Dal naufragio quasi completo della vastissima produzione di Epicuro si sono salvate, tra i pochi altri scritti, tre Lettere. Indirizzate ad altrettanti amici ma in realtà destinate alla diffusione più ampia possibile, le Lettere contengono una sintesi chiara ed essenziale di determinati aspetti del pensiero del filosofo. Dalla costituzione fisica dell'universo come aggregazione di atomi sempre in movimento, all'astronomia, all'etica, Epicuro è interessato a ogni campo del sapere perchè solo la conoscenza della verità in tutti i suoi aspetti può aiutare l'uomo a vivere privo di paure infondate e di desideri ingannevoli e tormentosi.
[...] bisogna dunque esercitare ciò che procura la felicità, perchè se abbiamo questa, abbiamo tutto, ma se manca, facciamo di tutto per averla. [77]
Ciò che non ci inquieta se presente, ci affligge infatti vanamente quando lo si attende. [79]
Si deve poi ricordare che il futuro non è del tutto nostro, né del tutto non nostro, perché non ci illudiamo come se assolutamente si dovesse avverare, né perdiamo la speranza, come se non si dovesse affatto avverare. [81]
Onestamente non ho trovato nelle sue parole nulla di rivelatore e mi trovo in disaccordo su vari suoi consigli e principi, soprattutto riguardanti la felicità. Messo da parte l’essere d’accordo, risulta comunque interessante leggere le idee e intuizioni di un umano di 2200 anni fa e risulta altresì curioso notare come alcune di esse siano sostanzialmente poco distanti dalla reale spiegazione, soprattutto per quanto riguarda la lettera a Pitocle.
Straordinaria la modernità della lettera a Pitocle che anticipa alcune teorie dimostrate solo nei secoli successivi. "[...] e mai si adduca come spiegazione a tutto questo la natura divina, ma la si conservi libera da ogni incombenza e nella pienezza della sua beatitudine. Se non si farà in tal modo, ogni indagine delle cause dei fenomeni celesti sarà vana, come già accadde ad alcuni, che, non attenendosi al metodo delle diverse spiegazioni, caddero in vane argomentazioni, perché pensavano che i fenomeni si verificassero in un'unica maniera e respingevano tutte le altre spiegazioni secondo cui essi potevano avvenire, lasciandosi così portare all'irragionevolezza, senza riuscire nemmeno a valutare i dati dell'esperienza che bisogna assumere come indizi". Se si fossero seguiti questi insegnamenti si sarebbero potuti evitare molti drammi per l'umanità.
Très bonne édition des trois lettres dans lesquelles Epicure expose l’essentiel de sa doctrine à des disciples proches, à la fois afin d’aider ces derniers à garder en mémoire les points importants mais aussi pour les diffuser auprès d’un public n’ayant pas accès à l’énorme masse des écrits du maître. Ce qui est malheureusement notre cas en raison de la disparition quasiment totale des ouvrages d’Epicure à la fin de l’Antiquité. Au-delà de la Lettre à Menécée que nous effleurons tous en Terminale, c’est l’occasion de se rappeler que l’épicurisme se fonde avant tout sur une approche radicalement rationnelle et matérialiste du réel. Et que cette dernière est fondée sur des intuitions d’une étonnante modernité sur « la nature des choses ». Ouvrage donc essentiel.
Allora forse ho sbagliato raccolta, perché sulla felicità c'è veramente poco e io mi aspettavo qualcosa di più, anche sull'amicizia. Il poco che ho letto è bello, però avevo aspettative altissime e sono stata delusa forse. Comprerò altre raccolte che parlino solo di felicità
Quando dunque diciamo che il piacere è un bene completo, non alludiamo ai piaceri dei dissoluti o a quelli dell'ebbrezza, come pensano alcuni che non conoscono o non condividono o interpretano male il nostro insegnamento, ma al non aver dolore nel corpo né turbamento nell'anima.
Dell’immensa produzione di Epicuro, a parte frammenti e brevi sentenze, ci sono giunte per intero, grazie all’intermediazione di Diogene Laerzio, tre lettere: quella a Erodoto sulla fisica, quella a Pitocle sul cielo e quella, famosissima, a Meneceo sulla felicità. In quest’ultima, Epicuro identifica la felicità con il piacere, più in particolare con l’assenza di dolore fisico (aponia) e di turbamento psichico (atarassia). L’ideale è quello di una vita semplice e saggia, bastevole a se stessa, lontana dai dolori, dalle preoccupazioni e dalle paure (come quelle per gli dèi e per la morte) che attanagliano i mortali.
Le lettere a Erodoto, Pitocle e Meneceo accolgono il concentrato della filosofia di Epicuro, sono antiche eppure molto moderne, complesse eppure limpide nella loro limpidezza argomentativa: una lettura ideale per avvicinarsi direttamente ad un grande autore del mondo greco che non ha mai cessato di esercitare una forte influenza sul pensiero e la letteratura dei secoli successivi. http://athenaenoctua2013.blogspot.it/...