Nicola Labanca ripercorre le vicende politiche e militari che portarono gli italiani a stabilirsi in Eritrea, in Somalia, in Libia e poi in Etiopia. Ma l'espansione coloniale non fu, anche nel caso italiano, solo politica e guerra. Il volume smonta quindi i messaggi della propaganda colonialista che affascinarono generazioni di italiani al suono di "Tripoli bel suol d'amore" e mostra i pochi reali vantaggi economici che l'Italia trasse dai suoi domini africani. Inoltre descrive la società coloniale d'oltremare, i suoi tratti razzisti, la sua composizione sociale e demografica, le sue istituzioni.
Nei miei anni a Roma Tre feci due esami di Storia dell'Africa, e studiai direttamente con il prof. Goglia, autore di un altro testo fondamentale: "Il colonialismo italiano da Adua all'Impero". Tuttavia quel tomo - rispetto al testo di Labanca - sembra piuttosto un compendio (per la prima parte). È un ottimo complemento però per la collezione di documenti (articoli, lettere e altro materiale dell'epoca, specialmente fascista) contenuti nella seconda parte.
"Oltremare" non è da confondere con l'omonimo romanzo di Marco Steiner nell'universo di Corto Maltese (anch'esso consigliatissimo). Si tratta di un saggio storico approfondito, che ho ascoltato appena uscito su Audible. Ottima la lettura. Quanto al testo, è una trattazione molto lunga e tutto sommato la più completa che abbia trovato finora su questo argomento. Da laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, avevo già una consapevolezza avanzata delle vicende, avendo anche viaggiato in Etiopia, visitando i luoghi delle battaglie e dell'occupazione italiana (nelle Montagne Simien mi è capitò addirittura un incontro con un vecchio pastore che dopo aver notato la mia pelle bianca mi apostrofò direttamente in italiano: "Tu, soldi, quanti?" Scoprii chiacchierando che da giovane aveva lavorato a lungo con gli italiani in Eritrea). Quindi Oltremare è stato per me più un ripasso e un aggiornamento e un approfondimento che mi ha permesso di scoprire altri personaggi, come gli avventurieri della prima ora, e tanti altri dettagli.
Lo ritengo un testo utilissimo per chiunque altro, che appunto non ha avuto l'opportunità di studiare a scuola questo capitolo così importante della storia italiana.
Sara' pure un'opera di sintesi, come qualcuno opina, cone fosse un rimprovero, ma trattasi di epitome pregevole. Tocca gli aspetti più importanti e per un neofita, come per un esperto, è una sintesi molto utile. Sottolinea il ruolo magno di autori come Del Boca e Rochat. Si occupa del dibattito culturale e politico nel XX secolo e della inazione del Governo nel fare conoscere negli ultimi decenni la storia coloniale italiana. Ottima lettura, che mi sento di suggerire.
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Un ottimo testo per chi fosse interessato ad approccio per la prima volta alla storia del colonialismo italiano, conciso ma mai banale, riesce a dare un quadro complessivo degli eventi. Consigliato come prima lettura sul tema.
Nozionistico, convoluto e francamente insufficiente nella sua ricostruzione. Un libro tutto sommato recente, e che pure sembra scritto negli anni 50. In tutto un sotteso rammarico sulla mala gestione delle colonie, invece di descrivere per filo e per segno la barbarie italiana in Africa (c'è letteralmente un passaggio in cui Labanca scrive esplicitamente che non si dilungherà sulle atrocità commesse dall'esercito). Inutile rammaricarsi del razzismo senza di fatto affrontare il tema se non vagamente in una decina di pagine scarse su un totale di cinquecento. Sulla sorte delle ex colonie dopo la guerra mondiale c'è ben un paragrafetto di una decina di righe. Riferimenti bibliografici senza collegamenti nel testo, quindi impossibile capire da dove o da chi l'autore abbia preso certe affermazioni. E anche per un libro del 2002, italianizzare nomi africani (Welwel diventa Ual Ual, Jubbaland diventa Oltregiuba, ecc.) è una prassi da estirpare.
De la Chine à la Libye en passant par la Grèce et la corne de l'Afrique, Labanca livre ici une œuvre indispensable pour comprendre et connaître les ressorts de la colonisation italienne. Passant de l'Italie libérale au ventennio fasciste, l'auteur ne s'arrête pas à la fin de cette colonisation mais décrit la mémoire contemporaine de cet épisode de l'Histoire italienne.