Eravamo insoddisfatti delle poetiche correnti, ricercavamo procedimenti utili a intrattenere i fantasmi (esto il compito e il piacere di chi scrive poesie). Ognuno di noi era occupato a combinare efficacemente fatti e realtà mentali. Non soltanto a patire, piuttosto a sbugiardare il mondo degli umani, sempre più dissestato ealienato. Ci piaceva congegnare, da artigiani un po' matti del mestiere, nuovi orditi di parole e ritmi, nuove musiche. C'eravamo stufati della cosiddetta tradizione del Novecento, con la quale tutti si aggomitolavano. (dalla nuova prefazione di Alfredo Giuliani)
La poesia e la parola che si scomponogono. Il loro significato si frammenta insieme all'identità e all'esperienza dell'uomo contemporaneo, del poeta e del lettore. Immagini sconnesse, salti concettuali, precipizi mentali, esperimenti linguistici danno uno spintone a forme auliche, misurate, ai versi coerenti e armoniosi della tradizione.
Poesie, per me che non sono un gran lettore di poesia, difficili da leggere, ma di cui ho potuto apprezzare immagini e accostamenti lessicali delle volte spiazzanti. Gemme nascoste nel turbinio della vita moderna.