Per secoli le donne hanno nascosto le proprie parole dietro a pseudonimi o non le hanno pubblicate affatto, affidandole ai posteri. Lo testimonia la presenza delle scrittrici nelle antologie scolastiche di oggi, ridotta, per dirla coi codici cromatici cari alla tradizione, a una sfumatura rosa su un cielo tutto azzurro. Lo abbiamo considerato naturale, magari anche giusto (non sarà che le donne scrivono peggio degli uomini?), eppure, se guardiamo sotto il pelo dell'acqua, scopriamo che il sommerso, ovvero le parole che le donne non hanno mai smesso di scrivere, ha cambiato il mondo, con la bellezza dirompente della letteratura. La raccolta che avete tra le mani ci racconta queste parole attraverso le pagine affilate e sublimi delle donne che nella storia hanno fatto sentire la loro voce. Scopriamo così che l'indipendenza delle amazzoni di Christine de Pizan è, già nel XV secolo, così profonda da portarle a bandire gli uomini dalla propria terra; impariamo da Lady Mary Wortley Montagu che l'esplorazione per una donna del Settecento ha significato allargare il proprio orizzonte fino a introdurre pratiche rivoluzionarie come la vaiolizzazione nella medicina occidentale; ci lasciamo sedurre dall'idea assolutamente contemporanea che Virginia Woolf ha del genere come qualcosa di non immutabile, al punto che il suo Orlando si sveglia trasformato in donna senza alcun turbamento. Con una selezione originale e unica di testi - che parte da Saffo e passa per Zelda Fitzgerald, Margaret Mitchell e molte altre - Vera Gheno costruisce un dizionario invisibile che attraversa epoche, continenti e generi (non solo letterari), e ci guida in un viaggio nella cosiddetta scrittura femminile. Per scoprire come le donne hanno contribuito a trasformare il modo in cui pensiamo, e si sono guadagnate sul campo il loro posto tra i classici.
Vera Gheno è una sociolinguista. Nasce in Ungheria nel 1975. Si laurea e si addottora in Linguistica presso l'Università di Firenze, specializzandosi sulla comunicazione mediata dal computer. Insegna all'Università di Firenze (Laboratorio di italiano scritto), all'Università per Stranieri di Siena (Applicazioni informatiche per le scienze umane) e al Middlebury College, sede di Firenze (Sociolinguistica). Collabora con l'Accademia della Crusca dal 2000. Al momento è membro della redazione di consulenza linguistica e gestisce il profilo Twitter dell'ente. Ha pubblicato un libro, "Guida pratica all'italiano scritto (senza diventare grammarnazi)" con Franco Cesati Editore.
Progetto letterario interessante, io forse avrei preferito avere prima gli estratti e poi la descrizione di Gheno perché, a volte, anticipa troppo. Detto questo mi è piaciuto molto.
Libro molto carino, ma a volte un po troppo prolisso. Ho scoperto molte donne che non conoscevo. Interessanti le parole scelte come macro argomento e le testimonianze dirette.
Una raccolta variegata di parole, da cui l'autrice sviluppa brevi ma intense riflessioni su come le scrittrici hanno "cambiato il mondo". Il tutto, corredato da estratti di opere di tali scrittrici. Apprezzo sempre molto gli scritti di Vera Gheno: in questo caso, però, non mi sento di "dare" più di 3 stelle in quanto non ho trovato la selezione di estratti sempre interessante o stimolante. Detto ciò, ho trovato piacevole la lettura del volume.
"L'amore ci ricorda che nessun essere umano è completo se vive isolato, come una monade: "Nessun uomo è un'isola, completo in sé stesso; ogn: uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto" scriveva John Donne nel Seicento nella sua Meditazione XVII. A volte abbiamo bisogno che l'amore per un'altra persona ci ricordi il nostro essere "parti di un tutto""
"Dibattere, disputare a parole richiede competenze argo. mentative buone; altrimenti si degenera facilmente nel litigio. Per disputare occorre riuscire a esprimere la propria posizione in maniera chiara e circostanziata; non cedere alle provocazioni, ma mantenersi sull'argomento, con nervi saldi e sangue freddo. Gran parte delle degenerazioni aggressive a cui si assiste nelle discussioni (online e offline) proviene de persone che hanno scarse capacità di rimanere dentro a una discussione, e di conseguenza fanno sovente ricorso alle offese e al turpiloquio, che in un dibattito sono segnali di debolezza non di forza."
