All'altro capo del filo del telefono grazie al quale un attore fallito che interpreta il ruolo di Fernando Pessoa sogna di confidare le sue angosce a Luigi Pirandello ("Il signor Pirandello è desiderato al telefono"), come dall'altra parte della stanza d'ospedale nella quale prende corpo la feroce disperazione di un uomo colpito da un lutto ("Il tempo stringe"), c'è un insolito ed enigmatico deuteragonista, una presenza impossibile o irraggiungibile che è al tempo stesso un'assenza. Un "Altro" (un fantasma e un cadavere) che costituisce rispettivamente un mero oggetto di desiderio e un contendente che morendo si è sottratto a un duello mortale. Ma attraverso questo Altro, nel quale l'Io monologante proietta se stesso e attraverso il quale cerca di darsi la caccia nell'illusione di afferrare una scheggia di se stesso in uno specchio che è andato in frantumi, si consuma la solitudine dell'uomo moderno: povero Narciso che nessuno guarda e che neppure egli stesso riesce più a vedere. Come in due strani "momenti di verità" nei quali la bestia non si presenta al confronto rendendo assurda la figura del torero, in questi "Dialoghi mancati" il tema della solitudine acquisisce un risvolto ambiguo e si tinge di una comicità felpata e allarmante: come se la voce parlasse aspettando una risposta o una risata che non verrà mai a liberarla e a legittimare il suo parlare.
Antonio Tabucchi was an Italian writer and academic who taught Portuguese language and literature at the University of Siena, Italy.
Deeply in love with Portugal, he was an expert, critic and translator of the works of the writer Fernando Pessoa from whom he drew the conceptions of saudade, of fiction and of the heteronyms. Tabucchi was first introduced to Pessoa's works in the 1960s when attending the Sorbonne. He was so charmed that, back in Italy, he attended a course of Portuguese language for a better comprehension of the poet.
The term "Pirandellian" has become synonymous with the complexities resulting from any attempt to define the fluid line between imaginary and real. In his investigation of the nature of truth, Pirandello builds up layers of illusion. In his fascination with his power as an artist-creator, he dramatizes the fluidity of reality. For Pirandello, the creation of the character involves a less subtle but infinitely intelligent interaction between the psychological, the social, and the theatrical, reiterating the playwright's concern with the multiple facets of reality and illusion.
My series of summer play readings continues with this 1988 book, consisting of two dialogues presented as dramatic narratives. So, after the multitude of characters in Shakespeare’s Pericles, Prince of Tyre and the ten or so characters in Bennett’s The Habit of Art, I am settling for the three characters in Tabucchi’s I dialoghi mancati (The Missed Dialogues). There is a curious parallel here: just as in The Habit of Art, one of the protagonists plays a dual role—the subject being portrayed and the actor portraying him. I’m not sure if I’ve explained that clearly... The first dialogue features none other than Pessoa, while the second features... a brother. It is an interesting read—one that would certainly be best complemented by seeing the two works performed on stage.
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Continua la mia sequenza di letture teatrali estive con questo libro del 1988 composto da due dialoghi proposti sotto forma di racconto drammatico. E così dopo la marea di personaggi di Pericle principe di Tiro di Shakespeare e la decina di personaggi de Il vizio dell'arte di Bennett mi accontento dei tre personaggi de I dialoghi mancati di Tabucchi. Curiosa analogia, come ne Il vizio dell'arte, anche qui uno dei protagonisti ha doppio ruolo: soggetto interpretato e attore che lo interpreta. Non so se ho descritto in modo comprensibile la cosa... Nel primo dialogo c'è nientemeno che Pessoa, nel secondo dialogo c'è... un fratello. Una lettura interessante che sicuramente sarebbe da coronare con la visione delle due opere a teatro.
Brevissimi monologhi che ci rimandano al pilastro indiscutibile di Tabucchi, suo maestro e mentore Pessoa. Nel primo, intitolato Il signor Pirandello è desiderato al telefono appare in maniera diretta, in maniera consona alla figura che l'autore stesso ha creato di se stesso (Pessoa che interpreta un attore che interpreta Pessoa). Un omaggio senza fronzoli, insomma.
Nel secondo monologo, Il tempo stringe (altro titolo evocativo e caro per Tabucchi), lo scrittore ci presenta ancora una volta il gioco del paradosso tra la morte e la vita insegnato dal suo Maestro, ci abbozza il peso della morte sulla vita e ci lascia, come spesso accade, con dubbi e incomprensioni.
C'è una parte di me che pensa che devono essersi davvero sforzati per ingrandire il carattere tanto da raggiungere un numero decente di pagine, senza allo stesso tempo far pensare al lettore di aver pagato troppo per qualcosa di così piccolo e breve. L'altra parte invece è pienamente soddisfatta: due dialoghi mancati, il primo tra un attore che interpreta Pessoa (o Pessoa che interpreta un attore che interpreta Pessoa) e l'altro Enrico/Enrichetto; il primo che vorrebbe chiamare Pirandello, il secondo che parla alla salma del fratello morto. A tratti metateatrale, a tratti malinconico, a tratti surreale, a tratti comico. Consigliato. Magari in una raccolta più grande, perché due storie così non ti saziano, ne vuoi altre.
«Народився у батька й матері, як усі інші люди, не мав ніколи дитинства, перед моєю домівкою був театр, це я пам’ятаю і можу заприсягтися, і я дивився на нього з вікна, а іншого в дитинстві я не мав, тому що не захотів, аби воно було».
Продовжую мандрувати новинками театральної колекції видавництва Анетти Антоненко. Тут також хороша анотація.
Це — збірка п’єс.
Причому в одній з них справді відбуваються ніби дві. Й персонажі справді вибирають образи недосяжності, аби віднайти себе: актор звертається до драматурга, з яким не перетнеться; бо хоч і не має успіху, проте відповідна маска таки його зжерла, як можна зрозуміти й із зацитованого фрагмента, й із повного монологу актора; а другий чоловік зокрема запитує брата, чи то він щось робив, чи то брат щось робив, чи то вони робили це разом.
А друга — взагалі радіоп’єса. 1935 рік: про італійське радіо; Італію і Європу загалом; а ще Орвелл із хіроманткою і кулею; ті двоє передбачили йому роман «Данина Каталонії»; повеселило.
Намагався поверхово описати сюжет, але однаково вийшло написати багато. Щодо вражень: цілком у стилі видавництва; не можу написати, сподобалося, чи ні; хоча… швидше так; теми подано специфічно і красиво. Гадаю, пам’ятатиму збірку довго… як у принципі й багато інших творів.