Le buone maniere, il nostro passaporto per il viaggio in società, cambiano in continuazione, perché cambia ciò che riteniamo si possa fare e non fare: se è accettabile oggi partecipare direttamente il nostro matrimonio, è però disdicevole gettare sacchetti di plastica in mare. Sapersi comportare rende la vita sociale più agevole, ma non sempre ingentilisce l'animo, imponendoci, anzi, un controllo delle emozioni che può renderci freddi e distaccati. Per fortuna non siamo sempre governabili e la nostra spontaneità ogni tanto fa capolino sotto forma di gaffe, delizioso contrappunto ai nostri incontri quotidiani.
L'argomento non sono le buone maniere, ma i libri sulle buone maniere. Come se l'autrice, ricevuto l'incarico di scrivere il testo e letta un po' di bibliografia, non se la sia sentita di scrivere il libro che da quel titolo ci si aspetterebbe, ma si sia imboscata facendo una lunga rassegna descrittiva dei testi che ha letto. Roba da alunna impreparata durante un interrogazione alle medie.