Un'opinione di Sciascia sarebbe commento perfetto a questo racconto: il giallo è la gabbia dello scrittore. Poiché costringe alla geometrica precisione, a una competenza quasi da laboratorio scientifico, a una consequenzialità logica, che finiscono coll'essere, quasi più della fantasia, la vera qualità del giallista. Margaret Doody è perfettamente imprigionata nei suoi intrecci, che sembrano appartenere al genere cosiddetto da «camera chiusa» (cioè un mistero così intricato da apparire un caso insolubile che solo l'acutezza raziocinativa dell'investigatore riesce a sciogliere). E, quasi a renderne più angusta la gabbia, li ambienta in una Attica classica, di totale fedeltà storico-filologica, e ne fa protagonista un Aristotele in tutto aderente alla sua personalità e alla sua filosofia. Questo secondo «Aristotele detective» si svolge dentro una palestra della antica Atene dove un ragazzo è stato ucciso da un giavellotto. Sembra un impossibile incidente, e appare scontato chi sia il giovane, e frastornato, colpevole. Infatti non è un incidente, e il colpevole vero non è quello. Aristotele lo capisce grazie alla sua logica deduttiva e lo spiega applicando al mistero la sua fisica dei luoghi naturali
Margaret Anne Doody (born 1939) is a professor of literature at the University of Notre Dame, and helped found the PhD in Literature Program at Notre Dame (http://www.nd.edu/~litprog). She served as its director from 2001-2007. Joseph Buttigieg has since become director.
Although historical detective stories are now a flourishing genre, with Steven Saylor and Lindsey Davis being particularly prominent in the field of detective stories set in classical antiquity, back in 1978, when Aristotle Detective was first published, Doody was something of a pioneer in the genre. Recently she has added four more to the series featuring Aristotle as a 4th Century B.C. detective.There is also a novella, Anello di bronzo (Ring of Bronze), currently available only in Italian.
Doody's "Aristotle" books and are published in Italy by Sellerio editore, which also produced a translation of The Alchemists. In France the mystery novels are published by 10/18. They are also available in Spanish, Portuguese and Greek; individual novels have recently been appeared in Polish and Russian.
Second adventure in the series featuring the philosopher Aristotle. Visiting Arcandro's gymnasium, he is called to investigate the death of a student in what seems like an unfortunate accident, but in reality hides much more.
This short story is certainly an enjoyable, well-written story, with Aristotle showing off his logic and spirit of observation. Perhaps the brevity of the story takes away the suspense and twists that a novel would have had in greater numbers, in addition to the fact that the investigations are limited to just one room of the academy, the gym.
The story can be read in a short time and shows another interesting glimpse of life in ancient Greece, specifically the education of young people.
Uno smilzo racconto in cui Aristotele fa pieno sfoggio delle sue capacità logiche: ciò che appare come un banale incidente in palestra, svela invece un piano omicida premeditato..
Chissà perché la Doody avrà deciso di far uscire il numero due della serie come un racconto, che, devo ammettere, mi è piaciuto più del numero uno, forse proprio per la sua brevità, infatti il primo me lo ricordo un po’ prolisso. Magnifico il modo di agire di Aristotele che ricorda un po’ i modi di Sherlock Holmes. Ottimo libro per chi vuole avvicinarsi a questa nuova figura di filosofo detective.
Ho letto finalmente M. Doody e questo delizioso libriccino, il secondo della serie di Aristotele detective. Lettura arguta e stimolante. Completano il libro una introduzione di Beppe Benvenuto, che illustra il profilo biografico dell'autrice ma siamo solo nel 2000 e una dotta postfazione del dottissimo filologo Luciano Canfora, che tratteggia un parallelo con A. Conan Doyle. Correte a leggere questo piccolo libro ma di stimolante utilità.
