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Che cosa spinge il quarantenne, protagonista di questo straordinario romanzo, ad affidare la propria vita all'amica Beatrice, una donna dalle relazioni pericolosamente potenti? Desiderio o disperazione di poter dare alla propria esistenza una svolta definitiva? Inseguito da un poliziotto in borghese e perseguitato da misteriose telefonate, il protagonista, di cui non sapremo mai il nome, sarà guidato dalla sua complice in un cammino di perversioni prestabilite, in un universo di allucinati esperimenti, le cui motivazioni resteranno ambigue. Perché, se è vero che l'erotismo è l'approvazione della vita fin dentro la morte, l'esperienza sessuale oggi appare come minata dalle infinite suggestioni dei media che sembrano affievolire la sua minacciosa attrattiva, non certo la sua distruttività. È per questo, forse, che la vicenda è immersa in uno scenario apocalittico, una Milano straniata nei cui centri vitali stazionano militari e carri armati, e dovunque, da grandi schermi televisivi, l'immagine dittatoriale di un presidente incombe, mentre si organizzano moti di piazza e gruppi di resistenza via Internet. Su questo sfondo, l'uomo inizia la sua discesa nei meandri del sesso, alla ricerca di un'identità che il denudamento di ogni difesa psichica o morale rivela a poco a poco. Come avventurose e angosciose sperimentazioni dell'essere e del corpo, si alternano la giocosa frenesia orgiastica di tre bellissime fanciulle e il sadomasochismo di un rapporto schiava-padrone, l'inattesa serenità di un incontro omosessuale e la violenza di due gemelle seviziatrici. Niente verrà risparmiato al lettore di questo sconvolgente itinerario in un crescendo martellante di sorprese, fino all'incredibile colpo di scena finale. In un linguaggio di esattezza adamantina, sinuoso insieme e lieve, Raul Montanari ha scritto un romanzo di sulfurea verità, una narrazione sofferta ed esplosiva, su cui sono incisi gli incubi e i sogni di una generazione e del nostro tempo.

266 pages, Paperback

First published January 1, 2001

10 people want to read

About the author

Luciano Ligabue

19 books36 followers
Luciano Riccardo Ligabue, noto con il solo cognome Ligabue (Correggio, 1960), è un cantautore, chitarrista, regista, scrittore, sceneggiatore e produttore discografico italiano.

Luciano Riccardo Ligabue (born 13 March 1960), commonly known as Ligabue or Liga, is an Italian singer-songwriter, film director and writer.
Ligabue was born in Correggio, in the province of Reggio Emilia (Emilia-Romagna in northern Italy). Before becoming a successful singer, he held various jobs, working in agriculture and in factories. He entered the music world in 1987 when he founded the amateur band Orazero. For this band, he wrote several original songs, with which they participated in several local and national contests. The following year his fellow Emilian singer-songwriter Pierangelo Bertoli was the first to discover Ligabue's writing talents, and included one of Ligabue's songs, "Sogni di Rock'n'Roll" ("Rock n roll dreams"), in his new LP.

The following year Bertoli introduced him to producer Angelo Carrara, to finish an LP of his own, Ligabue, which was released in May 1990. Ligabue soon gained fame as one of the most successful Italian rock stars, finding fans mainly among younger audiences. His most famous hits include Balliamo sul mondo (Let's Dance on the World), Ho perso le parole (I've lost words) and the most successful of all, Certe Notti (Certain Nights), inspired by the Pier Vittorio Tondelli's controversial novel Altri libertini which was voted as "Italian song of the 1990s" in a poll held by a popular music magazine. He also collaborated with another famous singer-songwriter, Francesco Guccini, who also had a part in Ligabue's first movie.

Ligabue directed his first movie, Radiofreccia, in 1998, a semi-autobiographical story of a local radio station. Critics acclaimed it as surprisingly well shot for a newcomer, and the film received three David di Donatello Awards (the highest award in Italian cinema). He also composed the soundtrack. Four years later he shot Da zero a dieci ("From Zero to Ten"): however, it was not as well-received as the first work, by both critics and fans.

