L’inchino, il saluto, il bacio, i vari giochi del flirt da una parte, i comportamenti aggressivi, minacciosi, impositivi dall’altra, analizzati sceverando le costanti filogenetiche e l’elaborazione culturale, oltre che ricorrendo continuamente alla comparazione fra comportamento umano e animale. Un libro che ha segnato una pietra miliare nello sviluppo dell’etologia umana.
Irenäus Eibl-Eibesfeldt was an Austrian ethnologist in the field of human ethology. In authoring the book which bears that title, he applied ethology to humans by studying them in a perspective more common to volumes studying animal behavior.
Tenendo presente l'affermazione iniziale: "I nostri peggiori nemici siamo noi stessi" possiamo riuscire a sopravvivere in modo degno di un uomo nella società di massa? Occorre capacità di adattamento, che però si realizza in modo incompleto perché le nostre inclinazioni individualistiche, frustrate dallo scontro con gli altri, portano all'aggressività, quindi al conflitto interno ai gruppi, nei quali ad esempio gli estranei hanno sempre minore importanza degli appartenenti al gruppo. Alcuni, a questo proposito, hanno proposto modelli di armonizzazione forzata, giustificando la violenza: essi sono pericolosi. Se una società non è capace di rendere ottimale lo sviluppo dell'esistenza umana attraverso mezzi materiali e intellettuali, quella è una società malata e oggi non esiste nessuna società sana dove non ci siano paura e rivalità. La nostra aggressività fortunatamente ha degli antagonisti naturali come la pulsione innata alla socialità e, nell'evoluzione degli organismi superiori, il soccorso reciproco. Questo ha un ruolo sempre più importante che va oltre l'associazione famigliare, quindi favorisce un atteggiamento positivo verso la società. La spinta verso un impegno sociale nasce dalla fiducia originaria generata dal rapporto madre-figlio: è quindi altamente pericoloso impedire lo sviluppo dei legami famigliari. Ruth Benedict parla di relatività sociale come di una dottrina della speranza, che si basa sulla tolleranza e sull'amore per il prossimo, valori che si concretizzano sia attraverso la via della cultura sia attraverso il potenziamento della nostra innata costituzione. Quindi l'inclinazione alla tolleranza e all'aggressione ci è certamente innata, ma la ricerca dimostra che noi siamo anche degli esseri buoni. Accentuando questa verità, accrescendo la forza del bene biologicamente presente in noi, abbassando la spinta all'autodistruzione prepareremo un futuro felice. Infatti l'innato istinto aggressivo può portare all'autodistruzione, quindi deve essere controllato.
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