"Bisogna pensare che c'è poco tempo per esser belle e molto per non esserlo più; che, quando le grazie abbandonano le donne, esse non si reggono su altro se non sulle loro parti essenziali e sulle qualità più pregevoli"
"La maggior parte della conoscenza del mondo è una costruzione immaginaria. La Storia non è nient'altro che un modo di immaginare, di farci vedere civiltà scomparse dalla Terra. Alcune delle scoperte più significative della scienza moderna devono la loro origine all'immaginazione di uomini che non avevano né una conoscenza accurata né strumenti precisi per dimostrare le loro convinzioni. Se l'astronomia non tosse stata in anticipo sul telescopio, nessuno avrebbe mai pensao che valesse la pena costruirlo. Quale grande invenzione non è esistita nella mente del'inventore molto prima di darle una forma tangibile?"
"Fino all'incirca a una ventina di anni fa, si parlava prevalentemente di immigrati ed emigrati: due participi passati che, com'è ovvio, indicavano due movimenti conclusi, il risultato di una migrazione finita. Sia gli immigrati, sia gli emigrati, si erano mossi, ed erano arrivati a destinazione, diventando stanziali. Oggi, si parla piuttosto di migranti, un participio presente. Che cosa sottintende questo cambio di tempo verbale? In maniera più o meno consapevole, che il movimento non sia concluso: i migranti, insomma, sono qui in transito, non sono arrivati a destinazione, ma se ne devono andare, devono continuare il viaggio. Quanto cambia, a livello di percezione di un fenomeno, un semplice passaggio da un passato a un presente! Anche questo è il potere delle parole. Ancor più peculiarmente, quando la migrazione è di élite (come lo è quella della minoranza europea nei paesi asiatici. per fare un esempio), ecco che non si parla più di migrants, ma di expats, cioè di espatriati; la connotazione cambia di nuovo, perché il sottinteso è che l'espatriato, comunque, una patria la conservi, non come il migrante o l'emigrato, che invece è senza patria, o l'ha abbandonata."
Da sempre le donne, nelle antologie e nei libri di studio, sono in minoranza rispetto agli uomini. Proprio per questo motivo, per secoli le donne hanno nascosto le proprie parole dietro a pseudonimi o non le hanno pubblicate affatto, affidandole ai posteri. Questo saggio l'ho trovato interessante e particolare proprio per come si presenta; la scrittrice ha selezionato 42 donne e le ha raccontate tramite le loro opere. Mi spiego meglio: per ogni donna scelta, Vera Gheno affida un lemma e dopo aver spiegato questa parola, spiega questa grande donna tramite una sua opera (poesia, parte di racconto, racconto, lettera)... da questa idea, nasce un dizionario. "Un dizionario che lei definisce rivoluzionario, invisibile che attraversa epoche, continenti e generi (non solo letterari), e ci guida in un viaggio nella cosiddetta scrittura femminile; per scoprire come le donne hanno contribuito a trasformare il modo in cui pensiamo, e si sono guadagnate sul campo il loro posto tra i classici." Si parla di 42 donne che nella storia hanno fatto sentire la loro voce, ribellandosi anche senza saperlo. Donne certamente forti che non biosgna mai dimenticare, perchè queste donne hanno un ruolo importante nella storia di tutti i temi: copriamo così che l’indipendenza delle amazzoni di Christine de Pizan è, già nel XV secolo, così profonda da portarle a bandire gli uomini dalla propria terra: Saffo, Lady Mary Wortley Montagu, Virginia Woolf, Zelda Fitzgerald, Margaret Mitchell e tantissime altre. Di seguito, alcune delle parole e delle donne che ho preferito: 📖1 • GELOSIA - Saffo 📖7 • DISPUTARE - Veronica Franco 📖13 • DIVERSITÀ - George Sand 📖16 • SUFFRAGETTA - Louisa May Alcott 📖25 • DESIDERIO - Ada Negri 📖28 • CANCELLARE - Alfonsina Storni 📖30 • SCIENZIATA - Marie Curie 📖32 • GENERE - Virginia Woolf 📖34 • ABBIGLIAMENTO - Margaret Mitchell 📖41 • S3SS0 - Jean M. Auel 📖42 • CORPO - Giovanna Cristina Vivinetto
Recensione: Parole d'altro genere: Come le scrittrici hanno cambiato il mondo. di vera Gheno, Bur.
''Con questo volume, che sconfina in un territorio finora inesplorato dalla mia produzione e forse lontano dalla mia comfort zone, ho provato a far dialogare letteratura, linguistica, militanza, attivismo, passato e presente.
Non so se ci sono riuscita, ma so per certo che ho imparato tantissim'', dice Vera Gheno da oggi in libreria con ''PAROLE D'ALTRO GENERE.
