‘Il papa li intrattenne cordialmente e a sorpresa chiese a Titina di recitargli la «preghiera della Vergine» di Filumena, della quale aveva letto. Rimasero tutti perplessi a quella richiesta inattesa, e più di tutti Titina, che sentì il bisogno di precisare: «Santità, non si tratta di una vera preghiera. Filumena è figlia del popolo, è ignorante e analfabeta. La sua non è una preghiera. Si rivolge alla madonna con confidenza, a tu per tu, con irruenza, come una persona viva... »
«E non è questa la preghiera più bella?» rispose il papa.
Titina allora cominciò a recitare, dapprincipio timidamente, sottovoce: «Erano ‘e tre dopo la mezzanotte... Per la strada camminavo io sola...» Arrivò alla fine del toccante monologo ed ebbe gli elogi del Papa. Erano tutti commossi quel giorno. La Domenica del Corriere dedicò una copertina a quell’avvenimento unico nella storia del teatro.’