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Angelici dolori e altri racconti

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Scritti fra il 1934 e il 1936 e subito raccolti in volume, i racconti di Angelici dolori irrompono nel panorama letterario dell’epoca con tutta la forza della loro conturbante eccentricità: «Io vedevo allora tutto il mondo come una stranezza e una meraviglia quasi non sopportabili, ove non si desse loro una espressione, una voce ordinata» spiegherà anni dopo la Ortese. E non è difficile immaginare con quale stupore i lettori accogliessero, da parte di una scrittrice poco più che ventenne e sconosciuta, le fiammate di ribellione contro la «terribile e invadente Civiltà» nemica dei sogni e della libertà; e la metamorfosi di Napoli in città «estatica», dove miracolosamente è dato vedere il quartiere pezzente del Pilar «scintillare di cupole colorate sul cielo d’oro, e i campanili con le bocche aperte, e i balconi delle case-streghe fioriti d’erba e fanciulle»; e la violenza inaudita di una passione che è gioia spaventosa, dolce morte, adorazione mistica, e che per la radicale sproporzione fra il valore totale dell’essere amato e quello irrisorio dell’amante sembra attingere alla lirica provenzale; e, più in generale, il clima di fantasmagorica rêverie che ammanta scenari e personaggi, umani e angelici, traducendo in irrequietezza visionaria la più segreta ambizione della giovane Ortese: afferrare un’immagine e riprodurla «viva, grande, colorata, con tutti i caratteri precisi della realtà e tutti i deliziosi ondeggiamenti dell’irreale».

475 pages, Paperback

First published January 1, 1936

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About the author

Anna Maria Ortese

48 books107 followers
Born in Rome in the year 1914, Anna Maria Ortese grew up in southern Italy (primarily Naples) and in Lybia, the fifth of nine children of a soldier's family often short on money. Like many poor girls of her generation, Ortese left school at age thirteen, initially with the idea of studying (and then, teaching) music in mind; until the discovery of literary romanticism, particularly the writings of Edgar Allan Poe and Katherine Mansfield, and her need for creative self-expression made her turn to writing.

She eventually studied with Massimo Bontempelli, proponent of the "magical realism" she herself would soon make her own as well, and in 1937 published her first collection of short stories, entitled "Angelici Dolori." Her work garnered her native Italy's most prestigious literary prizes (most notably, the 1953 Premio Viareggio for the collection of stories "Il Mare Non Bagna Napoli" – published in English under the title "The Bay Is Not Naples" - and the 1967 Premio Strega for the novel "Poveri e Semplici"), and she is considered one of the foremost Italian writers of the 20th century.

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708 reviews186 followers
January 29, 2011
Letto per l'Università.

E' stata una sorpresa. Non conoscevo affatto l'Ortese: e leggere il suo esordio letterario è stata una bellissima esperienza. Tecnicamente ho letto solo la prima sezione: ovvero i suoi primi tredici racconti, che già mostrano tutte le caratteristiche di uno stile che con il tempo si andrà perfezionando.
Quella della Ortese è una scrittura ricca: per descrivere un oggetto impiega una tavolozza infinita di parole ed espressioni. Per non parlare della grande varietà di emozioni umane.
Ciò che la rende ancora più unica è, poi, la mescolanza di generi. Sulla base di una narrazione pseudo-autobiografica (quasi da romanzo di formazione), si innestano temi ed immagini tipicamente fantastici. I racconti dell'Ortese sono un capolavoro di bildungsorman ed un capolavoro del surreale italiano. Un surreale non fine a se stesso e non slegato dall'elemento autobiografico: fare a pezzi la realtà, allargare a dismisura la crepa tra reale e non-reale, tra veglia e sogno, è solo uno dei modi per scavare nell'ignoto animo umano.

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35 reviews
January 26, 2025
Letto la prima parte ovvero il libro originariamente pubblicato per primo. Siccome sto andando in ordine cronologico con le opere della Ortese ritornerò sui successivi racconti della raccolta dopo.

La scrittura mi ha colpita tantissimo, è un tipo di prosa molto poetica che non leggevo da tempo. Bellissima dimensione di realismo magico. Si sente che è di una sensibilità giovanile ma ha anche un qualcosa di antico. Un angelico dolore forse è un'emozione vera che però richiama quasi un misticismo ultraterreno.
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