Come le scrittrici hanno cambiato il mondo'' (Bur Rizzoli). Bur propone un dizionario letterario curato da una delle linguiste italiane più amate, che racconta le parole con cui le scrittrici hanno trasformato il modo in cui pensiamo. Per secoli le donne hanno nascosto le proprie parole dietro a pseudonimi o non le hanno pubblicate affatto, affidandole ai posteri. Lo testimonia la presenza delle scrittrici nelle antologie scolastiche di oggi, ridotta, per dirla coi codici cromatici cari alla tradizione, a una sfumatura rosa su un cielo tutto azzurro. Lo abbiamo considerato naturale, magari anche giusto (non sarà che le donne scrivono peggio degli uomini?), eppure, se guardiamo sotto il pelo dell'acqua, scopriamo che il sommerso, ovvero le parole che le donne non hanno mai smesso di scrivere, ha cambiato il mondo, con la bellezza dirompente della letteratura. La raccolta ci racconta queste parole attraverso le pagine affilate e sublimi delle donne che nella storia hanno fatto sentire la loro voce. Scopriamo così che l'indipendenza delle amazzoni di Christine de Pizan è, già nel XV secolo, così profonda da portarle a bandire gli uomini dalla propria terra; impariamo da Lady Mary Wortley Montagu che l'esplorazione per una donna del Settecento ha significato allargare il proprio orizzonte fino a introdurre pratiche rivoluzionarie come la vaiolizzazione nella medicina occidentale; ci lasciamo sedurre dall'idea assolutamente contemporanea che Virginia Woolf ha del genere come qualcosa di non immutabile, al punto che il suo Orlando si sveglia trasformato in donna senza alcun turbamento.
Con una selezione originale e unica di testi - che parte da Saffo e passa per Zelda Fitzgerald, Margaret Mitchell e molte altre - Vera Gheno costruisce un dizionario invisibile che attraversa epoche, continenti e generi (non solo letterari), e ci guida in un viaggio nella cosiddetta scrittura femminile. Per scoprire come le donne hanno contribuito a trasformare il modo in cui pensiamo, e si sono guadagnate sul campo il loro posto tra i classici.
Senza infamia e senza lode. Purtroppo questo libro parte con delle ottime premesse, ovvero di far conoscere le vite di molte scrittrici associando loro un lemma della lingua italiana. Tuttavia questo lavoro riesce solo in parte: le vite sono appena accennate, quindi se volessi approfondire dovrei andare altrove, mentre le opere citate sono fin troppo lunghe. Risultato: un libro che avrebbe potuto essere lungo la metà ma godibile il doppio. Credo che Gheno riesca molto meglio nei libri che parlano di linguistica pura, motivo per cui la apprezzo molto. Questo libro mi è sembrato piuttosto una trovata di marketing.
Una parola, una scrittrice. Da Saffo ad autrici contemporanee, un excursus sulla letteratura femminile, su come le donne si sono pensate e hanno pensato il mondo. Interessante.
Saggio femminile e femminista, racconta di 42 donne che hanno lasciato un’impronta nella storia. Non per forza le più importanti, ma quelle che si sono distinte e hanno lasciato scritti ancora attuali o (per fortuna) superati. Tanti spunti da poter sfruttare per approfondire tantissimi argomenti: l’intersezionalità, il razzismo, l’aborto, l’identità di genere, l’orientamento sessuale ecc senza dimenticarci il minimo comun denominatore di tutta la nostra società: il patriarcato.
In ogni capitolo una parola, la sua etimologia, una riflessione il testo di una scrittrice o poetessa, un libro consigliato (autrici contemporanee come Guerra, Vagnoli ecc). Un testo interessante, che insieme rilassa e insegna. Bello.
Testo brevissimo, tratto da una conferenza tenuta qualche anno fa dall'autrice. Utile a ricordare che le parole che pronunciamo e scriviamo non cadono nel vuoto, ma hanno un impatto sul mondo che ci circonda. Perché sì, le parole sono importanti.
42 parole, già loro dense di significato, legate ai testi di scrittrici, alle loro vicissitudini e per continuare il percorso anche un libro, un saggio inerente. Il difetto? Ne volevo di più
Antologia di testi per conoscere scrittrici di cui nei testi scolastici difficilmente abbiamo trovato traccia. Interessante, fa venir voglia di leggere altro delle stesse autrici
La parte interessante è scoprire nuovi autrici. Purtroppo gli estratti sono brevi per apprezzarli e le introduzioni ai testi risultano superficiali e un po' banali.