Illuminante lo spunto sull'autoconsapevolezza emozionale che qualifica l'emozione "come avvertimento che un impulso è in atto": l'emozione, dunque, avvertita non più come nemica dell'io (una pulsione che la ragione deve arginare), "ma come alleata nella regolazione del comportamento".
Altrettanto illuminanti, nella gestione creativa dei conflitti, l'uso delle armi dell'ascolto "attivo" ("Noi tutti abbiamo un bisogno profondo di riconoscimento, di essere ascoltati. Soddisfare questo bisogno è la condizione della gestione creativa dei conflitti e può essere la chiave di svolta dei negoziati"), dell'immaginazione e dello spiazzamento, così come la necessità di tener distinti le "posizioni" dagli "interessi". Dice la Sclavi: "tendiamo ad assumere che poichè le posizioni sono opposte, anche gli interessi dai quali derivano siano opposti. Ma non è così. Passare dalla posizione agli interessi sovrastanti permette di sottolineare la forza degli interessi condivisi e compatibili".
Il tutto arricchito da un gran numero di esempi molto chiarificatori, tratti da esperienze "sul campo".