Se qualcuno leggerà ciò che ho scritto, spero mi perdoni per non essere mai entrato nei particolari più fitti, ma è stato al fine di evitare l'inserimento di spoilers, dato che si presume (almeno io lo faccio) che una "recensione" sia soprattutto rivolta a chi non ha ancora fruito dell'opera trattata.
Inizio col dire che il primo pregio di questa edizione è quello di avere riuniti tutti e quattro i libri di "Odissea nello spazio". Bisogna certo ammettere che forse il primo è il più ispirato. Leggere quel primo libro (cosa che, a mio avviso, è bene fare solo dopo aver visto l'onomimo film di Kubrick) è stato ciò che mi ha fatto innamorare non solo della fantascienza, ma anche delle opere di Clarke, di cui consiglio vivamente anche la raccolta di racconti "La sentinella" pubblicata da Urania, contenente tra gli altri un racconto che sarebbe l'embrione del successivo romanzo "2001".
Detto questo, forse non potrò descrivere Clarke in modo del tutto imparziale dato che sono almeno un pochino di parte, avendone letto circa una decina di opere. Fatto sta che ho gradito molto tutti e quattro questi romanzi, soprattutto lo svolgersi degli eventi correlati a Giove ed Europa tra il secondo ed il terzo. Il quarto si discosta leggermente dagli altri, dato che Clarke sceglie un protagonista davvero inaspettato, ma secondo me azzeccatissimo. Non posso, poi, far altro che ripetere la mia lode per "2001", il primo romanzo, e ripercorrere il sentiero che mi ha portato a conoscere esso ed il suo autore.
Vedere il film di Kubrick è un'esperienza straordinaria, ed il film va forse rivisto più volte allo scopo di farsi un'idea propria di quello che accade su schermo. Il film è ricco di scene e musiche ormai cult, anche se la parte su cui mi sono soffermato di più è stata l'ultima, ovvero "Jupiter and beyond the infinite". Credo che questo sia il "capitolo" del film più strano, criptico, ma anche affascinante, nonché quello più aperto alla speculazione.
Ma, a prescindere da questo, l'ultima parte del film mi incuriosì perché iniziai a chiedermi come l'autore del libro omonimo, per me l'allora sconosciuto Clarke, avesse mai potuto rendere in forma scritta quei momenti finali così ermetici, e se magari ne avesse dato un'effettiva spiegazione (cosa che invece Kubrick nel film volutamente non fa, lasciando molto spazio, come detto, alla speculazione ed interpretazione dello spettatore). Fu così che, dopo essermi fatto un'idea mia ed una mia interpretazione del film, decisi di acquistare su Ebay questa tetralogia. Finii il primo libro in pochi giorni e ne rimasi molto soddisfatto, e più volte rilessi alcune parti, alcune frasi che mi colpirono permanentemente. La trama mi sconvolse (in senso positivo si intende) e, checché se ne dica, quella fu e rimane una delle letture più appassionanti della mia vita. Poco mi ci volle per finire gli altri tre, che amai ognuno a suo modo. Il primo rimase insuperabile, perché fu per me una sorta di colpo di fulmine lungo poco più di 100 pagine, ma posso assicurare che gli altri non fanno semplicemente da contorno, ed ognuno si cala a suo modo in alcune delle più affascinanti tematiche della fantascienza.
La prosa di Clarke è eterogenea: a parti più scientifiche ed analitiche si alternano altre parti che sono proprio intrise di bellezza poetica ed epicità; il tutto funziona benissimo, lo stile è molto piacevole a mio avviso, ed ovviamente il merito va anche ai traduttori, non ne dubito. Ci sono poi certe immagini e certi avvenimenti in questi libri che non potrò mai dimenticare per tutta la vita tanto sono impressi nella mia memoria, e a ripensarli ho talvolta ancora - letteralmente - la pelle d'oca. Per questo credo che il titolo "Odissea" non sia affatto casuale, in quanto rappresenta il viaggio dell'uomo in balia di forze più grandi di lui, che qui sono forze concrete che agiscono su scale che per l'umanità odierna sono sproporzionate e per ora frutto di immaginazione ed, appunto, fantascienza.
Buona lettura!