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Sii bella e stai zitta. Perché l'Italia di oggi offende le donne

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Dopo gli immensi progressi in termini di diritti, uguaglianza e libertà ottenuti dai movimenti libertari negli anni Sessanta e Settanta, le donne sembrano ora contare solo per come appaiono e costrette a emulare un unico, pervasivo modello di riferimento, quello delle veline. Ma che cosa dicono questi corpi sottomessi alle diete, alla chirurgia plastica, allo sport, allo sguardo dell'uomo? Non a caso, dall'anoressia alla bulimia, passando per le automutilazioni, sono ormai numerosi i sintomi della profonda "emorragia identitaria" che ha investito e interessa tuttora il corpo femminile. È giunto il momento, per le donne, di riaffermare la propria specificità e ripartire da ciò che Jean-Jacques Rousseau scriveva due secoli fa a proposito dell'esistenza, nella donna, di una particolare capacità di "indignazione morale" che sta all'origine della civiltà. Se le donne non reagiscono, il crepuscolo della loro dignità è destinato a coincidere con il crepuscolo della democrazia. Michela Marzano, una delle pensatrici più ascoltate nel panorama intellettuale europeo, docente di filosofia morale a Parigi, illustra in questo libro appassionante e attualissimo le coordinate attorno alle quali sviluppare una nuova e più feconda riflessione sull'identità della donna contemporanea.

168 pages, Paperback

First published January 1, 2010

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About the author

Michela Marzano

68 books92 followers
Michela Marzano (Roma, 20 agosto 1970) è una filosofa, accademica, politica e saggista italiana.

Ha studiato all'Università di Pisa e alla Scuola normale superiore. Dopo aver conseguito il perfezionamento in filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa ed in Bioetica alla Università degli Studi di Roma - La Sapienza è diventata docente all'Università di Paris V - René Descartes, dove insegna tuttora.

Ha diretto il Dipartimento di scienze sociali della Sorbona, prima di diventare deputata per il Partito Democratico. Autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica, ha curato il Dictionnaire du corps (PUF, 2007).

Si occupa di filosofia morale e politica e, in particolar modo, del posto che occupa al giorno d'oggi l'essere umano, in quanto essere carnale. L'analisi della fragilità della condizione umana rappresenta il punto di partenza delle sue ricerche e delle sue riflessioni filosofiche.

Nel 2014 vince il premio letterario Bancarella con il volume L'amore è tutto. È tutto ciò che so dell'amore edito da UTET

(fonte: wikipedia)

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Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews148 followers
May 25, 2013
è vero, non è un capolavoro e in certe parti è superficiale e discutibile. per chi ha letto "il secondo sesso" e "dalla parte delle bambine", per chi conosce libro e documentario di lorella zanardo e l'opera delle femministe americane- è una lettura inutile e magari pure un po' irritante. eppure io credo che non vada stroncato in toto questo libretto di michela marzano: perché nell'italia di oggi è bene ribadire l'ovvio in modo semplice e divulgativo. perché è facile fare quelle impegnate che *sanno*- quando ancora troppe donne, pure intelligenti, pure di una certa cultura, sono o diventano sottomesse, si fanno trattare come oggetti, vivono malissimo il proprio corpo e si affamano e si torturano alla ricerca di una perfezione che non esiste. perché questo libro è alla portata di tutte ed è sì vero che non dà risposte- ma almeno può aiutare a farsi domande scomode, a cercare di approfondire alcuni meccanismi perversi, a creare una certa immedesimazione che è in qualche modo consapevolezza.
e non è poco, davvero.
Profile Image for Luanajuris.
29 reviews
December 1, 2020
(#WorkInProgress: Recensione abbozzata)

Non ne consiglio la lettura nel 2020.

Ho letto anche altro di Michela Marzano, quindi la mia critica non si rivolgerà alla singola scrittrice ma a questo libro. Lei in generale scrive in maniera chiara, lineare e coinvolgente. Il problema per me è nei contenuti di questa specifica opera.