Ligabue has also published a short story collection, Fuori e dentro il Borgo ("In and out the village"), which won several literary awards, a science fiction novel La neve se ne frega ("Snow doesn't care") (2005), and collections of poems Lettere d'Amore nel frigo ("Love Letters in the fridge") (2006).

He considers himself a "believer", even if he shows strong criticism towards the traditional teachings of the Catholic Church.

In the 1980s Ligabue was a member of the communal council of his native Correggio, elected for the Italian Communist Party. Though he no longer assumes a public high-level political position, Ligabue, together with Lorenzo "Jovanotti" Cherubini and Piero Pelù, released in 1999 the single Il mio nome è mai più ("My Name Is Never Again"), a song against the Kosovo War to collect funds for the Italian NGO Emergency.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,467 reviews2,441 followers
November 21, 2023
D’ANNUNZIO, LIALA E EVOLA ASSUNTI PER PLAYSTATION

description
Questa e altre immagini che seguono sono tratte da A Serbian Film di Srdjan Spasojevic, del 2010, film al quale ho pensato spesso leggendo questo romanzo e del quale non consiglio la visione.

Un uomo di 38 anni programma i suoi ultimi dieci giorni prima del suicidio: vende casa, ritira tutti i soldi, e spende ogni cosa per provare emozioni forti prima della dipartita.
Per lui le emozioni forti consistono nel sesso senza limiti: esperienze sessuali per le quali è disposto a spendere tutto quello che ha, e alle quali è disposto a dedicare i suoi ultimi dieci giorni di vita. Sesso, sempre a pagamento: con la star televisiva, in gruppo, in gruppo omosessuale, sadomaso, con tortura, con ausilio di droghe sofisticate…
L’uomo non ha nome, ma tutti lo chiamano per nome. Vezzo o esigenza narrativa?
L’amica che gli organizza e rende possibile il programma (con cura e sapienza sopraffina), invece viene nominata molto spesso: si chiama Béatrice, e per tutto il tempo mi sono chiesto come pronunciare (anche qui la domanda è: vezzo o esigenza narrativa?). Béatrice è bellissima e perfetta come tutte le donne e gli uomini che il nostro si porta a letto. I suoi preferiti sono la stessa Béatrice, una quindicenne e Bruno, aristocratico polacco.
L’uomo paga e seduce, tutti cascano ai suoi piedi, lo cercano di nuovo, gli si concedono di nuovo a gratis.

description
Film che si nasconde dietro un dito - le violenze esibite rappresenterebbero quelle imposte dal governo serbo al suo popolo - per mostrare autentica sgradevole repellente pornografia.

Mi sono chiesto in cosa risiedesse il suo irresistibile fascino, dato che invece a me lettore è parso terra terra: prende le mosse da un progetto nobilissimo, morire richiede il coraggio che richiede vivere, ma quello che vuole portarsi dietro nella tomba è sesso mercenario di natura fortemente coercitiva e maschilista – apostrofa le sue partner con termini di bassa lega, usa le mani, è arrogante e aggressivo.
Tutto sommato, è piuttosto stronzo, un uomo senza qualità, nel vero senso della parola, senza alcun riferimento al capolavoro di Musil.

O come direbbe chi si esprime ben meglio di me (Aldo Busi, autore anche della frase che ho usato come titolo):
l'io narrante le proprie gesta di apparente autodistruzione è personificazione aggiornatissima, anzi, divinante icona del tipico nichilista flippato pregno di autostima e danè e, in percentuale, del relativo disprezzo per il mondo, così cattivo, e per la vita, e la sua voce è una variante di quella, propagandistica, tanto cara al Ventennio, e oltre, che si vantava di andare "a cercar la bella morte" - talvolta, purtroppo, senza mantenere la parola.

