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Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg

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È una ragazzina bellissima. Purtroppo. Perché Rosel è figlia unica di madre vedova, nella Germania degli anni Trenta. La mamma lavora dal signor Kreutzberg, un uomo temuto dai dipendenti ma dolce e gentile con Rosel. Secondo la mamma, troppo gentile. Ed è anche un uomo molto potente: quando la donna cerca di allontanarlo dalla figlia, lui usa ogni mezzo pur di continuare a frequentarla, e riesce persino a strapparla alla madre e a farla rinchiudere in un centro statale per l’infanzia abbandonata.
Un luogo orribile, dove si pratica l’ ‘arianizzazione forzata’ dei bambini: come Zyta, polacca, portata via ai suoi genitori dalle SS e costretta a chiamarsi con un nome non suo. Rosel, ignara delle manovre del suo ‘benefattore’, finisce nella famiglia che lui si è costruito in fretta e furia per poterla avere in affidamento. Ma quella che le era sembrata una liberazione, sarà invece per lei la più amara delle scoperte: com’è strana la famiglia del signor Kreutzberg!

181 pages, Paperback

First published January 1, 2010

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About the author

Helga Schneider

36 books55 followers
Nasce nel 1937 in Slesia (territorio tedesco che dopo la seconda guerra mondiale sarà assegnato alla Polonia). Nel 1941 Helga e suo fratello Peter, rispettivamente di 4 anni e 19 mesi, con il padre già al fronte, vengono abbandonati a Berlino dalla madre, che arruolatasi come ausiliaria nelle SS diverrà guardiana al campo femminile di Ravensbruck e successivamente di Auschwitz-Birkenau.
Helga e Peter vengono accolti nella lussuosa villa della sorella del padre, zia Margarete (dopo la guerra morirà per suicidio), in attesa che la nonna paterna arrivi dalla Polonia per occuparsi dei nipoti. La donna accudisce i bambini per circa un anno nell'appartamento situato a Berlin-Niederschönhausen (Pankow), dove i piccoli avevano vissuto in precedenza con i genitori.
Durante una licenza dal fronte, il padre conosce una giovane berlinese, Ursula, e nel 1942 decide di sposarla. Ma la matrigna accetta solo il piccolo Peter e fa internare Helga prima in un istituto di correzione per bambini difficili, e poi in un collegio per ragazzi indesiderati dalle famiglie, o provenienti da nuclei familiari falliti.
Dal collegio, che si trova a Oranienburg-Eden, presso Berlino, nell'autunno del 1944 la zia acquisita Hilde (sorella della matrigna) riconduce Helga in una Berlino ormai ridotta a un cumulo di rovine e macerie. Dagli ultimi mesi del 1944 fino alla fine della guerra, Helga e la sua famiglia sono costretti a vivere in una cantina a causa dei continui bombardamenti effettuati dagli inglesi e dagli americani, patendo il freddo e la fame.
Nel dicembre del 1944 Helga e suo fratello Peter, grazie alla zia Hilde collaboratrice nell'ufficio di propaganda del ministro Joseph Goebbels, vengono scelti, insieme a molti altri bambini berlinesi, per essere "i piccoli ospiti del Führer", null'altro che un'operazione propagandistica escogitata da Goebbels, che li porterà nel famoso bunker del Führer dove incontreranno Adolf Hitler in persona, descritto dalla scrittrice come un uomo vecchio, dal passo strascicato, con la faccia piena di rughe e la stretta di mano molle e sudaticcia.
Nel 1948 Helga e famiglia rimpatriano in Austria stabilendosi in un primo momento ad Attersee, accolti dai nonni paterni. Dal 1963 Helga vive in Italia dove ha pubblicato molti libri.
Nel 1971, venuta a sapere dell'esistenza ancora in vita della madre che l'aveva abbandonata, sente il desiderio di andarla a visitare a Vienna dove la donna vive. Scoprirà che la madre, dopo 30 anni, non ha rinnegato nulla del suo passato, di cui conserva orgogliosamente come caro ricordo la divisa di SS che vorrebbe che Helga indossasse e alla quale vuole regalare gioielli, di dubbia provenienza. Stravolta da quell'incontro, tuttavia Helga vorrà, con non diversi risultati, tornare a trovare la madre nel 1998. Da questo secondo incontro negativo e traumatico a causa della fede irriducibile della madre nell'ideologia nazista nasce il libro Lasciami andare, madre, uscito in Italia nel 2001.