Si tratta di una panoramica sulla condizione della donna, di cui Marzano affronta vari aspetti e di cui offre la sua opinione e il suo punto di vista, anche se cerca di mascherarlo con una razionalità universale.
Salvo alcuni spunti interessanti e condivisibili, questo saggio soffre molto il passare del tempo, è obsoleto nelle idee e nella trattazione di determinati temi. Non credo Marzano scriverebbe le stesse cose oggi, considerando gli enormi cambiamenti intervenuti negli ultimi 10 anni e l'avvento del femminismo della quarta ondata.
Nel 2009, ad esempio, l'autrice non conosce ancora le rivendicazioni femministe intersezionali, scrive un capitolo pieno di terminologia transfobica (malgrado gli intenti non lo fossero), è fortemente binaria nella sua concezione del genere, si scaglia contro il sex work con un filo di paternalismo e adotta ancora soltanto la visione dell'aborto come scelta "sofferta" anche se sacra.
Confonde le parole di Judith Butler e del femminismo queer che nel considerare genere "costrutto sociale" non vuole cancellare le differenze come afferma Marzano, ma tutelare la possibilità di autodeterminarsi e preservare la complessità delle sfumature esistenti.
Interessante è il ragionamento sull'autodeterminazione nella scelta di indossare il velo per la donna musulmana: Marzano richiama sì la libertà di scelta ma anche la necessità di dare alle donne gli strumenti per capire in maniera "davvero libera" se quella scelta sia o meno autodeterminata. Il punto debole però del discorso però non è in questo nobilissimo concetto, ma nel fatto che traspare evidentemente che questi "strumenti corretti" siano eurocentrici, bianchi, laici. Sì dà un po' per scontato che una donna musulmana - o una sex worker - non siano mai davvero libere (paternalismo ne abbiamo?).

Per concludere, trovo questo libro una riuscita risposta estemporanea all'Italia berlusconiana del 2009 ma che non consiglierei di leggere ora a chi è interessato al tema. Magari a tempo perso, solo a corredo di altri libri più attuali, in modo da avere una visione critica sul contenuto, oppure lasciate perdere e dedicatevi ad altro (è per questo, infatti, che ho impiegato ben un mese ad ultimarlo).
Profile Image for Franz B. .
425 reviews16 followers
September 3, 2018
Un testo estremamente intelligente.
Dice poco, da tanti spunti ma non ne approfondisce nessuno. Questo evita alla scrittura di risultare noiosa e didattica ma la rende molto piacevole e scorrevole dando, a chi è interessato, degli ottimi input per approfondire certi argomenti.
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books45 followers
June 28, 2019
In estrema sintesi, un saggio con due pregi: il primo è un linguaggio concreto, discorsivo, non specialistico, programmaticamente chiaro e alla portata di tutti. Anche, poniamo, di una ragazza delle scuole superiori senza alcuna nozione di filosofia. Il saggio che fanciulle come Karima o Maristelle potrebbero (e dovrebbero, negli auspici redentori della sua Autrice) leggere e capire senza difficoltà facendosi la french manicure.
Il secondo è che, incontestabilmente, parte con pragmatismo da problemi reali, quelli accennati nell’introduzione: disparità salariali, mancanza di pari opportunità, enormi carenze del welfare. Pregi che tuttavia non ne compensano le lacune: in primo luogo un impianto generale dispersivo, disarticolato, basato su affermazioni apodittiche, generalizzazioni, banalizzazioni, spesso lasciate indimostrate, e a fronte di pochissimi dati statistici. Il che, da parte di una filosofa, lascia quantomeno perplessi. In secondo luogo, il saggio appare pleonastico rispetto a testi già ampiamente diffusi come Il secondo sesso, Dalla parte delle bambine e i documentari Il corpo delle donne e Videocracy – Basta apparire.
Infine il libro promette e non mantiene, a partire dal sottotitolo (Perché l’Italia di oggi offende le donne). Se si dichiara di voler dimostrare che un determinato Paese tratta le donne in modo più offensivo degli altri, non si può poi, per la quasi totalità dei capitoli, dissertare di fatto di problemi comuni alle donne di tutto il mondo, o addirittura molto più gravi altrove.
A meno che il sottotitolo non sia stato imposto all’Autrice dall’editore italiano (Mondadori: honni soit qui mal-y pense!), ma il risultato non cambia. Abbiamo sempre una filosofa che sceglie di fare filosofia e sociologia nello stesso libro, e le fa in modo frammentario, superficiale e al di sotto dell’importanza dei temi che ha deciso di trattare.

CAPITOLO 1 – Che cos’è una donna
Rinfrescata sulle principali teorie femministe circa l’identità femminile. Utile per chi, come me e molti miei coetanei o più giovani, non conosce direttamente i testi sacri del femminismo.

