Pubblicato da Neruda nel 1933, questo canzoniere erotico e amoroso raccoglie testi che risalgono a dieci anni prima, ma che sono ben lungi dal poter essere liquidati come semplici testimonianze di un ogni verso rivela infatti un poeta già maturo e padrone della propria arte. In questo piccolo libro conciso e folgorante, si ritrovano tutti i temi che daranno un accento inconfondibile alla sua opera l'estremo soggettivismo, l'esaltazione romantica, la tensione estrema verso il segreto palpito del mondo e, non ultimo, il canto dell'amore e dell'eros intesi come esperienza di un dolore radicale e anelito metafisico.
Pablo Neruda, born Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto in 1904 in Parral, Chile, was a poet, diplomat, and politician, widely considered one of the most influential literary figures of the 20th century. From an early age, he showed a deep passion for poetry, publishing his first works as a teenager. He adopted the pen name Pablo Neruda to avoid disapproval from his father, who discouraged his literary ambitions. His breakthrough came with Veinte poemas de amor y una canción desesperada (Twenty Love Poems and a Song of Despair, 1924), a collection of deeply emotional and sensual poetry that gained international recognition and remains one of his most celebrated works. Neruda’s career took him beyond literature into diplomacy, a path that allowed him to travel extensively and engage with political movements around the world. Beginning in 1927, he served in various consular posts in Asia and later in Spain, where he witnessed the Spanish Civil War and became an outspoken advocate for the Republican cause. His experiences led him to embrace communism, a commitment that would shape much of his later poetry and political activism. His collection España en el corazón (Spain in Our Hearts, 1937) reflected his deep sorrow over the war and marked a shift toward politically engaged writing. Returning to Chile, he was elected to the Senate in 1945 as a member of the Communist Party. However, his vocal opposition to the repressive policies of President Gabriel Gonzalez Videla led to his exile. During this period, he traveled through various countries, including Argentina, Mexico, and the Soviet Union, further cementing his status as a global literary and political figure. It was during these years that he wrote Canto General (1950), an epic work chronicling Latin American history and the struggles of its people. Neruda’s return to Chile in 1952 marked a new phase in his life, balancing political activity with a prolific literary output. He remained a staunch supporter of socialist ideals and later developed a close relationship with Salvador Allende, who appointed him as Chile’s ambassador to France in 1970. The following year, he was awarded the Nobel Prize in Literature, recognized for the scope and impact of his poetry. His later years were marked by illness, and he died in 1973, just days after the military coup that overthrew Allende. His legacy endures, not only in his vast body of work but also in his influence on literature, political thought, and the cultural identity of Latin America.
Qui devo farmi aiutare dalla nota della traduttrice Roberta Bovaia. In pratica queste dodici poesie Neruda le ha scritte nel 1923 e tenute nel cassetto per dieci anni, ritenendole acerbe. Le ha pubblicate nel '33, ormai divenuto celebre e osannato, premettendo che si trattava di componimenti giovanili e sperimentali, ma sta di fatto che un certo valore deve pure avercelo trovato, altrimenti avrebbe potuto semplicemente lasciarle nel cassetto di cui sopra. I temi ricorrenti della sua poetica in ogni caso già ci sono: «l'estremo soggettivismo, l'esaltazione romantica, la tensione agonica verso il segreto palpito del mondo e il mistero doloroso dell'umanità, il canto dell'amore e dell'erotismo intesi come esperienza di un dolore radicale e anelito metafisico» (Bovaia). Quanto a me, che salvo vaghe reminiscenze dagli anni del liceo (Saffo, Catullo, Ovidio) non ho molta esperienza di letture di questo tipo, le ho apprezzate, però, a parte la prima, che mi ha impresso nella mente delle immagini nitide e credo durature (gli aspi folli, i sassi, la notte, il fromboliere), le altre in genere mi sono parse abbastanza simili tra loro, molti termini ricorrevano, quindi insomma temo che già domani saranno un ricordo un po' indistinto. Un'ultima cosa: non c'è niente di pornografico, solo erotismo e trilioni di metafore (alcune però molto poco velate, va detto).
