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Qui pro quo

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Libro usado en buenas condiciones, por su antiguedad podria contener señales normales de uso

142 pages, Hardcover

First published January 1, 1991

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About the author

Gesualdo Bufalino

48 books79 followers
Gesualdo Bufalino (Comiso, Italy, November 15, 1920 - June 14, 1996), was an Italian writer. Born in Comiso (Sicily), he studied literature and was, for most of his life a high-school professor in his hometown. The time spent in an hospital for tuberculosis immediately after World War II provided the material for the novel Diceria dell'untore (The Plague Sower), that, begun in 1950, would be published only in 1981, when, at the age of 61, his friend and celebrated writer Leonardo Sciascia discovered his talents. In 1988, the novel Le menzogne della notte (Night's Lies) won the Strega Prize. In 1990 he won the Nino Martoglio International Book Award. In his native town the Biblioteca di Bufalino ("Bufalino's Library") is now named after him.

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5 (3%)
1 star
2 (1%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Post Scriptum.
422 reviews120 followers
January 21, 2018
Ho scoperto un nuovo (e s-folgorante) colore: il giallo Bufalino.

Affermava lo scrittore: “Dev’essere una sindrome di colpevolezza. Appena finisco di scrivere un libro, penso subito a giustificarmene. Stavolta no. Troppo evidente è che è scritto per gioco; ghiribizzo, capriccio, passatempo, scommessa. Non nasconde nulla. È un ghiribizzo mentale”.

Il castigo del marmoreo Eschilo s’abbatte sull’editore (di gialli) Medardo Aquila. Ironia della sorte!, pensare che un’aquila, all’epoca, scambiando l’antico drammaturgo per un masso, l’aveva freddato fracassandogli sul cranio una testuggine.
Il trapassato Medardo, anticipando il truce fattaccio, aveva redatto delle epistole per guidare le indagini future. Guidare. Si fa per dire. Aquila di nome e di fatto.
Tutti gli invitati/attori, ospiti prigionieri delle Malcontente, sfilano sul palcoscenico della residenza balneare dell’estinto. Ognuno ha la sua parte. Soprattutto lei, Esther Scamporrino, alias Agatha Sotheby, voce narrante, aspirante scrittrice, nonché segretaria dello scomparso al quale aveva da poco sottoposto il suo inedito, intitolato Qui pro quo. Lei, delusa e rancorosa, non resiste tuttavia a promuoverlo, da “pagliaccio” a “caro pagliaccio”, grazie a un “codesto” anziché “questo” in chiusura di missiva. Ché lo stile fa la differenza.
Si srotolano parole e dubbi. S’indaga sul luogo del fattaccio disseminato d’innumerevoli rimandi e citazioni da scoprire.

Narrazione dell’in-concludenza, divertissement che non manca di riflessioni.
Un romanzo-medicina. Ha fatto bene a lui, così come lo fa a noi.
Ah!, che bel leggere!

P.S. Bufalino, perdona, lo so che non è responsabilità tua. E chissà come t'incazzeresti se leggessi.
Riporto: (e potete controllare da voi l'anteprima su amazon)

"Il libro racconta un mistero: la morte di un editore, dovuta non si sa se a frode o a disgrazia, nella sua casa delle vacanze. Ne segue un indagine che chiama in causa tutti gli ospiti in prima persona.
Finché la sua segretaria, una nubile di poche grazie e di molte virtù, risolve o crede di risolvere il caso"

Scivolare su un apostrofo, così, in apertura. Che torto a Gesualdo!
Profile Image for Evi *.
395 reviews308 followers
October 17, 2017
Leggo Bufalino e la mia lettura si fa lenta, come quando ho a che fare con esperienze belle e non immediate, le sue sono parole da inseguire, non si fanno facilmente afferrare, leggo una frase e subito dopo la rileggo e ancora dopo una pagina torno indietro e la rileggo di nuovo perché della sua prosa non voglio perdere nemmeno un accento, e un testo che si beve in due ore io l’ho letto in una settimana.

La sua è una scrittura raffinata, colta e vetusta con una sintassi inconsueta e non lineare: soggetti, complementi, attributi si ribellano e non vogliono stare al posto loro abituale.

Ah, dimenticavo questo romanzo è, tra le altre meraviglie, un giallo… e pare che l’autore fosse un fine e appassionato intenditore del poliziesco, conoscendone in modo preciso i meccanismi.