CAPITOLO 2 – C’era una volta la clandestinità
Inizia ponendo l’accento su una criticità reale (le assurde, estenuanti polemiche italiane al momento dell’introduzione della pillola abortiva RU486), ma poi prosegue confrontando le varie posizioni etiche sull’aborto, senza dire nulla di nuovo. E ricordiamo (lo ricorda l’Autrice stessa) che negli Usa la violenza degli antiabortisti è ben più pericolosa che da noi.

CAPITOLO 3 – Ogni donna è madre
A parte l’annosa questione delle vergognose carenze del welfare italiano per la madre e per la famiglia (che vengono appena accennate), a parte che non a tutte le donne interessa la maternità e si sarebbe potuto approfittare per discuterne, il capitolo tratta in realtà la tematica dei pro e contro della maternità, dalla donna-vaso dell’antica Grecia, alla maternità sacralizzata del Cattolicesimo, al femminismo. Interessante, ma siamo di nuovo fuori tema.

CAPITOLO 4 – Madonne e puttane
Ove si passa da una (bella) canzone di Jovanotti alla (tuttora valida per molti uomini) teoria freudiana della doppia morale.
Continua però a restare indimostrata la presunta specificità dell’offesa italiana alle donne, e per di più si tira in ballo un concetto alquanto superato della pornografia: quella dove la donna è sempre e solo oggetto, ricettacolo passivo, “Afrodite volgare”.

CAPITOLO 5 – Non ho fiducia in me
Lo sconcerto cresce. Ovviamente ha ragione la Marzano nel sostenere che l’autostima [come il coraggio di don Abbondio] se non ce l’hai, nessuno te la può dare; e capisco che sia sconvolgente vedere i suoi tesisti maschi sempre convinti di aver scritto tesi geniali, e le tesiste che di norma si svalutano. Però sembra di leggere il bignami di Dalla parte delle bambine, quindi che bisogno c’era? E poi dubito fortemente che l’autostima sia prerogativa di tutti i maschi e il suo contrario appannaggio di tutte le donne.
Soprattutto nelle bambine di oggi, ma anche tra le adolescenti e oltre, a ben guardare, personalmente vedo sempre più assertività, sfrontatezza, coraggio, fino agli estremi dell’arroganza e del bullismo fisico o psicologico, nonché alla manifestazione più ridicola dell’essere umano: quella del non dubitare mai di sé e di essere dalla parte della ragione. E intanto, dell’Italia non si è parlato.

CAPITOLO 6 - Malessere nell’adolescenza
Un capitolo di enorme vaghezza, senza una tesi che sia una, pura fenomenologia, con la ciliegina sulla torta de La pianista della Jelinek. Si intuisce sempre più che il saggio è indirizzato a un target ben preciso; le adolescenti.

CAPITOLO 7 – Fashion dolls: piccole donne crescono
Pertinente, ma non apporta nessunissimo elemento di novità rispetto al documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo, che infatti cita.

CAPITOLO 8 – Cercasi amore disperatamente
Dove si cerca di riassumere in tre pagine che cos’è l’amore. Siamo alla follia! E, ancora una volta, l’argomento non c’entra nulla con il titolo, visto che fisiologia e patologia dell’amore, come rammenta saggiamente l’Autrice stessa parlando di gay, non risulta siano mai stati privilegi di un sesso o di un orientamento sessuale.

CAPITOLO 9 – Quello che la pornografia non insegna agli uomini
Uno dei capitoli più deboli, che amplia una tesi già accennata nel cap. 4. Se le riflessioni sulla caduta del desiderio mi trovano sostanzialmente d’accordo, il resto lascia perplessi.
La Marzano ignora del tutto, nella sua disamina, l’esistenza di una ricca letteratura erotica e pornografica (narrativa e saggistica) scritta sia da uomini che da donne, della quale le donne sono sempre più volonterose fruitrici. Così come ignora tutte le altre forme non cinematografiche di pornografia: le chat line, il sesso telematico, i fumetti... Tutto materiale moralmente condivisibile o meno, ma esente dalla violenza spesso presente nel cinema porno.
Settore che poi non è affatto monopolio maschile, né nella domanda né nell’offerta, vista la nascita negli ultimi anni di prodotti esplicitamente pensati dalle donne per le donne, ad opera di registe come la svedese Erika Lust, l’inglese Anna Span, la francese Virginie Despentes, l’italiana Monica Timperi e molte altre.

