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Secoli di gioventù

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Un insegnante di una scuola di borgata. I suoi allievi sono ragazzi difficili, dalle idee confuse. Accostano slogan e comportamenti "no global" e neonazisti con indifferente, inconsapevole ecumenismo. In quel quartiere alla periferia di Roma, Corviale, si continua a parlare di una pattuglia di soldati tedeschi saltati su una mina mentre, divisi dal loro reggimento, abbandonavano la capitale nel 1945. I corpi di quegli uomini non furono mai trovati, ma Matteo Saluzzo, uno degli allievi del professore, ha scoperto i loro resti e, prima di indicare il sito alla polizia, lo conduce sul luogo. Troveranno i documenti e il coltello della Gioventù hitleriana appartenuti a uno dei soldati. Il professore comincerà così un percorso alla ricerca degli eredi del soldato.

204 pages, Hardcover

First published January 1, 2004

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About the author

Eraldo Affinati

63 books10 followers
Eraldo Affinati (Roma, 1956) è uno scrittore italiano. Alla didattica e alla produzione letteraria affianca un’intensa attività di conferenziere e formatore. Nel 2008 insieme alla moglie, Anna Luce Lenzi, ha fondato la Scuola Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana ai migranti.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,539 reviews2,561 followers
August 6, 2026
BELLA, ZÌÌ



Non sono un fan del dialetto, probabilmente perché non ne possiedo nessuno, ho radici corte e troppi spostamenti alle spalle: ma quando appare una frase in romano (più che romanesco), queste pagine si accendono.
E non perché prima fossero spente - il racconto procede sempre teso, con piacere e interesse – ma la freschezza immediata e dirompente di quelle uscite, e inevitabilmente umoristica, è una marcia in più di questo bel romanzo.

Bel romanzo? Di più, molto bello.

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Affinati (che credo sia il professore che avrei voluto sempre avere e non sono mai riuscito a incontrare, e altrettanto avrei voluto per mio figlio e altrettanto non è successo – un prof che si descrive così Io che solo davanti ai ragazzi sento di essere me stesso) intreccia due epistolari in forma di diario e ci racconta una storia che ne contiene molte, ben intrecciate, avvinghiate: l'alunno speciale più che particolare, soprannominato Rosetta, cioè come a Roma si chiama il panino (e il prof riconosce subito in lui il figlio che ha saputo comunque compiere un passo avanti rispetto ai genitori - grandissima intuizione frutto di profonda umanità), la sua classe e le sue lezioni; la storia militare della Seconda Guerra Mondiale; il ritrovamento nella periferia romana di un gruppo di soldati tedeschi mummificati apparsi per caso durante lavori di smottamento alcuni anni fa; la ricerca dei discendenti di uno di questi soldati; l'incontro col figlio del soldato, il nipote e la madre del nipote; un amore che probabilmente comincia...

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E ancora: un viaggio che è ricerca, ed è fuga, ma anche ritorno, e scoperta. Helmut ha una missione,
riportare la svastica nel luogo dove quel simbolo fu usato per la prima volta, riconsegnarlo ai legittimi proprietari,
in India, ma la sua missione sembra proprio una fuga.

Il prof, cioè "Bella, zìì", parte alla ricerca di Helmut per salvare l'umanità che c'è in lui, ben sapendo che se vuoi davvero arrivare da qualche parte, devi rinunciare a proteggerti sempre (o per dirla con Leopardi: Finché si fa conto dei piaceri e dei propri vantaggi, e finché l'uso, il frutto, il risultato della propria vita si stima per qualche cosa, e se n'è gelosi, non si trova mai piacere alcuno).
Rosetta lo segue per scoprire il mondo e se stesso e conquistarsi una vita che non sia già monca.

description

E' stato facile assecondare il ritmo di queste pagine, di questi capitoli, brevi e intensi, arrivare in fondo sperando che ce ne fosse ancora.

Ho incontrato uno scrittore che non conoscevo e che ha saputo immediatamente accendere la mia curiosità.
Altri incontri ci aspettano.

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Profile Image for Chequers.
621 reviews40 followers
August 5, 2026
Il 31 maggio 1944, durante la seconda guerra mondiale, un convoglio tedesco in fuga dal Genio militare della Magliana fu sorpreso da attacchi aerei alleati in via del Ponte Pisano a Roma. I soldati si rifugiarono in una cava locale, ma una bomba bloccò l'ingresso, intrappolandoli per sempre.
Da qui parte il romanzo di Eraldo Affinati, che costruisce una storia proprio sul ritrovamento accidentale dei corpi dei soldati (in realta' , dopo la segnalazione di un testimone, si e' scavato ma il tutto venne secretato e non si seppe piu' nulla)
Una scrittura fluida con concetti profondi (non a caso Affinati e' un insegnante) divisa fra Roma, Amburgo e l'India: molto e' scritto in romanesco, ma io, essendo romana, ci ho trovato un po' l'aria di casa.
Un libro nel complesso scritto molto bene e da consigliare: una nota di demerito pero' va agli editori, che non hanno digitalizzato questo libro.
Volete capire che il digitale aiuta la lettura di noi lettori piu' "maturi"? Ho fatto una fatica bestiale per leggere questo libro su carta, con il caldo di questa estate di fuoco i miei occhi erano secchi e spesso non riuscivo neanche a mettere a fuoco le parole. In piu' ho sentito la mancanza di Wikipedia! Per favore digitalizzate i bei libri!!!
Comunque, per chi vuole saperne di piu' https://www.youtube.com/watch?v=A_8jT...
Profile Image for Dolceluna ♡.
1,304 reviews199 followers
February 27, 2020
Un insegnante di italiano e storia di un istituto professionale di borgata è la voce narrante di questo romanzo. E’ uno di quei professori che tutti vorrebbero, innamorati della sua materia e capaci di tener testa e di coinvolgere i suoi alunni difficili (aggiungerei, visto che sono del mestiere, comodo se si è uomini e se si insegna una materia considerata “fondante” come italiano e storia, ma questa è una mia riflessione personale che nulla ha a che fare col libro). Insomma, un pizzico di Attimo Fuggente in un quadro socio-culturale difficile e arretrato. La scoperta dei resti di una pattuglia di soldati tedeschi alla periferia della città scalda gli animi dei ragazzi e dello stesso professore, appassionato proprio di Seconda Guerra Mondiale, spingendolo a compiere, con uno di loro, Matteo (soprannominato “Rosetta”, buffo e impacciato) un viaggio in India alla ricerca del nipote di uno di questi soldati, identificato dal nominativo su un coltello. L’Helmut di oggi, nipote dell’Helmut di ieri.
E’ un libro strano, affianca luoghi e scenari che paiono stridere uno con l’altro, eppure mi è piaciuto. Vi ho letto temi importantissimi, la sensibilità pedagogica, la ricerca di un’identità, la diversità, l’eredità dolorosa che il presente accoglie del passato. E poi il ricorso al romanesco, parlato dai ragazzi, ha reso la lettura più vivace e colorita. Voglio leggere altro di Eraldo Affinati, perché mi sembra uno scrittore davvero capace.
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