In apparenza parrebbe quindi avere voluto fare un innocente divertissement migrando in un genere per lui insolito, ma ciò che sembra essere una innocente evasione, vestita del suo stile elegante e dell’anelito metafisico che accompagna i suoi scritti, si rivela essere una operazione isolata ma riuscitissima.

Dalla volta celeste, sterminato coperchio che al modo d’un fazzoletto quattro cocche tenevano rigido e teso, nessun sollievo per gli occhi, ma piuttosto l’impressione non so come altro chiamarla, ch’essa potesse all’improvviso, attraverso uno screzio o lapsus di nuvola dissuggellarsi e svelare – per un attimo, un attimo solo – l’inguardabile faccia di Dio

Profile Image for  amapola.
282 reviews32 followers
August 8, 2018
“Oggi la ragione vince le scaramucce, ma perde le battaglie”

Un poliziesco, ma non un poliziesco qualsiasi.
“Ho scritto questo romanzo durante una mia recente malattia. L'ho usato come giocattolo e come medicina”, ci avverte Bufalino.

Si tratta quindi di un raffinato divertissement intellettuale, un libro disseminato di riferimenti colti e citazioni letterarie.
L’impianto è quello classico, alla Agatha Christie (un gruppo di persone legate da sentimenti e risentimenti, isolate in un posto di mare: uno di loro è il colpevole, un altro la vittima), ma lo svolgimento è molto diverso, fino a giungere alla conclusione (o in-conclusione, come la definisce l’autore) che, beffandoci, ci priva della rassicurante certezza finale: giunti all’ultima pagina comprendiamo che l’ordine ricostituito con la scoperta del colpevole è precario, forse è falso, forse la verità è un’altra e noi non la scopriremo mai.

Dice Bufalino: “Ho voluto togliere la sedia da sotto il sedere dei miei giudici, ma l'in-concludenza è anche il riflesso speculare dell'ambiguità della vita e della natura mobile della verità”.
E ancora: “Si potrebbe asserire che la vita ripete la dialettica del romanzo poliziesco, e che questo a sua volta riassume in sé e cancella tutti i generi letterari. In molte manifestazioni della nostra vita, così come nel romanzo poliziesco, c'è uno scandalo iniziale che turba l'equilibrio preesistente, a questo scandalo segue una tensione che sfocia in un appagamento finale e nella ricostituzione di un ordine. E' una recita in tre tempi dove si cerca di scongiurare un'angoscia verificandola o, se questo non è possibile, almeno falsificandola”.

Dunque il giallo come paradigma dell'esistenza umana e perciò, come tale, non può offrire né soluzioni durevoli, né finali pacificatori.

(Nota Bene: durante la lettura potrebbe tornare comodo avere un vocabolario a portata di mano)
Profile Image for Dimitri.
176 reviews72 followers
May 19, 2020
“Eccoti un soggetto dal vivo, servito caldo. Potresti intitolarlo: La pagliacciata. Poiché questo è un delitto da circo equestre, turgido, tragibuffo, tragidrammatico … Ricco d’imperfezioni, moschecieche, colpi di sponda, sassi che ricascano sulla testa di chi li tira …”

Scritto da un appassionato lettore di gialli per curarsi, come riporta il bugiardino sulla quarta copertina, il romanzo, raffinato e divertente, scombina le regole del genere per far salire in cattedra l’In-concludenza, musa superstite della Finzione. Alle Ville, venetamente dette “Le Malcontente”, all’interno di un paesaggio di mare si agitano con i loro qui pro quo le figure umane, così ridicole e così piccole al cospetto della natura.

Or tuttavia, ai due specchi opposti del mare e del cielo, e alle loro simmetriche cecità, la terra non cessava di opporre il suo disordine mite, il ventaglio delle sue deperibili, misericordiose parvenze.

Esther Scamporrino alias Agatha Sotheby, scrittrice di romanzi gialli mai pubblicati nonché acuta osservatrice nonché segretaria zitella dell’editore assassinato, indaga per trovare il colpevole all’interno di questo grasso alveare, o grappolo d’alveari, con più api regine, re, fuchi, graziose apuzze … un pascolo da mille e una notte per un’entomologa degli umani costumi.

Gran finale in autostrada, su una piazzola di sosta pensile sul mare.

