storia militare che vedono protagonista una crudeltà cieca e ottusa, sempre indaffarata a risalire ripetutamente in superficie dal suo natio abisso di ingiustizia, "come quei rifiuti che la tempesta solleva dalle profondità del mare e abbandona sulle spiagge".
Al principio es un libro áspero. La pobreza extrema, la desgracia de un pueblo grande y maltratado por los siglos, como es el pueblo griego, me dolió. Después el libro se va convirtiendo en otro gran alegato contra la guerra, en el que muchos soldados italianos también fueron víctimas en una guerra cruel, movida por trastornados, locos x hacer historia. Que el autor sea uno de esos soldados italianos, convierte a la novela en un gran libro, digno de ser leído.
La luce è una componente fondamentale nel permettere di riconoscere la bellezza dei luoghi nuovi che visitiamo. E dentro questi racconti di Renzo Biason c'è davvero tanta luce. "Sagapò" narra le vicende dei soldati italiani costretti nel limbo di un'isola greca che trascorrono il tempo cercando una normalità apparente, parlando della guerra, dei viveri, dei compagni, delle famiglie e dei luoghi lontani ma soprattutto di donne. Perché quelle greche sono davvero bellissime e contese. Gli occhi dei soldati protagonisti di questi racconti - che cercano di afferrare tutto, nella paura che non ci sia un domani - sono sempre rivolti verso l'orizzonte: per scorgere il nemico ma soprattutto la lontana patria, provocando in loro un moto di tristezza e malinconia. I racconti di Renzo Biason evidenziano tutta la scelleratezza di una guerra inutile, la vitalità dei nostri giovani mandati a combattere lontano e poi dimenticati ma soprattutto la fragilità e la precarietà della natura umana. Renzo Biason ha scritto solo questo libro probabilmente per esorcizzare quanto vissuto, per tentare di chiudere un cerchio e per rimarginare alcune ferite eppure questi racconti sono scritti in maniera così vivida e sincera e sono tra i più belli che io abbia letto sul tema guerra.