Un barbone di età indefinibile e apparentemente muto capita in un piccolo paese e vi si sistema vivendo di carità…
Un truffaldino ambulante pugliese gli insegna la parola “fangulo”, facendogli credere che sia un’espressione di cortesia. Il barbone, convinto di fare cosa gradita agli abitanti del paese che lo ha così gentilmente accolto, un giorno comincia a ringraziare tutti con la parola fangulo. In paese, però, si scatena il putiferio. Gli abitanti decidono di espellere il vecchio ma un evento inaspettato farà loro cambiare idea…
Nell'ambiente apparentemente coeso di un paesello di montagna un alienato impara a pronunciare un unica parola alla quale, però, attribuisce un significato avulso. Al "fangulo" in questione ciascun abitante, con poco senso della solidarietà e molto della convenienza, attribuisce, invece, solo l'accezione corrente senza porsi minimamente il dubbio se il "matto", proprio perchè vive in un mondo estraneo, possa condividerne il senso. Un racconto educativo sul pre-giudizio e il concetto di corrispondenza linguistica.