Lidia Orioli si torceva dall’invidia, visibilmente: “Non ci credo, non ci credo! Questo, lo passerei per buono a malapena in un romanzo.”
“Ma siamo in un romanzo” allegramente ribattei.
Profile Image for Silvia.
304 reviews21 followers
July 21, 2024
Un giallo atipico, provoca uno smarrimento assoluto e grande delizia per la scrittura sublime di Bufalino.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
March 31, 2018
"Del resto, che altro facciamo, noi uomini, durante tutta la nostra vita, se non rispondere balbettando a una sfinge?" (p. 67)

"Preferii ritagliarmi dentro la Pozzanghera Universale il mio millimetro cubo pulito, per morirvi di frivolezza." (p. 135)
Profile Image for Chequers.
597 reviews35 followers
January 3, 2018
Mumble mumble, diceva Paperino, e lo dico anch'io pensando a questo libro di Bufalino, che l'ha scritto durante una malattia come dotta "ludica vacanza"
C'e' un cadavere, dei sospetti, un poliziotto che indaga ma e' la voce narrante che spicca, quella della zitella-segretaria-aspirante scrittrice che crede di risolvere il caso e finalmente "trovarsi un uomo" anche se solo per una volta (ha moglie e figli).
Una scrittura molto forbita (sia benedetto il dizionario del lettore digitale),o vetusta, come la definisce Bufalino, con un finale molto intelligente ma alquanto irritante:dipende molto da cosa si cerca da un "whodunnit", un finale filosofico od una spiegazione logica? Ma si puo' definire questo libro un "whodunnit"?
Assolutamente no, siamo anche noi testimoni del suo "delitto", come scrive Bufalino:

Lidia Orioli si torceva dall’invidia, visibilmente: “Non ci credo, non ci credo! Questo, lo passerei per buono a malapena in un romanzo.”
“Ma siamo in un romanzo” allegramente ribattei [...]
“Ghigo per impazienza arrivò troppo presto. D’altra parte è nei libri che tutto deve filare a puntino. Mentre la realtà può consentirsi il lusso d’essere incongruente...”
Lidia Orioli insorse: “Ma siamo in un libro! L’hai detto tu! Abbiamo dei doveri verso i lettori...”
“Io?!” negai spudoratamente. “E quand’anche, peggio per loro!”
Profile Image for Lucia.
237 reviews23 followers
March 11, 2017
Epistola all'autore

Vecchiaccio, furfante, erudito imbroglione!!!!!

Mi ingannasti con la tua pretesa di giuoco.
Mi illudesti che il tuo fosse un libro leggero, di svago, di rilassamento.


... Invece eccolo!!
Il solito capolavoro di ironia, arguzia, cultura e poesia, con una chiusura e ancora un'appendice che... No non posso dire altro, dico solo che " mi han fatto male eppure li ho graditi".
Anzi a dirla proprio tutta li ho amati visceralmente.

Evviva
"l'in-concludenza, musa superstite della finzione".


Profile Image for Pedro.
832 reviews334 followers
December 20, 2017
La secretaria de un hombre poderoso viaja con la comitiva de amigos a su Villa. Ocurre un homicidio, que investiga junto al inspector de policía, con la permanente sensación de nada es lo que parece. Un policial original y de agradable lectura.
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
August 16, 2021
Traggo questa nota dal sito della Fondazione Gesualdo Bufalino

"Bugiardino
Genere - Un’escursione domenicale nei territori del giallo: è quanto ha inteso concedersi Gesualdo Bufalino , tornando in libreria dopo una pausa di felice ma fallita “apartheid”. Il risultato è un’opera che corregge volentieri la passione col ghiribizzo, lo spirito di conseguenza con le fandonie dell’immaginario. Pagine da usarsi per giocattolo, dunque, ma dove s’avverte talvolta uno smarrimento. Come quando si vedono negli specchi d’un lunapark moltiplicarsi e contraddirsi le maschere della ragione.

Argomento – Conforme ai canoni, salvi gli arbitrii dell’ironia, il libro racconta un mistero: la morte d’un editore, dovuta non si sa se a frode o a disgrazia, nella sua casa delle vacanze. Ne segue un’indagine che chiama in causa tutti gli ospiti e che la vittima stessa, attraverso postume rivelazioni, sembra voler dirigere in prima persona. Finché la sua segretaria, una nubile di poche grazie e di molte virtù, risolve o crede di risolvere il caso.

