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Opere

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Questo volume raccoglie la narrativa, la saggistica e le raccolte aforistiche di Giuseppe Pontiggia. Raffinato cultore dello stile, Pontiggia ha scritto e riscritto alcuni libri, tenendo anche conto delle osservazioni dei suoi critici. Di questo lavoro testuale danno conto, in modo complessivo e non analitico, le notizie dei testi, mentre la cronologia propone citazioni di taglio autobiografico tratte da scritti mai raccolti in volume.

2104 pages, Hardcover

First published April 1, 2004

6 people want to read

About the author

Giuseppe Pontiggia

59 books20 followers
Giuseppe Pontiggia was an Italian writer and literary critic.

He was born in Como, and moved to Milan with his family in 1948. In 1959 he graduated from the Università Cattolica in Milan with a thesis on Italo Svevo. After a first unnoticed short story anthology published in 1959, Pontiggia, encouraged by Elio Vittorini, decided to devote himself entirely to writing starting from 1961.

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Profile Image for Domenico Fina.
294 reviews92 followers
January 19, 2018
Svevo sbagliava titoli, Giuseppe Pontiggia, che amava e capiva profondamente Svevo, scrive in uno scritto contenuto ne L'isola volante (1994) che "Svevo amava affermare e non spiegare". Il primo titolo di Senilità doveva essere Il carnevale di Emilio ma lo cambiò in Senilità perché si sentiva senile rispetto a certi comportamenti. Nel romanzo, Emilio, 35enne, vuole educare, redimere, avvicinarla a sé, Angiolina, ma lei, più giovane di oltre quindici anni, lo gira e rigira come un calzino vecchio. Secondo Pontiggia Emilio non è solo senile è un adolescente senile, è uno che usa frasi che non si può permettere, si atteggia da maturo ma ha le pulsioni e le esperienze del ragazzino. Il titolo esatto di Senilità poteva essere qualcosa del tipo "Come si diventa adulti?" un titolo domanda del cavolo, mi rendo conto. In inglese Joyce propose un titolo più neutro, As a man grows older, quando un uomo invecchia. In fondo tutti i titoli sono fuori fuoco. Senilità che Pontiggia amava più de La coscienza di Zeno e considerava il suo più compiuto, quello più esatto per concezione estetica e per struttura - infatti nel libro le storie di Emilio e Angiolina e di sua sorella Amalia che si invaghisce per uno scultore fighetto viaggiano parallele e si intrecciano perfettamente -, ebbene Senilità è un libro anzitutto di una bellezza strana, non solo di chi non padroneggia bene la lingua italiana ma di chi non padroneggia essenzialmente la sua vita, questo è il bello implacabile del libro. La sua contemporaneità. La scempiaggine, diffusa pigramente, sul fatto che scriveva male è stata un'ingiustizia che su Svevo ha pesato come un macigno; i "critici" si impuntavano su piccinerie formali e perdevano di vista la bellezza e la complessità che aveva da esprimere. Pontiggia lo ripete mille volte, Svevo sapeva scrivere, altroché, prendiamo queste righe, bellissime: "Chissà con chi Angiolina lo avrebbe tradito quel giorno, forse con delle persone ch'egli non conosceva neppure. Come era superiore a lui il Leardi, quell'imbecille privo di idee! Quella calma era la vera scienza della vita? Sì, - pensò il Brentani, e gli parve di dire una parola che avrebbe dovuto far vergognare insieme a lui l'umanità più eletta. L'abbondanza di immagini nel mio cervello forma la mia inferiorità. Infatti se il Leardi avesse pensato che Angiolina lo tradiva, non se la sarebbe saputa rappresentare in un'immagine così piena di rilievo, di colore e di movimento come faceva lui figurandosela accanto al Leardi. Allora appena si scopriva la nudità ch'egli aveva soltanto intravvista e il più comune facchino vi trovava immediata la soddisfazione e la pace. Un atto breve, brutale, la derisione di tutti i sogni, di tutti i desideri. Quando al sognatore l'ira ottenebrò la vista, la visione scomparve lasciandogli nell'orecchio l'eco lunga di una sonora risata".

"L'abbondanza di immagini nel mio cervello forma la mia inferiorità" è una frase di una bellezza terribile, Svevo afferma, non spiega. Si capisce che secondo Emilio e secondo lui, un'immaginazione sensibile che spazia in tutte le direzioni lo porta a vedere un'Angiolina che non esiste e questo fatto lo fa vivere in modo vecchio, affaticato, per abbondanza di immagini. Le prime righe di Senilità “Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: - T'amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d'accordo di andare molto cauti. - La parola era tanto prudente ch'era difficile di crederla detta per amore altrui, e un po‘ più franca avrebbe dovuto suonare così: - Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia" confondono subito il lettore. Un uomo di 35 anni che dice a una ragazzina una frase da adulto scemo, che la ragazzina interpreta già in modo più scaltro di lui. Ovvero sta, sapientemente, zitta. Emilio Brentani recita da adulto ma vive nel prima e nel dopo l'età adulta e questo suo modo di fare, già dall'incipit lo porta a incomprensioni con Angiolina e più tardi con altri, col suo lavoro di assicuratore, con lo scultore mondano, con sua sorella. E con i lettori. La fine di Senilità è un'idea commovente e formidabile (spaventa, fa male); Emilio immagina una donna con il carattere comprensivo e benevolente di sua sorella ma con il fisico di Angiolina. Una donna che se esistesse per lui sarebbe uguale. Stordito dai sogni, com'è.
Profile Image for Antonio Gallo.
Author 6 books58 followers
June 18, 2020
Un Meridiano di ben 1971 pagine non è che lo leggi dalla mattina alla sera. Maestro di stile e di misura, cultore di letterature classiche, appassionato bibliofilo, Pontiggia è uno degli autori più originali del secondo Novecento italiano. il Meridiano, uscito a un anno di distanza dalla sua prematura scomparsa, presenta tutti i suoi libri in ordine cronologico e senza distinguere tra narrativa e saggistica, che nelle sue opere sono continuamente intrecciate, e permette di cogliere il suo personalissimo progetto a tutto campo sulla letteratura, la ricchezza e la varietà di generi letterari e di toni della sua opera, la raffinatezza essenziale del suo stile, l’intelligenza (talmente ironica e acuta da diventare tagliente) delle sue osservazioni sulla realtà, le persone, gli avvenimenti, il suo concetto di estetica che mai prescinde da un vigile e severo sentimento etico.

La letteratura in «prima persona» di Giuseppe Pontiggia. Cronologia. Nota all’edizione.La morte in banca. L’arte della fuga. Il giocatore invisibile. Il raggio d’ombra. Il giardino delle esperidi. La grande sera. Le sabbie immobili. Vite di uomini non illustri. L’isola volante. da «I contemporanei del futuro». Nati due volte. Prima persona. Notizie sui testi. Bibliografia.

Se le cose stanno così, per un appassionato sia della scrittura che della lettura, questo libro è un'avventura che la si vive soltanto leggendo. Sedici anni dalla pubblicazione e molti di più dalla scrittura, leggere Pontiggia oggi è come se Lui fosse ancora tra di noi e avesse scritto soltanto ieri. Lo leggi e lo rileggi e scopri che quello che avevi pensato ieri, oggi lo pensi diversamente. Perchè questo fa la vera scrittura: ti stimola, ti provoca, ti fa pensare in maniera diversa da quello che hai letto per poi scoprire che avevi torto e ritorni all'originale.
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