In questa mia seconda lettura di "Tenera è la notte" posso dire di avere apprezzato maggiormente il libro. Una sua enorme qualità è la sua complessità, l'intreccio di tematiche che ne fanno un romanzo completo.
Due anni fa ero rimasto affascinato dalla descrizione della decadenza dell'alta società americana nel primo dopoguerra, e dalle situazioni più vistose della storia d'amore tra Dick e Nicole.
In questa lettura invece mi sono scoperto intrigato dal personaggio di Dick.
Il ragazzo cresciuto dal basso, grazie al proprio cervello e agli insegnamenti del padre, il brillante studente di medicina, l'astro nascente della psichiatria, che finisce innamorato di una paziente e alla fine la sposa, consapevole di devolvere la sua intera vita alla sua cura, un lavoro a tempo pieno che spesso si sovrapporrà al ruolo di marito.
Una situazione complicata, per l'orgoglio di Dick, dall'enorme ricchezza di lei: il fatto che lui abbia insistito per mantenere la propria indipendenza, comprando da solo le proprie cose e addirittura evidenziando come una piccola parte del terreno della loro casa e il capanno dove lavora siano stati comprati con i suoi soldi, le uniche parti della proprietà che può sentire sue.
I due hanno dei figli, ma questi vengono visti come figure marginali sia nel libro che dai genitori stessi. Probabilmente anche come figure negative, visti gli effetti delle gravidanze su Nicole. Solo alla fine un Dick in crisi cercherà di avvicinarsi il più possibile a loro, in cerca di un senso.
Ecco, la vita di Dick e la sua discesa sono trattati benissimo.
Il brillante medico, il miliardario benvoluto da tutti, il padrone di casa perfetto, il fulcro della bella vita degli Americani in giro per il mondo.
E poi l'arrivo di Rosemary, inizialmente privo di conseguenze quando inserito in un contesto ancora funzionante come la vita coniugale dei Divers nel primo libro.
Ma con il ritornare delle crisi della moglie, e il ripresentarsi della giovane attrice, la vita di Dick comincia a sgretolarsi. I suoi orizzonti sono sempre più ridotti a causa delle scelte che ha compiuto in passato, e ora non è più in grado di rimettersi in carreggiata. Si trova a metà strada tra almeno due vite, senza riuscire a calarsi bene in nessuna delle due.
E quando Nicole finalmente sembra guarita, a quel punto il marito-medico diviene una figura inutile, un peso che le ricorda tutto ciò da cui è uscita. Un uomo che anzi, con la sua crescente cupezza, sembra quasi rinfacciare gli anni trascorsi insieme e le possibilità mancate.
Un uomo incamminato in una spirale discendente che sembra senza fine.
Ascesa e rovina di Dick Divers, potrebbe essere un sottotitolo a questo libro, e infatti uno dei titoli provvisori della storia non ci va troppo lontano, "la storia dell'ubriaco".
Invece di "The last Tycoon" non sapevo niente. L'ultimo lavoro di Fitzgerald, rimasto incompiuto a causa della sua morte.
Dopo averlo letto mi ritrovo a concordare con le critiche riportate nelle note al libro, le premesse erano ottime e sarebbe potuto essere un altro capolavoro. E' davvero un peccato che non si potrà mai sapere come sarebbe effettivamente venuta fuori questa storia ambientata a Hollywood dopo la Depressione, con questo produttore eroico, le storie d'amore con la misteriosa Kathleen e la giovane Cecilia, la rivalità col padre di lei, i risvolti sociali e politici previsti...