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Poi, leggo le interviste a Montanari e apprendo che è tutto voluto:
Il romanzo è un'escursione schietta nell'immaginario erotico maschile. L'approccio è sincero, non sessista ma con una punta di male-pride che molti narratori sembrano aver sconfessato perché politicamente scorretto. Il protagonista non comprende nulla o quasi delle donne e del mondo che lo circonda, gli squilli di telefono a vuoto che riceve per tutto l'arco della narrazione sono palesi testimonianze della frattura che c'è tra lui e il mondo.

Purtroppo, a me quello che appare più palese è che le buone intenzioni sono rimaste nel cassetto (o nella tastiera, o nella mente di Montanari): io mi sono ritrovato tra le mani una lettura noiosina, trascinata, ripetuta, non esaltante né nello stile né nell’approccio.

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A condire, Montanari ambienta in una Milano distopica con polizia ed esercito a ogni angolo di casa e strada, governata da un misterioso Presidente dittatore che veste in doppiopetto (chissà chi è il riferimento), che si vorrebbe spacciare per un incrocio tra Blade Runner e Buñuel, ma sembra soprattutto descritta con scarsa fantasia e senza ricerca.

Poi c’è la scena dei moti di piazza e il pensiero corre al G8 di Genova, e siccome questo romanzo è stato pubblicato proprio nel 2001, o Montanari ha aggiustato al volo sull’onda di quanto accadde a luglio, oppure ha saputo davvero inventare e anticipare, e allora chapeau.
Chapeau anche alla scena di erotismo omosessuale, dove Montanari dispiega il suo momento più felice.

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Per aggiungere altro condimento, l’uomo senza nome ha perso moglie e figlia in un incidente anni prima.
Le mie condoglianze a lui ma i miei vivissimi complimenti a entrambe , che così si sono risparmiate un simile marito e padre, chiosa Busi.
E chissà, forse a questo sono dovuti i suoi attacchi di panico, ormai come la sindrome bipolare e quella di Asperger, diventati come il prezzemolo.

Ci si imbatte in riferimenti colti tipo:
Nessuna traccia dei grossi pesci che nella bella stagione pinneggiano solenni; viene da domandarsi dove vanno a nascondersi, d'inverno, chiaro che la mente corre (più) felicemente a Holden Caulfield.
Ma più spesso vincono i riferimenti da video hard.

Però, questo libro ha generato una mitica recensione apparsa sul Manifesto del 18 dicembre 2002 a firma del sopra citato Aldo Busi che da sola aggiunge una stella al mio gradimento:
http://www.sparajurij.com/tapes/devia...

description
PierPaolo Pasolini: Il fiore delle Mille e una notte, 1974
Profile Image for Grazia Palmisano.
346 reviews9 followers
February 19, 2024
Un libro particolare che ha dentro molte storie anche se di base è una sola. Molto impegnativo in alcuni punti per le scene forti, a tratti così forti che ho dovuto lasciar trascorrere del tempo prima di riprendere a leggere. Al termine della storia però si ha una sensazione strana, di sollievo per le traversie da cui si è usciti e di incertezza su come procederà fuori dalle paludi finali. Una storia non facilissima da leggere, che pure è riuscita a coinvolgermi perfino quando diventava respingente. Ha dentro quella che io chiamo onestà dello scrittore, quella capacità di scrivere la storia così com'è, anche se potrà sconcertare il lettore, la capacità di lasciar esprimere i personaggi per quello che sono, anche se al lettore potrebbero piacere in un altro modo. Raul Montanari l'ho scoperto col romanzo La perfezione e ogni volta che lo leggo ritrovo quel senso di onestà non così facile da trovare e che forse con questa parola non rendo nemmeno bene. Dire che la storia mi sia piaciuta, ora come ora, forse no, è stata faticosa. Ma è stato tempo ben speso per quello che mi ha lasciato a fine lettura.
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