"Il Giullare è una mia antica fissazione, un mio leggero incubo che riguarda l'inutilità dei mestieri come il mio... per dimostrare che in situazioni drammatiche, l'artista non conta più nulla, la sua figura è superflua, la sua esistenza inutile." Ivano Fossati
Fossati lo descrive come un suo incubo ed effettivamente questo scritto più che essere un vero e proprio racconto rappresenta una vertigine. Scritto quasi 30 anni fa, sembra così attuale nella sua descrizione così fredda della conservazione dell'arte sia nelle interferenze con le note sul presente caratterizzate dal golpe russo. Che invece alla fine siano arrivati davvero i gibboni?