CAPITOLO 10 - Il declino dell’impero patriarcale
A pag. 87 leggiamo finalmente qualcosa di pertinente all’oggetto del saggio; pertinente e sacrosanto, sia chiaro. Si parla qui di stupro e di violenza domestica. Si cita qualche magra statistica e compare una dichiarazione di Berlusconi del 2009 rilasciata all’indomani di alcuni gravi casi di stupro a Roma; una delle tante dichiarazioni becere del nostro (“Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze”) tanto per misurare la distanza tra il problema e il governo.

CAPITOLO 11 – Quell’uomo ci offende
Collegato organicamente al cap. 7: si parla ovviamente del noto insulto berlusconiano alla Bindi e del conseguente appello lanciato dall’Autrice e da altre intellettuali per la dignità della donna.
Tutti concetti sottoscrivibili, e finalmente siamo in tema, ma il saggio ne avrebbe guadagnato in incisività se fossero arrivati prima e se fossero stati approfonditi. Snocciolati così, sembra di leggere la riduzione su carta de Il corpo delle donne (e dàgli).

CAPITOLO 12 – Maschi e femmine: trans della discordia
Personalmente non mi ha svelato nulla di nuovo, ma ben venga un ripasso. Solo che non c’entra nulla con la presunta oppressione delle donne italiane, se prescindiamo dal richiamo, ormai folkloristico, al caso Marrazzo.

CAPITOLO 13 – Il soffitto di cristallo: scacco matto sul lavoro
Sarebbe anche utile, ma nello specifico, alla situazione italiana non fa che deboli accenni. Approccio superficiale, carenze di dati, e infine la proposta di soluzioni di desolante astrattezza (la “solidarietà femminile”, il “fare rete”).

CAPITOLO 14 – Bisturi, bisturi delle mie brame
In teoria è tutto condivisibile; in pratica lo si legge con un fastidioso senso di già sentito e di banalizzazione un tanto al chilo (di silicone).

CAPITOLO 15 – Mia madre ha sessant’anni
Complementare al cap. 14, si propone di infondere buonsenso e saggezza nell’accettazione dei naturali processi d’invecchiamento. Tanto varrebbe rileggere La seconda metà della vita di Germaine Greer.

CAPITOLO 16 – Streghe e virago
Desolante e inspiegabile fritto misto di psicanalisi, storia della stregoneria occidentale, Il diavolo veste Prada e gli Amici di Maria De Filippi.

CAPITOLO 17 – Burqa & the city
Per fortuna la Marzano è troppo intelligente per prendere una posizione netta su questioni così scottanti come laicità, velo e compagnia bella. Uno dei pochi capitoli utili e pertinenti.

CAPITOLO 18 – Il “gene” dell’indignazione morale
(Ma esistono altri tipi di indignazione?) Gran finale dalla struttura retorica classicheggiante con prevedibile appello al riscatto del secondo sesso. Si premette che non esiste una superiorità morale della donna, si enumerano grandi esempi storici di coraggio, eroismo e umanità al femminile, infine si esortano le donne italiane al risveglio morale e a una sorta di Risorgimento dell’Etica Perduta.
Io a cotanto finale non so come rapportarmici.

Mi spiego: avendo buona memoria per le cose che contano, sono strasicura di non essermi mai venduta, prostituita, asservita ad alcun potere maschile in quanto maschile, se non per libera scelta amorosa. Faccio parte di quei milioni di donne italiane che lavorano, si mantengono, tengono la schiena dritta per istinto naturale e si indignano (anche quando arriva il momento in cui ti stomaca persino la tua stessa indignazione). Sono consapevole che, sia per ragioni estetiche, sia anche per ragioni di tempismo, opportunità, opportunismo e ambizione, non diventerò mai ministro dell’Ambiente né tantomeno del Turismo o delle Pari Opportunità. Ma, seriamente, non ho mai ambito a una carriera così gloriosa, né nel pubblico né nel privato, non ne avrei la tempra psicofisica, dunque mi va benissimo così.
Continuerò ad indignarmi quando serve, perché, senza alcun merito, è nel mio dna. E sarò contenta se questo libro sarà servito a cambiare, prima che le leggi, i comportamenti, come ricordava Montesquieu, opportunamente citato dalla Marzano.
Ma il timore è che letture come questa saranno patrimonio solo di chi gli anticorpi se li è già fatti, di chi non ne aveva seriamente bisogno. E sarà stato uno sforzo lodevole ma sprecato, allora.
Profile Image for Alisea.
499 reviews13 followers
January 17, 2014
Un saggio scritto con un linguaggio semplice ed immediato, nel quale si ripercorrono brevemente gli eventi e i principi salienti che hanno fatto la storia del movimento femminista fino ad uno sguardo dolorosamente vero ai giorni nostri passando per l'illusione delle pari opportunità, la pornografia e la quotidiana mercificazione dei corpi, l'aborto, il modello femminile del tipo "sii bella e seduci", fino alla violenza.

