Em 1956 saía nas edições Einaudi, em Itália, as "Fiabe Italiane", uma obra de cerca de mil páginas, que tinha como objectivo reunir os contos e fábulas das várias regiões italianas, que o escritor Italo Calvino havia compilado, durante dois anos, comparando-os e reescrevendo-os, à semelhança dos irmãos Grimm que, como diz Calvino, não são sózinhos os "autores" dos seus contos, já que o "são também as narradoras e os narradores de cuja boca os Grimm os ouviram, e assim por diante todos os homens e mulheres que transmitiram esses contos de boca em boca sabe-se lá através de quantos séculos". Estes contos e fábulas, "contados por Calvino" com uma linguagem próxima do tom imediato e popular dos dialectos originais tornaram-se assim uma referência como obra de recriação. Em Portugal são editados em três volumes, sendo este o primeiro. Um mundo maravilhoso, fantástico e fascinante, tão verdadeiro como os contos de fadas, que como Calvino dizia, "são (mesmo) verdadeiros".
Italo Calvino was born in Cuba and grew up in Italy. He was a journalist and writer of short stories and novels. His best known works include the Our Ancestors trilogy (1952-1959), the Cosmicomics collection of short stories (1965), and the novels Invisible Cities (1972) and If On a Winter's Night a Traveler (1979).
His style is not easy to classify; much of his writing has an air reminiscent to that of fantastical fairy tales (Our Ancestors, Cosmicomics), although sometimes his writing is more "realistic" and in the scenic mode of observation (Difficult Loves, for example). Some of his writing has been called postmodern, reflecting on literature and the act of reading, while some has been labeled magical realist, others fables, others simply "modern". He wrote: "My working method has more often than not involved the subtraction of weight. I have tried to remove weight, sometimes from people, sometimes from heavenly bodies, sometimes from cities; above all I have tried to remove weight from the structure of stories and from language."
Uno dei primi libri di cui ho memoria. Quasi distrutto per le letture poco "bibliofile" dei primi anni e poi bruciato in un incendio subito dal "carrello-tenda" dei miei, durante un viaggio in Camargue. Ma mi basta vedere la copertina per avere il libro qui nelle mani.
I due volumi di "Fiabe italiane" curati da Italo Calvino li ho pescati per caso dagli scaffali della biblioteca - sezione ragazzi (sezione che tengo spesso sott'occhio), e non ho resistito, ho dovuto prenderli in prestito. È stato bello reimmergersi nella prima parte di questo mondo di fiabe che da piccola avevo adorato così tanto da finire ogni volume in uno, massimo due giorni. Certo, allora libri del genere li mangiavo, ogni storia era emozionante ed avvincente, mentre ora che sono cresciuta, quando sono a metà storia già so come va a finire. Questo non mi ha comunque impedito di godermi la raccolta tuffandomi in un mondo di principesse, draghi, vecchine, maghi, re e regine... ancora con occhi e mente di bambina, ogni tanto fa bene! Dato che poi sono appassionata di lingue e regionalismi è stato doppiamente piacevole vedere come cambiavano le fiabe in stile/trama/lessico a seconda delle varie zone di provenienza. Ricordarsi tutte le storie preferite è impossibile, ma in generale mi sono piaciute tanto quelle dell'Emilia Romagna e di Pistoia ("La contadina furba").
Questo libro me lo fecero prendere a scuola, come lettura per le vacanze estive. Credo che a tutti più o meno toccò in sorte. Rispetto però ad altre letture imposte, questa era di Calvino, insomma mica del primo passato.
E infatti anche se ovviamente queste fiabe non sono state scritte da lui, ma sono state raccolte e curate dall'autore, sono molto Calviniane; tante fiabe, di tutt'Italia, alcune bellissime, altre crudeli, alcune per bambini, altre per ragazzi, qualcuna forse per adulti.
"Le fiabe sono vere", disse Calvino. E infatti molte lo sono. Tra magia e mistero, un bellissimo viaggio nel mondo della nostra tradizione popolare, che è varia, multicolore, incredibilmente potente. Ancora oggi è uno dei testi che conservo con maggiore affetto e di cui non potrei mai separarmi, insieme alla raccolta dei fratelli Grimm.
«Le fiabe di Calvino piacciono ai piccoli e ai grandi; sono un capolavoro della letteratura, che affonda le sue radici nella tradizione popolare. Calvino ne è l'autore in quanto ha organizzato, rielaborato e trascritto il meglio dell'immenso patrimonio fiabistico del folclore italiano, che gli studiosi avevano raccolto dalla viva voce del popolo» (E. Zamponi).