Dalla partenza del primo soldato italiano nel luglio 1941 al ritorno dell'ultimo prigioniero nel febbraio del '54, Arrigo Petacco ricostruisce in questo libro le quattro fasi della campagna di Russia: la corsa vittoriosa verso la riva del Don, l'eroica resistenza durante il contrattacco sovietico, la rotta disastrosa e infine l'allucinante marcia dei meno fortunati verso i lager sovietici (dai quali torneranno vivi poco più di diecimila soldati su ottantacinquemila che erano partiti). L'autore spiega le reali ragioni e le nefaste illusioni che spinsero Mussolini, nonostante l'opposizione di Hitler, a inviare un'armata su un fronte così lontano a scapito di altri strategicamente più importanti; nel mentre restituisce appieno l'onore di combattenti non solo agli alpini, ma anche a fanti, aviatori, marinai e militi che, nonostante le avverse condizioni e l'inadeguato equipaggiamento, adempirono con valore al proprio dovere. Inoltre, grazie alla documentazione recuperata negli archivi del KGB, ripercorre la drammatica odissea dei nostri connazionali prigionieri nel lager.
Il libro riesce a fornire una panoramica completa della (dis)avventura dell'ARMIR: dall'entusiasmo iniziale della guerra contro il comunismo, ai retroscena che hanno portato a spegnerlo, fino agli aneddoti sull'impreparazione dell'esercito italiano che ha l'ha condannato alla rovina durante la ritirata. Ho anche apprezzato l'analisi dell'esperienza dei campi di concentramento sovietici e l'impatto avuto sulla politica italiana del secondo dopoguerra. Petacco riesce a fornire una visione chiara, non prolissa, servendosi anche delle parole di molti altri sopravvissuti che hanno preso parte a quest'impresa titanica e sono stati in grado di raccontarla (Egisto Corradi, Mario Rigoni Stern, Don Gnocchi). Alcuni aneddoti purtroppo risultano essere imprecisi, visto la loro smentita in tempi successivi alla pubblicazione (e.g. la trasmissione di Radio Mosca che definiva gli alpini italiani come gli unici imbattuti in terra russa). Ciononostante, il racconto di questa storia necessita di essere letto, e finora questo libro risulta essere quello che, per me, ci è riuscito meglio.