"Mi sembrava doveroso esprimermi, non solo in quanto filosofa, ma anche in quanto donna, per mostrare a tutte coloro che cedono alla tentazione della rassegnazione e dello sconforto che il ragionamento e la riflessione possono rappresentare delle armi efficaci e potenti, tanto per riappropriarsi della propria vita, quanto per non permettere a nessuno di umiliarle o farle tacere."

e ancora:

"Quante adolescenti hanno gli strumenti critici necessari per decostruire le immagini e i discorsi che arrivano loro attraverso la televisione e la pubblicità?"
Un saggio per rendersi conto che il cammino da percorrere è ancora lungo.
Ed è tutto in salita.
Profile Image for Vito.
186 reviews12 followers
March 9, 2011
Essendo un libro di divulgazione e non un approfondimento gli argomenti trattati sono tanti e diversi, tutti ruotanti attorno alla figura femminile in Italia e (in parte) nel mondo, tutti illustrati con chiarezza e concisione lodevoli.
Nonostante questa concisione, però, non mancano i j'accuse, nei confronti della società, degli uomini o di singoli individui, così come qualche stoccata diretta agli uomini della politica italiana, tristemente nota per il suo irriducibile machismo.

Interessante e doloroso, questo libro è un'ottima ricapitolazione della condizione della donna in questo nostro disastrato Paese.
Profile Image for Collezionedistorie.
325 reviews13 followers
August 15, 2017
Propedeutico
Informazioni di base per avvicinarsi al tema delle rappresentazioni femminili nelle loro più diverse declinazioni: la pornografia, la televisione, le discriminazioni sul lavoro, in famiglia e così via. Diciamo che per chi si è già avvicinato al tema, non è un testo approfondito. Per chi invece cerca un modo poco impegnativo per accostarvisi, è ottimo: molte citazioni letterarie, lei è una filosofa e sa raccontare molto bene, non cade mai nel sensazionalismo.
Profile Image for Elalma.
903 reviews102 followers
June 16, 2012
Apprezzo la volont� di non fare un saggio troppo specialistico o con un linguaggio difficile, in modo da essere accessibile alla maggior parte di gente possibile, grazie anche al bellissimo titolo ad effetto, per� mi aspettavo di pi�. Avrei desiderato maggior documentazione o bibliografia, e soprattutto maggiori idee per riuscire ad arginare il problema.
Profile Image for Mirrordance.
1,694 reviews88 followers
December 6, 2022
Un libro in qualche modo incompiuto, troppo didattico e didascalico. la necessita' di scrivere un testo divulgativo e non tropo specialistico rende a tratti questo libro frammentato e superficiale. Provoca, lanci lo stimolo e la sfida ma non conclude.