Lessi questo libro circa tre lustri fa. L'ho riletto in un attimo di pausa da Eco e ho provato una profonda delusione nel non ritrovare l'entusiasmo che mi aveva comunicato alla prima lettura. Pur consapevole del tempo passato tra le due letture, penso che questa perdita d'entusiasmo non sia dovuta a un mio cambiamento di gusti, giacché continuo ad amare molti dei libri letti all'epoca. Seppur abbia apprezzato la forza immaginifica e un'atmosfera a tratti suggestiva, ci sono passaggi che mi hanno suggerito associazioni affatto edificanti con film che di poetico non hanno proprio niente (Una pallottola spuntata, per es.). Forse, una certa branca della psicanalisi avrebbe da che dire sulle mie associazioni, ma la cosa mi lascia completamente indifferente e quello che mi rimane è il senso di delusione relativa all'opera. L'unica cosa che mi viene da dire è che a me ste poesie, in questo periodo della mia esistenza, non mi sono piaciute un ghanché, anzi non mi sono piaciute.
Ho letto questa raccolta di poesie giovanili di Neruda, durante il viaggio in treno che mi riportava a casa dopo una giornata di lavoro a Roma. L’edizione è con testo in italiano a fronte. Consiglio di non nutrire grandi aspettative su questa piccola raccolta che si legge in meno di un’ora. Non mi ha rapita, a malapena potevo riconoscere Neruda. Mi raccomando leggetele in lingua originale, utilizzando il testo a fronte solo se non ricordate il significato di una parola, almeno non perderete la musicalità. La traduzione, a mio parere, non è decisamente delle migliori. Non lo ricomprerei sicuramente.
C'è stato un tempo in cui la sensualità e l'erotismo non passavano per veline, letterine o varie esposizioni del corpo femminile prostituito attraverso i mezzi di comunicazione di massa o, ahimé, attraverso la politica ma trapelavano attraverso le parole dei poeti ; queste odi rimandano l'idea di corpi femminili pieni e adorati come idoli, vissuti, amati ed intensamente adorati. La Passione, d'altronde, non prescinde dal rispetto dell'altro.
Seppur poesie di un Neruda molto giovane e forse "acerbo", sono comunque pregne dell'eros e del pathos che mi aspettavo da questa raccolta. Una delle letture più belle di quest'anno, indubbiamente.
V Amica,non morire. Ascolta queste parole che mi escono brucianti, e che nessuno direbbe se non lo facessi io.
Amica,non morire.
Io sono colui che ti aspetta nella notte stellata. Colui che sotto il sole insanguinato del tramonto ti aspetta.
Guardo cadere i frutti sulla terra ombrosa. Guardo ballare le gocce di rugiada sull'erba.
Nella notte al denso profumo delle rose, quando danza il girotondo delle ombre immense.
Sotto il cielo del Sud,colui che ti aspetta quando l'aria della sera bacia come una bocca.
Amica,non morire.
Io sono colui che tagliò le ghirlande ribelli per il letto selvatico fragrante di sole e di bosco. Colui che portò tra le braccia giacinti gialli. E rose strappate.E papaveri insanguinati.
Colui che incrociato le braccia per aspettarti, adesso. Colui che ha spezzato i suoi archi.Colui che ha ripiegato le sue frecce.
Io sono colui che conserva sulle labbra il sapore degli acini. Grappoli ammaccati.Morsi vermigli.
Colui che ti chiama dalle pianure germinate. Sono colui che nell'ora dell'amore ti desidera.
L'aria della sera curva i rami alti. Ebbro,il mio cuore,sotto Dio,barcolla.
Il fiume straripato rompe in lacrime e a volte si assottiglia la sua voce e si fa pura e tremante.
Una raccolta intensa e vibrante in cui il grande poeta cileno esplora l’amore fisico e spirituale con la sua consueta potenza lirica.
Le poesie, cariche di sensualità e immagini naturali, intrecciano il desiderio al paesaggio, trasformando il corpo amato in una terra da scoprire e celebrare. La parola diventa carezza e rivelazione, oscillando tra passione e tenerezza, carne e anima.
In questi versi, Neruda dà voce a un eros vitale e universale, capace di unire poesia e vita, linguaggio e corpo, in una sinfonia che esalta la bellezza del sentire umano in tutta la sua profondità.
"[...] Gli occhi hanno sete, per questo ci sono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, per questo ci sono i tuoi baci. L'anima è accesa di queste braci che ti amano. Il corpo incendio vivo che deve bruciare il tuo corpo. Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete. In essa si annienta come l'acqua nel fuoco."
3.5 No es amor, es deseo que se agosta y se extingue, es precipitación de furias, acercamiento de lo imposible, pero estás tú, estás para dármelo todo, y a darme lo que tienes a la tierra viniste- como yo para contenerte, y desearte, y recibirte!