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Brevissimo romanzo (sarebbe più corretto considerarlo un racconto...) ambientato nell'antica grecia in cui ritroviamo Aristotele nei panni di un "Sherlock Holmes" filosofo. Storia carina e avvincente, ma la brevità del racconto porta da un lato a non trovare una trama particolarmente profonda o memorabile e dall'altro a consigliare di non comprarlo come singolo romanzo ma all'interno di una raccolta. Va, tuttavia, segnalata la solidità del crimine nella sua pianificazione e realizzazione
Ho letto questo libro per la scuola 18 anni fa, in quarto ginnasio, e mi ricordo che all’epoca piacque molto a me e ai mi compagni di classe. Non ricordavo assolutamente il caso affrontato da Aristotele nei panni di uno Sherlock Holmes ante litteram e per questo ho deciso di rileggerlo. Con gli occhi di una donna del 2024 l’introduzione mi è sembrata a dir poco abominevole ( nelle prime pagine infatti è riportato il ritratto misogino di una donna, l’autrice, della quale si sono fatte ricerche su internet cercandone spasmodicamente la foto anziché i meriti letterari di una professoressa universitaria. Per inciso viene descritta come una nonnina inglese - peccato che sia canadese). Ma era altri tempi, quindi sorvolerei. L’opera in sé è graziosa, molto breve, ma che ha saputo trascinarmi in una palestra ateniese anche se con pochissimi dettagli. Consigliato se si vuole passare un’oretta diversa, con un piccolo giallo dal finale non scontato.
Un raccontino stringato e poco impegnativo, sia per noi da leggere che per l'autrice da scrivere presumo, vista la poca cura con cui sono tratteggiati i personaggi e soprattutto con cui ha gestito l'intreccio. Questo volume ha lo stesso problema del precedente: il colpevole è facilmente intuibile fin da subito, rendendo lo svolgersi della trama poco appassionante. D'altronde se da un giallo togli la suspense è ben poco quello che resta, specialmente in un libro così breve da non avere nemmeno il tempo di creare un'ambientazione accurata o un contesto storico credibile, che erano invece i punti di forza del primo. Insomma da leggere per amore di completezza, anche perchè è scorrevole e non porterà via più di un ora, ma tranquillamente dimenticabile.
Il libro mi era stato assegnato durante il primo biennio delle scuole superiori e già allora l’avevo apprezzato; ma oggi, rileggendolo nell’attesa della consegna di un altro volume, ha acquistato un fascino diverso. Il mio interesse per la Grecia e la Roma antiche, la mitologia classica ed i misteri di Sharlock Holmes mi hanno permesso di reimmergermi con immenso piacere nell’atmosfera della narrazione.
Breve e veloce, non trascura i dettagli dell’epoca e dell’ambientazione, accompagnando il lettore nelle indagini e nella risoluzione del delitto, ma svelando solo nella conclusione l’importanza di un aspetto solo apparentemente futile.
Breve racconto ambientato in Attica, narra in poche pagine la risoluzione di un incidente fatale che si rivela essere un omicidio premeditato. Pur non essendo amante del genere giallo, ho apprezzato il personaggio di Aristotele in veste di Sherlock Holmes, riprendendo dall'ultimo anche il gusto per l'eleganza. Anche in un numero ristretto di pagine, sa essere avvincente. Bella ricostruzione storica.
Amo i gialli, di ogni tipo, ma se devo essere onesta non mi è sembrato nemmeno un giallo. Zero suspense, zero intrighi o misteri. Qualcuno muore, due interrogatori e il caso è risolto. Fine della storia. Sicuramente la piccola mole del libro non ha aiutato nel creare più intrighi. Peccato, leggerò altro della Doody.
Troppo breve questa seconda indagine di Aristotele detective per poterla confrontare con là precedente opera. In realtà un racconto brevissimo (meno di quaranta pagine) che non permette di apprezzare l’opera della Doody così come si riesce leggendo “Aristotele detective”.
l’ho letto per la scuola, un giallo come un altro se non fosse per il punto cruciale del racconto: un piccolo dettaglio assolutamente insignificante che ha portato aristotele a risolvere l’enigma. per il resto ha un vocabolario mediamente ricaricato, peccato per il poco tempo della storia.
È vero, mi ero ripromesso di non tornare alla Doody, ma almeno questo ha il non sottovalutabile pregio di essere cortissimo, quasi più della nota finale di Canfora che cercare di ridare un pò di luce alla pubblicazione riportando l'Aristotele detective sotto l'ala di Sherlock Holmes!
It's supposed to be a murder mystery, but in 38 pages there's barely the time to properly introduce the ancient Athens setting, let alone make me care about who the murderer is.