Profile Image for Svalbard.
1,142 reviews67 followers
November 22, 2020
Devo dire che mi aspettavo qualcosa di più, da questo libro, di una raccolta di mini-saggi relativi a un'ampia serie di problematiche sul ruolo e la visione della donna nella società contemporanea; non è che non siano interessanti, o che dicano cose sbagliate, tutt'altro. Ma pensavo a una disamina articolata e approfondita della visione berlusconica della donna nell'Italia d'oggi, soprattutto dopo aver letto, della Marzano, il causticissimo saggio "Estensione del dominio della manipolazione" che parlava di quanto la cosiddetta "cultura manageriale" abbia pervaso le nostre vite e sia diventata l'unico aberrante modo di pensare i rapporti lavorativi, e non solo quelli. Tutto sommato, rimanendo sugli argomenti di cui qui si parla, ho trovato più approfondito e stimolante "Ancora dalla parte delle bambine" di Loredana Lipperini. Senza nulla togliere alla Marzano, ovviamente. Che, bisogna anche dire, in questo libro si "espone" un pochino di più, dismettendo l'abito dell'intellettuale tutta d'un pezzo per far sentire un po' di più la sua vita e i suoi sentimenti. Due osservazioni finali: la prima, è curioso il fatto di pubblicare un libro che vuole essere contro un certo tipo di cultura e chi la veicola, da Mondadori, di cui ben sappiamo di chi è la proprietà. La seconda: la Marzano si definisce, o viene definita, una filosofa. Lasciando da parte ciò che significhi questo (forse in Francia ha un significato diverso che da noi, qui si direbbe sociologa, studiosa del costume o che altro) bisogna dire, a suo merito, che la sua scrittura è enormemente più semplice e comprensibile di quella di Kant, Hegel, Nietzsche e tutta quella gente lì.
Profile Image for Terra.
1,235 reviews11 followers
December 22, 2024
"da troppo tempo l'italia assiste impotente e impassibile all'umiliazione femminile. la donne, ridotta a corpo giovane e seducente, ha sempre più difficoltà a esistere in quanto altro che semplice corpo". questo denuncia l'autrice nel capitolo "quell'uomo ci offende" - dove "quell'uomo" è facilmente identificabile.

bene, un libro di denuncia scritto da un'italiana che vive in francia e guarda agli avvenimenti dal di fuori, più o meno, avendo anche utili termini di confronto. una denuncia ben fatta, ben scritta, ben documentata, dove trovano posto chiarimenti ancora necessari come questo:

"l'obiettivo della donna non è quello di dominare l'uomo, dopo essere stata dominata per secoli, ma di lottare perché si esca progressivamente da questa logica di dominio"

e questo:

"la donna, per natura o per essenza, non è proprio nulla. non è naturalmente gentile, dolce, materna, fedele. esattamente come non è naturalmente perfida, libidinosa o pericolosa. la donna è senz'altro diversa dall'uomo. non per questo, però, è destinata a essere il suo esatto contrario".

insomma tutto molto corretto e preciso. quello che manca è una proposta che non sia, semplicemente e semplificando, arrabbiamoci. chi legge questo libro probabilmente cova già la sua quota di rabbia e si aspetta qualcosa di più.
Profile Image for Liliana.
207 reviews3 followers
February 28, 2021
Una scrittura semplice e alla portata di tutti in cui però non ho trovato niente di nuovo. Un aspetto positivo è forse il fatto che, vivendo l'autrice in Francia, è riuscita a mettere a confronto la realtà italiana con quella d'oltralpe, anche se, purtroppo, solo superficialmente.
Profile Image for Ilaria.
7 reviews
October 9, 2021
Se letto nel 2021 non può che risultare estremamente datato in alcune parti.
Profile Image for Sara Bovo.
53 reviews4 followers
July 5, 2021
Da tempo ero incuriosita da questo titolo e così, anche in luce della stima che provo per l'autrice, mi sono finalmente decisa a leggerlo.

Questo saggio di Michela Marzano è di impronta femminista e racconta le discriminazioni subite dalle donne, in particolare nell'Italia di oggi. Con l'impiego di uno stile semplice, l'autrice vuole incoraggiare i lettori a prendere coscienza sul tema e farsi protagonisti di un cambiamento sociale volto ad una reale (e non solo millantata) parità tra i sessi.

La prosa scorrevole della lettura e le dimensioni ridotte del libro potrebbero far pensare che la Marzano affronti il tema della discriminazione di genere in maniera semplicistica, riduttiva o affrettata. In realtà, come spiega l'autrice stessa nell'introduzione del libro, la scelta di un stile approcciabile e non accademico è deliberata. L'autrice infatti vuole che il messaggio giunga al pubblico più vasto e che fornisca adeguati strumenti per sviluppare un pensiero critico. E' vero, forse, che il libro non dice nulla di nuovo. Non per questo però il messaggio è da svalutare.

Probabilmente questo saggio è poco adatto per coloro che già conoscono molto dei temi femministi. Di fatto, però, sii bella e stai zitta è un libro di cui c'è tuttora un gran bisogno per analizzare e sconfiggere le dinamiche di oppressione che ancora imprigionano le donne.

Semplice, ma non scontato. Né irrilevante.
Profile Image for Astrea.
45 reviews
July 15, 2021
La descrizione delle tante e comuni discriminazioni che le donne subiscono nel quotidiano. La consapevolezza non basta. Manca la soluzione.
Displaying 1 - 19 of 19 reviews

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