Intenzioni – Curarsi scrivendo ma, fra i piaceri della scrittura, scegliendo il più ingenuo: lo stesso di chi riempie lo schema d’un cruciverba o disegna una faccia sul rovescio d’un francobollo… Mettere alla prova la compatibilità di certi eccessi di stile con le ingegnerie dell’intreccio… Intrattenere i lettori, proponendogli burle e trucchi, personaggi e macchiette rigorosamente incredibili… Tirare a salve (è stato anche il consiglio dei medici) su una sagoma fatta a propria immagine e somiglianza…"

E' un giallo? Sì, è anche un giallo. Ma potrebbe persino esserne il requiem, del romanzo giallo (come per Friedrich Dürrenmatt "La promessa").
E' un gioco? Sì, è soprattutto un gioco. Diciamo un cruciverbone.
Dunque è un paradigma? E' sicuramente una metafora della vita. Perché ‘‘che altro facciamo, noi uomini, durante tutta la nostra vita, se non rispondere balbettando a una sfinge?’’.
In mezzo alla raffinatissima prosa di Bufalino, gran divertimento è esplorarne le citazioni, colte e meno colte. A cominciare dall'onomastica.
Il protagonista si chiama Medardo e muore per un violentissimo colpo alla testa che gliela divide in due. Dal nulla compare sulla scena "Il visconte dimezzato" di Calvino.
Il colpo mortale è prodotto dalla caduta dall'alto della statua marmorea di Eschilo del quale sono costretta a narrare la morte leggendaria. "In questo modo si narra sia morto il grande poeta Eschilo: un oracolo gli aveva predetto che sarebbe morto a causa di ‘qualcosa che sarebbe caduto dal cielo’. Così Eschilo aveva sempre timore che qualcosa potesse cadergli sulla testa, e quando camminava guardava spesso all’insù, per assicurarsi che nessun oggetto lo potesse colpire.
Aveva anche immaginato che quel ‘qualcosa’ potesse essere un fulmine, perciò non usciva mai quando c’erano i temporali. Una bella mattina di sole, egli uscì è andò in un grande campo deserto, sentendosi tranquillo per il fatto che lì nessuna cosa, egli pensava, gli sarebbe mai potuta cadere sulla testa. Si distese a riposare e poco dopo si addormentò. Ma un’aquila che teneva fra gli artigli una grossa tartaruga passò proprio sopra a quel campo, cercando, come è abitudine di questi animali, una bella pietra su cui far cadere di colpo la tartaruga, in maniera da frantumare il guscio e potersi quindi nutrire della sua gustosissima carne. L’aquila, sorvolando quel campo vuoto, fu subito attratta dalla testa di Eschilo: il poeta era calvo, e il sole si rifletteva sulla sua testa lucida, rendendola ben visibile. L’aquila fece cadere la tartaruga proprio sopra la sua testa, ed Eschilo prima di morire si rese conto che era stato assai vano cercare di sfuggire al proprio destino".

Dunque Eschilo fu ucciso da un'aquila. Medardo viene ucciso da Eschilo. E qual è il cognome di Medardo? Aquila, Medardo Aquila, ovviamente.
Il "Qui pro quo" in questo romanzo è dunque a tutto campo: l'investigatrice -una bruttina stagionata apparentemente senza arte né parte- si chiama Agatha (all'anagrafe probabilmente Agatina), Agatha Sotheby, come la casa d'aste rivale della Christie's (la più grande casa d'aste al mondo).
Profile Image for Bardamu.
213 reviews6 followers
October 21, 2022
E' un divertimento letterario quasi dichiarato di un'autore che, dopo aver esordito a sessant'anni suonati, è stato preso da una sorta di frenesia scrittoria ed ha sfornato libri su libri, uno dopo l'altro.
Non so se ho fatto bene ad iniziare a leggere Bufalino proprio da questo testo, potrei essermene fatto un'idea completamente errata; ma prima di esprimermi sullo scrittore leggerò altri due testi già acquistati.
Il giudizio su questo breve saggio di bravura letteraria è presto detto: una simpatica e arguta raccolta di frasi ben congegnate, con vocaboli eruditi e costruzioni sintattiche mirabolanti, su una trama ancor meglio congegnata, intricata quanto il labirinto di Cnosso.
Leggere questo libro è un atto di onanismo intellettuale in risposta ad un atto di esibizionismo della stessa specie.
Un piacere effimero, che dura giusto il tempo della lettura.
Profile Image for Sonia.
277 reviews8 followers
April 20, 2022
E’ un romanzo giallo sui generis, un divertissement uscito dalla penna raffinata di Gesualdo Bufalino e disseminato di citazioni colte. Bufalino l’ha definito così: “Troppo evidente è che è scritto per gioco; ghiribizzo, capriccio, passatempo, scommessa. Non nasconde nulla. È un ghiribizzo mentale.”
L’editore Medardo Aquila viene ucciso da un busto marmoreo di Eschilo che gli cade in testa, mentre si trova in vacanza, con numerosi ospiti, nella sua villa al mare. Incidente? Delitto? A scombinare le indagini un paio di lettere del defunto. La sua segretaria, nonché scrittrice di gialli mai pubblicati, scioglie il mistero (o almeno così crede). E’ una lettura divertente e godibilissima. Per me, Bufalino è stato una bella scoperta. Assolutamente consigliato.
Profile Image for Alessandra.
1,062 reviews17 followers
April 14, 2024
Un giallo molto sui generis, in cui un suicidio sembra un omicidio mascherato da suicidio (sic!), l'investigatrice è la voce narrante nonchè segretaria dell'editore morto, diverse lettere ribaltano la situazione più volte, fino al sorprendente (o forse liberatorio?) finale..
Anche la verità rimane in bilico come in un abile gioco di specchi: Medardo Aquila è morto assassinato o meno?
Al lettore l'ardua sentenza, in questo romanzo non ci sono certezze..
Un vero gioco d'intelletto a cui ci sottopone Bufalino.
13 reviews
June 21, 2024
“Sapessi tu quanto mulini, a guardar meglio, sono giganti; quante lucciole sono veramente lanterne.”

