Attraversando i labirinti narrativi di Thomas Pynchon, Don DeLillo e Paul Auster, "Paranoia Blues" ricostruisce la fisionomia di una cultura statunitense segnata dalla nevrosi, nel corso della seconda metà del Novecento. Trame letterarie e trame extratestuali diventano così gli ingredienti di base di un intrico ermeneutico che sia la letteratura highbrow sia la lowbrow ripropongono come paradigma di una condizione sociale patologica e paradossale ad un tempo. Nel recepire l’esigenza di nuove strategie interpretative, Paranoia Blues esplora la specificità della temperie letteraria postmoderna trasformando l’apparente irrazionalità di alcuni suoi assunti in originale pretesto di lettura.