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Callie S..
309 reviews99 followers
September 27, 2012
Nazismo e pedofilia senza passare dal via?

Ammetto di avere un problema con le opere che Helga Schneider destina all’infanzia: le trovo, cioè, stucchevoli fin quasi alla ‘carie etica’. Poiché appartengo a una generazione che – per fortuna – non ha beneficiato di Battelli a vapore e di Harry Potter, cioè dell’idea che la letteratura dovesse adeguarsi (abbassarsi) alle presunte ‘capacità mentali’ di chi legge, non condivido la scelta stilistica di ricorrere alle morali dolciastre (le ultime pagine di questo raccontino rasentano l’obbrobrio, a mio avviso) e a un deus ex machina favolistico per spiegare ai più giovani un orrore che ha, di fatto, cancellato la dolcezza dell’infanzia da troppe vite.
I bambini non sono scemi, né troppo impressionabili: forse siamo noi adulti ad avere bisogno di un esorcismo per i mostri nell’armadio (e nello specchio).
Profile Image for Sara.
246 reviews15 followers
January 31, 2011
Sul risvolto di copertina lo danno come libro per ragazzi e in effetti è scritto con uno stile molto semplice e diretto, con tanti dialoghi e frasi brevi, la trama lineare. Però è interessante perché per una volta il nazismo è visto dalla parte dei tedeschi – non quelli esaltati, non un’SS, per intenderci. Qui si parla dell’arianizzazione forzata, un aspetto forse poco discusso nei documentari e raccontato da una bimba perfetta e “purosangue”, inizialmente lusingata da tante attenzioni, poi sempre più consapevole della pazzia del progetto nel quale è stata inserita. Il signor Kreutzberg è il prototipo del tedesco invasato con manie di onnipotenza, convinto di potersi creare artificialmente – e con la violenza – una famiglia e un universo su misura, da ariano modello, mal celando tuttavia un abisso di insicurezze e di perversioni che lo portano a reazioni improvvise non appena sente che qualcosa della sua impalcatura sta vacillando. Non mi sembra propriamente riuscito invece il personaggio della moglie Guste, una donna senza grande carattere che non prende mai posizione e si limita ad assecondare i desideri del marito e a mitigare il comportamento del figlio ribelle. Se anche la sua è una sottomissione comprensibile, qui viene resa in maniera un pochino scialba e anche il riscatto finale risulta un po' scontato. Rosel infine appare, come nelle fiabe schematizzate da Propp, l’eroina della storia, con una missione da compiere (riunirsi alla madre), un antagonista da sconfiggere (il padre affidatario) e un aiutante – mezzo magico (il corvo). Proprio lui è l'elemento che dà un risvolto fantastico alla vicenda, comparendo a mo' di custode-dall'alto nei momenti clou e infine prendendo le parti della coscienza sporca di Kreutzberg. Ovviamente il finale è lieto, ma resta comunque l’impressione della paura squallida e del viscido coperti dal tentativo di perfezione nazista. Marcio dappertutto e fin dall’inizio.
Profile Image for Serena.
24 reviews
March 30, 2019
In questo romanzo si alternano parti interessanti, come quella all'istituto, a parti in cui temi importanti vengono banalizzati e trattati in modo abbastanza superficiale, ad esempio tutto il discorso della donna maltrattata dall'uomo violento, per non parlare della ridicola faccenda del corvo. È un peccato perché con maggiori sensibilità e approfondimento l'opera avrebbe potuto davvero avere una marcia in più.
5 reviews
September 6, 2022
Libro molto bello scorrevole da leggere tranquillamente in una giornata
Profile Image for Giada.
45 reviews6 followers
October 23, 2012
tre stelle, fino alla prima metà ne avrei date 5 e di più. ma l'arrivo del corvo fa finire tutto un pò sul banale. La fine è affrettata, avrei voluto approfondire altre cose che leggere di un corvo "saggio". La storia è valida, mi è piaciuto leggere e la lettura è scorrevole, io avrei approfondito la vita della sua amica, la vita al "orfanotrofio", ma è andata così.
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