Bellissimo lo stile di scrittura, memorabile il personaggio principale di Ester, la segretaria di un editore che muore nella sua casa di vacanza.
La trama è giocata sui topoi del genere giallo: molti indizi, dettagli da notare, possibili indiziati e moventi.
Quello che conta però è il divertimento che chiaramente traspare e che fa pensare a qualcosa di ingenuo e liberatorio, a tratti profondo, profondissimo.
Profile Image for Diego Gutierrez.
Author 3 books8 followers
December 6, 2025
4.0
Interesante novela, escrita parece ser como homenaje a Agatha Christie pero escrita con un estilo propio muy diferente. El lenguaje es a veces un poco enrevesado, pero eso le da un encanto especial a la lectura que, además, es cortita.
12 reviews
August 15, 2023
Finale un po' particolare. Esterina mi è piaciuta molto, ottimo personaggio. Un bel libro, lo consiglio.
Profile Image for Víctor Sampayo.
Author 2 books49 followers
December 20, 2016
Quizás fue el tono —de una ironía un tanto descafeinada, lo que por momentos lo hace ver todo a través del cedazo de una mueca—; quizás el hecho de que gracias a ese mismo tono, uno no termina de creerle a la narradora —una mujer que se sabe poco deseable pero convencida de sus dotes para la escritura y de su propia inteligencia, en particular al tratar de resolver un caso en el que el muerto parece burlarse, desde el más allá, tanto de sus posibles asesinos, como de la autoridad encargada de investigar el caso—; o tal vez todo se debe a una traducción poco gloriosa, llena de ejemplos que muestran escasa pericia tanto en la sintaxis como en el léxico. No lo sé. Lo que sí sé es que esta novelita me dejó un regusto acre, como si los recursos del escritor para desarrollar una anécdota hasta cierto punto interesante no pasaran de ser meras bravatas taberneras.
92 reviews1 follower
Read
February 20, 2019
El equipo de la editorial Medardo Aquila & Socios se reúne a pasar las vacaciones estivales en un balneario en la antigua provincia de Venecia construido a imagen del dueño de la empresa; pronto, la muerte del editor, provocada por un golpe en la cabeza con un busto de Esquilo, convierte la estadía en el villorrio en una intriga policial que la narradora trata de resolver con la ayuda del comisario llamado a comparecer en el caso. Una tempestad hace que todos queden convenientemente aislados en el lugar hasta que se resuelva quién, si es que alguien lo hizo, asesinó al editor, que desde la tumba y a través de consecutivas cartas póstumas va manipulando los hechos para arrojar sospechas, uno por uno, sobre algunos de los presentes. La situación resulta bastante descabellada, por supuesto, y el difunto y los invitados a su macabra obra lo saben, pero estamos hablando de un editor y sus empleados —entre ellos la directora policial de la editorial—, que han vivido inmersos entre crímenes, aunque fueran sólo de papel; la descabellada situación, de hecho, parodia los argumentos de las novelas de la célebre Agatha Christie, y el propio Medardo Aquila critica en un soliloquio un procedimiento ficcional que más adelante va a poner en marcha apoyado sobre las cartas que han de ser leídas tras su muerte.

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