****** Eccole qui le sei stelle per la seconda prova scritta di Elisabetta Bricca, colei che io definisco il baluardo del romance italiano. Sei stellette per l'enorme miglioramento rispetto al romanzo d'esordio SANGUE RIBELLE, nel quale era evidente un talento quasi frenato. Qui il personaggio principale è delineato al dettaglio, rasenta la perfezione descrittiva e riscontra tutti i canoni del bello e maledetto. Cesare, il nome del nostro eroe, è qualcosa che deve turbare chi lo guarda, ma la Bricca riesce a turbare chi lo legge. La storia è impostata molto bene, la storicità c'è tutta e il romanzo è incastrato bene senza annoiare minimamente (lo storico corre sempre questo rischio). L'autrice non sfoggia la sua cultura, non la spiattella tediosa e ripetitiva, piuttosto la butta lì come se parlasse del tempo e punta decisamente sui sentimenti, a volte contrastanti, a volte puri, a volte impuri. Le scene di sesso non sono fastidiose (mi rivolgo a quelli come me che non è che impazziscono con i dettagli anatomici). Una parola, forse qualcosa in più, sulla protagonista: bella, determinata, sopra le regole del tempo, coraggiosa, un po' scontrosa e poi dolcissima, impavida nelle situazioni di pericolo, capace di far saltare i nervi al burbero Cesare. Ci sta, Viola ci sta tutta nel romanzo che però è un inno alla bellezza del maschio e mette in ombra il fattore femminile. A me, maschilista dalla nascita, piace.
E adesso... piccola riflessione. Il Cesare, bellissimo, si deturpa il viso (piccolo spoiler, ma tanto lo si legge quasi subito), diviene un uomo sfregiato pur con un fascino invincibile. Il Cesare viene colpito ad una gamba e rischia pure di perderla, però non rimane zoppo. La Bricca ha avuto la tentazione feroce di lasciarsi prendere da ciò ci accomuna: la sindrome di Payrac. Qualcuno deve averle detto che io lo avrei detto e allora lei ha cambiato il tiro. Però... son certa che Cesare, nel cuoricino dell'autrice, è anche zoppo!
Consigliato dunque questo libro? Decisamente. Perchè? Credetemi, a leggere la Bricca vien voglia di leggere altre italiane, mi è successo quando ho chiuso il romanzo, per una serie di cose sono andata in un bar edicola e... ho acquistato un'altro rosa italiano. L'ho detto che è un baluardo... da seguire e che fa seguire! Leggere per credere.